È giunto il momento

9-11-2008

Don Mauro Agreste

Indice

1) Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra?
2) Ed ecco Salomone costruisce il tempio. Anche per i samaritani c'era un grave problema: proprio il problema del tempio
3) Ma a quei tempi sapevano che solo a Gerusalemme c'era la presenza di Dio
4) Oggi noi celebriamo il ricordo della dedicazione della Basilica Lateranense
5) Il vero tempio, che è la dimora del Dio, non è più quello di Gerusalemme, il tempio che Dio abita è il tuo cuore
6) Dio ha bisogno di figli. Quindi Dio inserisce la Sua mentalità, il Suo cuore. So rinunciare a me stesso?
7) Lo Spirito crea la comunione non la divisione, non la faziosità, non il puntiglio
8) Tu vuoi dimorare nel mio cuore, e io ti offro il meglio di me stesso, ti offro il cuore
9) Il nostro cuore ha bisogno di guarigioni. Si restaura il cuore, lo si guarisce, perché si vuol bene a Colui che vi abita dentro
10) La nostra cura spirituale. È la testimonianza dell'amore per Dio che c'è oppure che non c'è

Dal Vangelo secondo Giovanni ( Gv 4,19-21 )

In quel tempo, la donna Samaritana disse a Gesù: "Signore vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare. Gesù le dice: "Credimi donna, è giunto il momento in cui né su questo monte …"

1) Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra?

Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra?

Ecco: "I cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tantomeno questa casa che io ho costruito" così diceva Salomone dopo che aveva finito di costruire il tempio di Gerusalemme, e dopo che si era già manifestata la gloria del Signore all'interno di questo tempio, tuttavia il dubbio restava anche perché già Dio si era espresso nei medesimi termini con suo padre, il padre di Salomone era il re Davide, e Davide volendo costruire il tempio, inizialmente sente l'approvazione del profeta Natam e poi, durante la notte, Dio parla al profeta e dice: "Come tu costruirai una casa a me, o sono io che costruirò una casa a te?"

E quindi per tutto il tempo Davide cominciò ad ammassare il materiale per la costruzione del tempio dove custodire l'Arca dell'Alleanza, con le tavole della Legge.

Dio disse, attraverso il profeta: "Non sarai tu a costruirmi il tempio, perché tu hai versato troppo sangue nella tua vita, lo farà tuo figlio Salomone."

2) Ed ecco Salomone costruisce il tempio. Anche per i samaritani c'era un grave problema: proprio il problema del tempio

Ed ecco Salomone costruisce il tempio, grande solennità, la gloria di Dio si manifesta, nessuno riesce a stare in piedi quando la gloria di Dio scende sul tempio; il primo riposo nello spirito era già descritto qui nel Libro dei Re al tempo di Salomone.

E poi rimane la domanda: "Ma come Dio eterno, infinito, immenso, onnipotente, in questa abitazione che io ho costruito con la mia intelligenza, le mie capacità?"

Il problema è sempre questo, vedete Gesù come parla alla donna samaritana; anche per i samaritani c'era un grave problema: proprio il problema del tempio.

E a quei tempi non era mica come ai nostri tempi che noi in ogni chiesa abbiamo la presenza di Dio.

Allora Dio non aveva affatto promesso che sarebbe stato presente in ogni sinagoga, aveva detto che si sarebbe reso presente nel tempio di Gerusalemme, da nessuna altra parte; noi ci siamo abituati, basta che in una chiesa ci sia il lumino rosso vicino al tabernacolo, noi sappiamo che li dentro ci sono le ostie consacrate, quindi sappiamo che quello è Gesù, vero Dio e vero uomo.

Quindi possiamo anche entrare in una chiesa vuota ma appena vediamo il lumino rosso sappiamo che lì c'è Gesù, e poi ce ne accorgiamo, anche se la chiesa è vuota sentiamo quella presenza misteriosa che ci accoglie, che ci aspetta, che sta accanto a noi, l'avete notato?

3) Ma a quei tempi sapevano che solo a Gerusalemme c'era la presenza di Dio

Ma a quei tempi non era così, a quei tempi sapevano che solo a Gerusalemme c'era la presenza di Dio, tant'è vero che i sommi sacerdoti quando andavano nel luogo più santo del tempio, intanto avevano dei vestiti con tanti campanelli, perché da fuori dicevano: "Se sentiamo i campanelli vuol dire che è ancora vivo" e poi avevano un piede legato ad una corda perché dicevano: "Se mentre è lì dentro Dio si manifesta, quello muore, perché nessuno può vedere Dio e restare vivo", Dio è talmente grande che è quasi terribile la Sua grandezza, e dunque chi vede Dio muore, non perché faccia paura, ma perché è troppo bello, e il troppo splendore, la troppa maestà fa sì che il corpo muoia.

