La nostra vocazione

30-5-2004

Don Mauro Agreste

Indice

1) La Pasqua ebraica e la Pasqua cristiana
2) Lo Spirito Santo incide la legge di Cristo nel cuore dei suoi discepoli
3) Lo Spirito Santo viene spesso nella vita dei credenti, come accorgercene?
4) La Chiesa è un'invenzione dello Spirito Santo
5) Come riconoscere Cristo
6) La pace di Cristo si attua nella realizzazione del suo progetto
7) È ora di partire, Gesù manda anche noi e ci sostiene con il suo Spirito
8) Lo Spirito Santo ci fa vedere noi e gli altri come ci vede la SS. Trinità
9) Gesù inaugura il mandato degli apostoli
10) A Pentecoste la seconda discesa dello Spirito Santo
11) Imitare Maria nella totale disponibilità a Dio

1) La Pasqua ebraica e la Pasqua cristiana

In questo brano di Vangelo c'è un'altra discesa di Spirito Santo.

Il giorno di Pentecoste che celebriamo oggi è il giorno che secondo la liturgia viene calcolato 50 giorni dopo la solennità della Pasqua.

Anche gli antichi Ebrei celebravano la Pentecoste e anche loro celebravano la Pasqua, solo che si riferivano a due fatti diversi: la pasqua che celebravano gli ebrei era il passaggio di Dio di casa in casa, dove Dio ha scelto i suoi e li ha salvati.

In quella notte Dio è passato nei villaggi e dove ha visto il sangue dell'agnello è passato oltre.

Pesciac, il passaggio di Dio.

Nella pasqua di Gesù, l'agnello che ha versato il suo sangue è veramente Gesù, e tutti coloro che sono segnati dal sangue dell'agnello, sono i redenti, sono i salvati.

Gesù inaugura questa nuova alleanza, quella definitiva, proprio in concomitanza con la pasqua ebraica.

È lui l'agnello che viene sacrificato e il cui sangue versato, costituisce la salvezza per tutti coloro che si fanno lavare da questo sangue, cioè da coloro che si immergono nella redenzione operata da Gesù; si immergono in questo amore incredibilmente grande, quasi inconcepibile.

Alla pasqua antica subentra la pasqua odierna.

Il passaggio di Dio, il passaggio in mezzo a noi come colui che salva nell'antico Egitto, come colui che redime nella nuova ed eterna alleanza.

Poi, anche nella tradizione ebraica si celebrava la festa di Pentecoste, che con il passare dei secoli aveva assunto una stratificazione; era sì, sicuramente il ricordo della consegna delle tavole della legge a Mosè sul monte santo di Dio e ai tempi di Gesù si celebrava la Pentecoste, 50 giorni dopo la pasqua è il significato di questa parola, proprio per ricordare il momento in cui Dio con il suo dito aveva inciso sulle tavole di pietra la sua legge.

2) Lo Spirito Santo incide la legge di Cristo nel cuore dei suoi discepoli

Ma Gesù inaugura una nuova alleanza, e la Pentecoste che noi celebriamo è veramente la realizzazione di tutte le promesse che Dio aveva dato ai profeti; per es. in Geremia dove dice toglierò da voi il cuore di pietra e metterò un cuore di carne.

E quindi la profezia di Gesù, che poi anche S. Paolo riprenderà nei suoi insegnamenti, è proprio questa, la legge incisa su tavole di pietra ha fatto il suo tempo.

Io metterò la mia legge nei vostri cuori e la inciderò dentro di voi, perché non sia qualche cosa che è fuori di voi, ma sia dentro di voi.

Ecco la solennità della Pentecoste che noi celebriamo si inserisce proprio in quell'evento straordinario che ha cambiato la storia degli uomini.

Cinquanta giorni dopo la pasqua, l'abbiamo sentito nella prima lettura, lo Spirito Santo viene con il duplice segno del vento e del fuoco di cui abbiamo parlato prima nella meditazione; però nel brano di Vangelo che abbiamo sentito adesso, si parla di un'altra discesa dello Spirito Santo e io non credo che le discese dello Spirito Santo si possono moltiplicare perché tanto non hanno significato.