Questi avevano questa concezione quindi dicevano: "È talmente sicuro che lì, nel tempio di Gerusalemme c'è Dio che il sacerdote che va dentro per offrire l'incenso, deve essere legato, dato che non può entrare nessun altro, almeno lo possiamo tirare fuori".

E Dio, di tanto in tanto si manifestava, ma senza far morire il sacerdote, basta ricordare il profeta Isaia che era un Sommo Sacerdote e quando Isaia entra dentro gli angeli gridano: "Santo, santo il Signore Dio degli eserciti, tutti i cieli e la terra sono pieni della Sua gloria" e gli stipiti del tempio tremavano dalla potenza di quello che veniva detto.

Isaia dice: "Sono perduto, ormai devo morire perché ho visto lo splendore della gloria di Dio".

Ma Dio ha un progetto per Isaia.

4) Oggi noi celebriamo il ricordo della dedicazione della Basilica Lateranense

Ora tutto quello che ci viene presentato come mai nelle Letture di oggi non facciamo altro che sentire: il tempio, la casa del Signore, la pietra scartata, l'edificio spirituale, il tempio di Gerusalemme, quello di Samaria, dov'è che si adora il Signore?

Semplice perché oggi, in questa domenica, noi celebriamo il ricordo della dedicazione della Basilica Lateranense.

Basilica Lateranense, la basilica di San Giovanni in Laterano, è la cattedrale del Papa.

Il Papa è vescovo di Roma, anzi è Papa proprio perché è vescovo di Roma, viene eletto da tutti gli altri vescovi di Roma, che sono i cardinali; i cardinali di ogni parte del mondo sono titolari di una chiesa a Roma, si chiamano cardinali perché sono incardinati a Roma; quindi tutti i vescovi che sono a Roma eleggono il vescovo di Roma, i cardinali da qualunque parte vengono nel Conclave ed eleggono il vescovo di Roma.

Il vescovo di Roma è il successore di Pietro, e Pietro, principe degli apostoli, è il vicario di Cristo in Terra, il vice Gesù sulla Terra.

Tutto questo discorso serve solo a quelli che sono a Roma?

No, perché il vescovo di Roma è un po' il vescovo di tutto il resto del mondo, quindi la sua cattedrale è un po' la cattedrale di tutto il resto del mondo.

Ecco perché in tutta la Chiesa, in tutto il mondo, tutti i cristiani del mondo in questa domenica ricordano l'inaugurazione della Basilica Lateranense, la cattedrale del Papa, perché in questo modo noi rinforziamo la nostra unità, noi confermiamo che siamo con Pietro, siamo fedeli al suo insegnamento.

5) Il vero tempio, che è la dimora del Dio, non è più quello di Gerusalemme, il tempio che Dio abita è il tuo cuore

Abitando dentro di noi, Lui ci trasforma, ci cambia a Sua immagine, ci fa diventare come Lui. Noi siamo chiamati a impegnarci per corrispondere a questo dono che Dio ci fa

E l'insegnamento che oggi ci viene affidato è proprio quello che sentiamo nel Vangelo di Giovanni è cioè: il vero edificio in cui Dio vuole abitare non è un edificio di muratura, ma è un edificio spirituale.

Il vero tempio che è la dimora del Dio onnipotente, non è più quello di Gerusalemme, il tempio che Dio abita è il tuo cuore.

Nelle nostre chiese dove c'è il Tabernacolo c'è la presenza reale e misteriosa di Dio nel sacramento dell'Eucaristia, ma la presenza spirituale e reale di Dio è dentro di noi, perché noi siamo battezzati.

Noi siamo veramente il tabernacolo di Dio, di più ancora, noi siamo la presenza di Dio perché Dio che abita dentro di noi ha uno scopo nello stare dentro di noi.

Perché Dio vuole prendere dimora dentro di noi?

Perché noi siamo i Suoi figli e, quindi, abitando dentro di noi, Lui ci trasforma, ci cambia a Sua immagine, ci fa diventare come Lui.

Allora tutto quello che noi facciamo in parole e opere, tutte cose spirituali e cose concrete hanno quest'unico scopo: permettere alla potenza di Dio di trasformarci, di giorno in giorno, San Paolo direbbe di gloria in gloria, per diventare sempre più visibilmente figli di Dio nel Figlio di Dio.

Lo so che è un discorso difficile, però è la verità, e il cammino spirituale che stiamo facendo in questi anni si chiama la trasformazione in Cristo.

Dio con la Sua presenza dentro di noi ci trasforma.

È troppo poco che noi siamo semplicemente delle creature umane, Dio dice: "È troppo poco che tu sia solo una creatura, voglio che tu sia mio figlio, quindi vengo io a dimorare dentro di te, ti do il mio spirito affinché lo Spirito Santo ti trasformi e ti faccia diventare come mio Figlio, una cosa sola con Lui".

Allora nella vita di tutti i giorni noi siamo chiamati a impegnarci per corrispondere a questo dono che Dio ci fa, un cammino quotidiano perché tutte le nostre azioni, tutti i nostri pensieri e tutto il nostro legame con Dio diventino sempre più autentici; poi io non devo venire qui a dirti: "Allora, mi raccomando quando vai al mercato devi fare in questo modo, quando devi salutare ti devi comportare in questo modo, quando qualcuno ti offende devi ecc… ecc…" posso anche farlo, se tu me lo chiedi, però tu capisci bene che non è la serie di regole che io ti devo dare, perché sarebbe meschino da parte di ciascuno di noi dire: "Faccio solo quello che mi dicono, io ubbidisco", anima mia allora lo spirito di Dio tu non lo segui proprio, lo spirito di Dio dentro di noi viene a formare una mente nuova.

6) Dio ha bisogno di figli. Quindi Dio inserisce la Sua mentalità, il Suo cuore. So rinunciare a me stesso?

Un ragionamento nuovo, un modo nuovo di vedere le cose, perché Dio non ha bisogno di esecutori, ha bisogno di figli.

Quindi Dio inserisce, dentro di noi, la Sua mentalità, il Suo cuore lo mette dentro di noi perché Dio non vuole dare dei comandi, Dio vuole vedere che ci sia qualcuno che ha capito e che dice: "Padre, faccio come vuoi tu, perché è giusto, è vero, l'ho condivido anch'io" perché è cambiata la mentalità, non c'è bisogno che Dio ti dia un comando, sei già tu stesso che capisci che cos'è giusto, che cosa è vero, che cosa è buono, che cosa Gli è gradito e cosa è santo; non c'è bisogno che qualcuno ti comandi, non hai più bisogno del biberon che ti dia da mangiare perché sei tu che sai procurarti il cibo, non hai più bisogna di avere una legge che ti dica: "Ricordati di fare questo, non fare l'altro" perché l'hai già capito tu da solo.

D'altronde dove c'è l'amore, quello autentico, non c'è la costrizione, c'è la libertà; quando uno ama veramente non si sente costretto a fare il bene dell'altra persona, lo fa perché gli dà gioia fare felice quell'altra persona; questo lo potete confermare?

E per rendere felice una persona uno è anche capace a rinunciare a se stesso, sì o no?

Quando ama si, quando non ama no.

Quando non ama non si da mai niente, si prende sempre solamente.

Allora il criterio per capire se la presenza di Dio dentro di noi, che abbiamo ricevuto fin dal Battesimo, comincia a portare frutto è anche questo: so rinunciare a me stesso?

Se so rinunciare a me stesso perché? Come lo faccio?

Col muso lungo oppure con serenità, con gioia, con il sorriso?

Porto la pace o porto la guerra dove sono io?

Sono la persona che porta la serenità intorno a me oppure che porta sempre le divisioni, la fazione, il puntiglio: ma qui, ma là, ma su, ma giù…?".

7) Lo Spirito crea la comunione non la divisione, non la faziosità, non il puntiglio

Questo non è essere docili all'azione dello Spirito, perché lo Spirito crea la comunione non la divisione, non la faziosità, non il puntiglio; dove c'è tutto questo bisogna sospettare che lì lo spirito di Dio non è stato seguito.

Dunque Dio che abita, che dimora dentro di noi come in un tempio.

Punto di domanda: ci si sta trovando bene? Oppure si trova a disagio?

Voi capite noi celebriamo il ricordo della dedicazione della Basilica Lateranense, e qualcuno potrebbe dire: "Ma che c'entra parlare di un edificio?", l'edificio ha un significato, perché ci parla del nostro cuore, l'edificio che Dio vuole abitare è il nostro cuore.

Allora come noi siamo capaci nei nostri luoghi di culto a preparare il posto migliore e tutto quello che siamo capaci di fare di meglio per il Signore, e siamo tenuti a farlo; si vede in modo più evidente nei grandi edifici, nelle grandi cattedrali, però tutto questo ci fa capire qualche cosa, cos'è?

8) Tu vuoi dimorare nel mio cuore, e io ti offro il meglio di me stesso, ti offro il cuore

L'autocelebrazione della sapienza umana, delle capacità umane, oppure è l'uomo che ama Dio e dice: "A Dio si cerca di offrire il meglio che si ha a disposizione" certo che dovrebbe essere così.