Soprattutto perché ci sono narrate qui, nel nuovo testamento quindi nella scrittura, ogni volta che vediamo lo Spirito Santo che agisce è sicuramente perché Dio ci vuole comunicare qualche significato importante e allora noi dobbiamo veramente cercare di ricordare, perché ogni volta che Dio agisce c'è qualche grazia che noi possiamo ricevere, e quando parlo di grazie non parlo solo di grazie fisiche o di miracoli.

Grazia vuol dire una benedizione speciale del Signore.

3) Lo Spirito Santo viene spesso nella vita dei credenti, come accorgercene?

Lo Spirito Santo scende sugli Apostoli e sui discepoli di Cristo perché possano camminare alla sua luce ed ecco qui non siamo 50 giorni dopo Pasqua, ma siamo proprio nello stesso giorno di Pasqua, ma allora lo Spirito Santo è venuto quando? 50 giorni dopo?

È venuto lo stesso giorno di Pasqua?

È venuto quando Gesù era sulla croce e chinato il capo emise lo Spirito?

Quando è venuto lo Spirito Santo? È venuto tutte queste volte!

Quindi la prima cosa che noi possiamo dire è lo Spirito Santo viene spesso nella vita dei credenti.

Come mai non ce ne accorgiamo? Perché per accorgersi dello Spirito Santo bisogna essere come Elia: il profeta Elia era scappato da Gerusalemme, perché la regina di Getsabele lo voleva uccidere.

Elia aveva dimostrato con chiarezza che i 400 profeti che la regina Getsabele, che era una pagana, si era portato a Gerusalemme per istituire un nuovo culto e soppiantare il culto di Mosè e dei profeti, erano dei falsi profeti.

Aveva fatto mettere due olocausti e i 400 profeti invocavano Dio, facevano danze, si flagellavano per far scendere dal cielo un fuoco che dimostrasse che loro erano profeti autentici; e questo non accadde.

Elia li prendeva anche in giro: ma forse il vostro dio non vi sente è andato a farsi un pisolino ed essi aumentavano la dose di tutti i gesti e i rituali che compivano.

Quando toccò a Elia, egli fece bagnare ripetutamente tutto l'olocausto e dopo aver invocato la potenza del Signore, un fuoco divorante discese e consumò non solo l'olocausto, ma anche tutto l'altare che c'era lì e tutta l'acqua che era colata intorno ai canaletti.

Naturalmente i 400 profeti furono uccisi, perché fu dimostrato che erano profeti iniqui di dei pagani, inesistenti.

Ma la regina Getsabele se lo legò al dito e meditò vendetta contro Elia, l'autentico profeta ed Elia fuggì ed era talmente amareggiato che nella sua fuga non voleva più vivere e per tre volte Dio mediante i suoi angeli, mediante la sua provvidenza fece cibare Elia di pane e acqua finché arrivò quella lontana città da Gerusalemme che oggi è Jaffa o Tel Aviv, dove su un colle che si affaccia sul mare lui aveva trovato una grotta dove si riparava, dove si nascondeva.

Quando era lì Elia sentì un grande tuono, un grande terremoto, un grande fuoco e non si stupì minimamente, ma quando sentì un soffio leggero di un vento come di una brezza, subito si rese conto, questo è il soffio di Dio.

Usci dalla sua grotta su quel monte che si chiama Carmelo e da quella esperienza di ritiro, di solitudine, di meditazione è nata l'esperienza che nella Chiesa si chiama Ordine Carmelitano, uscì e disse: parla Signore il tuo servo ti ascolta.

Elia conobbe il passaggio di Dio, perché era abituato ad ascoltare la voce di Dio.

Lo Spirito Santo viene a visitarci molte volte nella nostra vita, allora vale la pena che impariamo a riconoscere i suoi segni, perché lo Spirito Santo suggerisce nei nostri cuori tutto ciò che Gesù ci ha insegnato.

4) La Chiesa è un'invenzione dello Spirito Santo

Lo Spirito Santo non ci suggerisce cose nuove o cose diverse, lo Spirito Santo non si inventa dei rituali che non esistono nella Chiesa; lo Spirito Santo ha inventato lui la Chiesa, l'ha fatta esistere lui, può inventarsi delle cose che non esistono nella Chiesa?

Ciò che non viene dallo Spirito Santo è una scimmiottatura dei sacramenti, ovvero dei rituali che non sono contenuti nella Bibbia.

Quindi cominciate ad avere un piccolo discernimento, non tutto quello che è proposto intorno a noi è autenticamente cristiano, è autenticamente voluto dallo Spirito di Dio.

5) Come riconoscere Cristo

Lo Spirito di Dio scende varie volte, ma nel Vangelo di oggi, mentre ci aspetteremmo di riprendere ciò che è negli atti degli apostoli ci viene presentata questa visita di Gesù: Gesù entra nel cenacolo e dice: Pace a voi, ma i discepoli non gioiscono, perché?

Non l'hanno riconosciuto; ma era Lui o non era Lui?

Era riconoscibile o non era riconoscibile?

Come mai la Maddalena in quella stessa mattina era andata per onorare il corpo di Gesù, non lo riconosce e lo scambia per un giardiniere; solo quando Lui la chiama si rende conto che è il Maestro?

Beh! Perché Gesù è entrato a far parte della creazione nel suo stato definitivo: il corpo di Gesù è veramente il corpo di Gesù, ma nello stesso tempo è il corpo glorificato.

Non sono i tratti somatici che ci identificano è la nostra identità.

Qualcuno a volte chiede: ma quando saremo nell'aldilà ci riconosceremo?

Voi cosa dite? Certo che ci riconosceremo, ma per la faccia che abbiamo?

Per la nostra forma? No! per la nostra identità, per il nostro spirito, per il nostro io profondo.

Nell'aldilà saremo tutti perfetti, persino fisicamente.

Un bambino che nasce e muore subito dopo non resta tutta l'eternità grande come un neonato; e così un anziano che muore che ha 150 anni, senza denti, senza sentire più niente non rimane in quella situazione, è vero?

Nella risurrezione nell'altra vita non c'è spazio per l'imperfezione, c'è solo perfezione.

Quindi nella creazione e noi nella nostra creazione di persone umane, saremo nella perfezione di quello che deve essere una persona.

Allora non ci riconosceremo per i nostri tratti somatici, ma per i nostri tratti individuali, spirituali e psicologici, perché il nostro corpo sarà nella perfezione, senza occhiali, senza chili di troppo, siete contenti?

Dunque bisogna tenere presente tutto questo, perché il Signore vuole la felicità integrale della persona.

Allora in tutto questo voi vedete che Gesù non viene riconosciuto subito, viene riconosciuto nel momento in cui il sigillo della sua identità viene rivelato, mostra loro le mani e il costato, allora lo riconoscono: ecco il sigillo della salvezza.

Isaia nel cap. 53 aveva detto proprio questo: per le sue piaghe noi siamo guariti.

E le sue piaghe sono il sigillo di ciò che Dio ha fatto per la nostra salvezza.

Allora lo riconoscono: ecco il tratto che lo fa riconoscere!

Pochi minuti prima Gesù era a Emmaus, si è spostato con la velocità del pensiero, cosa che noi non possiamo fare, ma il suo corpo glorificato ce l'ha permesso e quando era a Emmaus i due discepoli non l'hanno riconosciuto se non quando ha spezzato il pane: quella è la sua identità, non i tratti somatici.

6) La pace di Cristo si attua nella realizzazione del suo progetto

Ai discepoli di Emmaus Gesù dice: Pace a voi, si fa riconoscere e dicono ah! è il Maestro, è proprio Lui, adesso si posso ricevere la pace.

E Gesù nuovamente dice: Pace a voi.

Ma attenzione, che cos'è la pace? E un senso di serenità?

No. la pace che Gesù da, lo aveva detto già nell'ultima cena, vi lascio la pace, vi do la mia pace, non come la da il mondo io la do a voi; la pace di Gesù non è la quiete, non è il riposo, ma è attività.

Quando vi scambierete il segno della pace, non è per dire: ma si andiamo tutti d'accordo, quella è una scemenza, non è un simbolo liturgico dire andiamo d'accordo; scambiarci la pace significa scambiarci l'attività di Gesù Cristo.

La notte di natale gli angeli cantano: gloria a Dio nell'alto dei cieli perché Dio ha fatto la pace sulla terra, ha creato la pace sulla terra, per tutti gli uomini che sono l'oggetto dell'amore di Dio.

Cosa vuol dire che Dio ha fatto la pace sulla terra? Ha fatto nascere Gesù.

Quindi la pace è la realizzazione di tutto ciò che Dio ha promesso.

Se Gesù dice vi lascio la pace vi do la mia pace, sta dicendo: vi lascio il mio progetto e vi do il compito di realizzare il mio progetto, altro che riposo!