Se è così, diciamo che è così, alcune volte non è proprio così, dovrebbe sempre essere così; a maggior ragione per quanto riguarda l'edificio spirituale che è il nostro cuore, questo è tempio dove veramente Dio dimora, siamo capaci di dire: "Bene Signore, Tu vuoi dimorare nel mio cuore, e io ti offro il meglio di me stesso, ti offro il cuore, ma te lo offro nel modo migliore che te lo posso offrire, quindi mi occupo di fare sì che nel mio cuore ci sia il meglio di tutta la mia persona".

Il meglio di tutta la mia persona vuol dire che io mi impegno a capire che cosa c'è dentro il cuore e mi impegno anche ad allontanare tutto ciò che non è buono.

Se io voglio veramente che il Signore dimori nel mio cuore e che ci si trovi bene, allora sono chiamato a fare discernimento.

Tutte voi sapete bene che se volete pulire la vostra casa e la volete tenere bene mica lo fate a luci spente e di notte, perché dovete vedere che cosa c'è che non va per toglierlo.

La stessa cosa vale per noi.

Non dobbiamo fare le cose con la testa nel sacco, dobbiamo vedere veramente cosa c'è nel nostro cuore, se c'è qualcosa che non va bene si toglie.

Come per mantenere le nostre cattedrali, di tanto in tanto, si fanno dei lavori generali, si fanno i restauri, siamo capaci di dare il meglio che è nelle nostre possibilità per degli edifici costruiti con le mani dell'uomo; anche il nostro cuore ha bisogno di restauri, ha bisogno di guarigione, la guarigione del nostro cuore proviene dall'amore di Dio ma proviene anche dalla potenza che Dio ha dato a tutti gli uomini, si chiama il Sacramento della Riconciliazione.

Come ci diamo da fare per restaurare le nostre grandi cattedrali, ci dobbiamo anche dare da fare per restaurare la più preziosa di tutte le cattedrali, il luogo dove Dio dimora: il nostro cuore.

9) Il nostro cuore ha bisogno di guarigioni. Si restaura il cuore, lo si guarisce, perché si vuol bene a Colui che vi abita dentro

Il nostro cuore ha bisogno di guarigioni, si fa con la preghiera, si fa con l'itinerario di guarigione; il nostro cuore ha bisogno di restauro, di ricostruzioni, si fa con il sacramento della Riconciliazione; ma ognuno deve vedere di per sé come e quando farlo, perché se non lo farai tu non ci sarà nessuno che lo farà al posto tuo.

Il Signore continuerà ad abitare in quel cuore, ma ci si troverà bene se si trova in un cuore sporco, pieno di egoismo, di gelosia, di invidia, di lussuria, di avidità?

Ci si trova a suo agio il cuore? No, non si trova bene il Signore in quel cuore.

Se il tempio in cui dimora il Signore deve essere adatto a Lui perché gli vogliamo bene, quindi gli facciamo vedere che ci teniamo, allora deve essere coscientemente tenuto a posto.

Non perché ci può essere il castigo, non perché c'è una legge che ti dice: non fare questo, non fare quell'altro, sarebbe una stupidaggine che uno facesse le cose solo perché è costretto, non è un cammino spirituale questo.

Si restaura il cuore, lo si guarisce, perché si vuol bene a Colui che vi abita dentro.

Se non si vuol bene a Colui che abita dentro, va bene anche un sottoscala per farlo dormire.

Ricordo di una persona, che conoscevo, a cui i parenti interessava solo l'alloggio, il denaro e alla fine della sua vita sì l'hanno ospitata in casa ma sapete dove?

In un sottoscale, questo voleva proprio dire che non c'era amore per la persona, c'era solo amore per quello che essa possedeva.

Che non succeda così anche nei confronti del Signore.

10) La nostra cura spirituale. È la testimonianza dell'amore per Dio che c'è oppure che non c'è

La nostra cura spirituale non è un obbligo morale, nel senso che se non lo fai chissà che cosa ti succede?

È la testimonianza dell'amore per Dio che c'è oppure che non c'è, perché se tu vuoi bene a Dio gli prepari anche un luogo, tra virgolette, in cui Lui si senta a suo agio, si senta accolto, si senta considerato, si senta amato, e questo luogo non è un tempio fatto di marmi e di ori preziosi, questo luogo importante è il tuo cuore, e quel cuore che ora contiene la presenza misteriosa di Dio e che, a suo tempo, nello splendore del Paradiso sarà contenuto dalla meravigliosa misericordia di Dio, per tutta l'eternità; quello stesso medesimo cuore, e allora viviamo nell'attesa e nella preparazione.

Nell'attesa di vivere questo tempo gioioso, sempre con il Signore, e nella preparazione, affinché il nostro cuore sia davvero un luogo di incontro con il Signore e d'incontro con il prossimo, tutto il resto viene di conseguenza.

Sia lodato Gesù Cristo.