Altro che quiete! Vi lascio la pace vi do la mia pace e non come la da il mondo.

La mia pace è attività, tanto per cambiare vento per le tue vele.

Ed ecco che cosa dice: pace a voi, poi un discorso che se uno non sa cosa vuol dire pace non capisce, il padre ha mandato me, anch'io mando voi.

Il discorso adesso si capisce: pace, vi lascio il mio messaggio, il mio progetto, il mio piano sull'umanità, il mio piano sul mondo, eccolo a voi! Adesso è per voi.

Il padre ha mandato me e dato che io vi stimo, vi amo, mi fido di voi ecco nelle vostre mani il mio progetto.

Come Dio padre lo ha messo nelle mie mani, perché Lui si fida di me, così io mi fido di voi e il progetto che il padre ha dato a me io lo do a voi: Pace a voi.

7) È ora di partire, Gesù manda anche noi e ci sostiene con il suo Spirito

Il Padre mi ha mandato e io vi mando.

Alitò su di loro, dopo aver detto questo, e disse ricevete lo Spirito Santo.

Avete ricevuto il mio progetto? Bene adesso perché possiate fare questo progetto non vi lascio da soli, non vi do la patata bollente e ve la sbucciate da soli, vi do il mio Spirito.

Ricevete lo Spirito Santo. Chi è lo Spirito Santo?

Non è una cosa, non è un vento, non è un fuoco, non è l'acqua, è una persona, è la terza persona della Trinità.

Dire Spirito Santo significa dire lo Spirito di Dio padre e lo Spirito di Dio figlio, che non sono due cose, è la stessa cosa: lo spirito di Dio.

Allora è come dire: il modo che ha il Dio padre di vedere gli uomini e tutta la creazione!

Ma vuole anche dire: il modo che Dio figlio ha di vedere Dio padre e tutta la creazione.

Quindi se Gesù dice vi mando il mio Spirito, vuol dire che ci da la capacità di sentirci nei confronti di Dio come Lui si sente nei confronti di Dio, ma nello stesso tempo è sentire che Dio padre sente nei confronti di suo figlio e di tutta la creazione.

E lo Spirito Santo nello stesso tempo è tutto ciò che Dio Padre ha nel suo cuore, nei suoi desideri, nelle sue intenzioni, e tutto ciò che Dio Figlio ha nel suo cuore, nei suoi pensieri, nelle sue intenzioni e tutto questo è il desiderio che il progetto del padre e il progetto del figlio diventino veri.

8) Lo spirito Santo ci fa vedere noi e gli altri come ci vede la SS. Trinità

È una cosa ardua cercare di capire come funziona la Trinità, però lasciatevi illuminare da questo piccolo modo di riflettere.

È come la miscelazione di luci diverse.

Il verde sappiamo che è la miscelazione del giallo e del blu.

Allora fate conto che il Padre abbia la luce blu, il figlio abbia la luce gialla e lo Spirito Santo la luce verde, perché lo Spirito Santo contiene in se la luce del Padre e la luce del Figlio, ma nello stesso tempo lo Spirito Santo non è la fusione delle due luci, è una cosa a se stante.

È una cosa ardua, però lo Spirito Santo ha un modo molto speciale di condurci sulla nostra via.

Lo Spirito Santo viene ricevuto in questo modo: ricevete lo Spirito Santo, ricevete il mio modo di vedere le cose; ricevete la mia relazione con Dio Padre, ricevete il mio modo di considerare il mondo, ricevete il mio di vedere le altre persone, ricevete il mio modo di stare di fronte a Dio, ma ricevere lo Spirito Santo significa anche dire riceviamo il modo che Dio Padre ha di vedere noi, di vedere gli altri di vedere il mondo.

9) Gesù inaugura il mandato degli apostoli

Ricevere lo Spirito Santo significa davvero entrare in un'altra dimensione, la dimensione spirituale.

Qui si inaugura il mandato, però ci saranno ancora 50 giorni prima che Gesù dica: bene, adesso vi mando la potenza dall'alto; voi non andate via dalla città finche non siate rivestiti di potenza dall'alto.

Allora in questa stessa sera, quella di pasqua, Gesù dice: eccovi il mio progetto, Pace a voi.

Poi per 50 giorni appare, spiega ecc.ecc. poi dice: adesso è ora che io me ne vada, venite un po' davanti al monte del tempio, qui vi saluto, ricordatevi tutto quello che vi ho detto, però prima di fare qualsiasi cosa non vi muovete; prima aspettate di essere rivestiti di potenza.

Ecco che cos'è la Pentecoste di 50 giorni dopo!

La potenza dall'alto, l'energia di Dio, la forza di Dio, l'efficacia di Dio, è Dio in azione.

Ogni discesa di Spirito Santo ha la sua particolare colorazione e la sua particolare efficacia.

Nella croce Gesù emette lo Spirito e manda sul mondo il suo amore; pochi istanti prima aveva detto: perdonali perché non sanno quello che fanno, poi dice: tutto è compiuto, chinato il capo emise lo Spirito.

Quindi in questo caso lo Spirito va su tutto il mondo come Spirito di amore e di perdono.

Tre giorni dopo Gesù consegna il suo progetto: Pace a voi!

Questo è il progetto del Padre che ha dato me lo do a voi, prendetelo questo progetto, però è ancora un progetto, non fate niente finché non siate rivestiti di potenza.

10) A Pentecoste la seconda discesa dello Spirito Santo

Ecco la seconda discesa di Spirito Santo 50 giorni dopo, la potenza che viene dall'alto.

Non potete fare niente se non vi do la mia forza, se non vi do la mia efficacia.

Non posso usare la parola energia, perché in questo tempo di new age tutti confondono i doni dello Spirito Santo con l'energia, pranoterapia, tutte cose che si confondono facilmente, che hanno niente a che vedere con lo Spirito Santo e con la retta intenzione con il Cristianesimo.

Quindi nella Pentecoste Dio manda la sua potenza; è Lui stesso che agisce nella vita dei credenti e oggi ci sono presentati entrambi questi aspetti negli Atti degli Apostoli, la Pentecoste, l'energia efficace di Dio, cioè Dio che agisce attraverso la disponibilità dei credenti; nel Vangelo il progetto di Dio affidato ai credenti.

Ora qui ci sono dei credenti che sono battezzati, sono cresimati e che oggi celebrano la Pentecoste.

Io non credo che tutto questo sia avvenuto per caso, io credo che qui ci sia un chiaro mandato, una chiara richiesta, un punto interrogativo che sta sulla testa di ciascuno di noi, il Signore ti parla chiaramente, ti ricorda cosa è avvenuto a Pentecoste, ti riveste di potenza che viene dall'alto, ti ricorda cosa è avvenuto nel giorno della resurrezione, ti ha affidato un progetto.

Questo progetto non è un progetto che tu hai a dispetto della Chiesa, è il progetto che Dio ha affidato agli apostoli, che sono i vescovi, i quali vescovi dicono: bene!

Aprite le vele è ora di partire e questo progetto è per esempio l'evangelizzazione che non può essere affidato ai ministri ordinari, l'evangelizzazione è affidata ai laici, perché siete voi il lievito in mezzo alla pasta e questo è un progetto che Dio dice: ecco il Padre ha mandato me, io mando voi.

Allora oggi senti veramente forte quest'interrogativo che forse ti farà tremare, che forse ti farà dire: ma io cosa sono capace di fare?

Non mettere il ma davanti a Dio!

11) Imitare Maria nella totale disponiblità a Dio

La Madonna poteva dire tutti i ma che voleva, in fondo non si era mai sentito dire da nessuno che un angelo diceva tu concepirai senza conoscere uomo.

Lei poteva dire: si, ma! Lei invece non ha detto: eh! ma, però.

Lei ha detto: avvenga di me secondo la Tua volontà.

Anche noi dobbiamo fare così, perché nulla è impossibile a Dio.

C'è solo una cosa che Dio non può fare: farti violenza.

Se tu lo ascolterai Lui farà cose straordinarie nella tua vita, e attraverso di te tu vedrai Dio in azione!

Tu avrai paura di dirgli: usami, trasformami, rendimi docile alla tua parola e tu vivrai una vita ordinaria, banale e insipida.

In questo giorno di Pentecoste, durante la celebrazione eucaristica, quando avrai il corpo di Gesù dentro di te, abbi il coraggio di osare, abbi il coraggio di domandare, abbi il coraggio di aprire il cuore e di dire: eccomi Signore, manda me.