Parlare di consacrazione

9-11-2008

Don Mauro Agreste

Indice

1) Parlare di consacrazione vuol dire decidere di appartenere in modo ufficiale ad un Istituto religioso
2) Nell'Istituto Secolare ci sono gradi diversi di appartenenza
3) Si adatta l'intensità dell'adesione alla condizione concreta di vita
4) Fare parte dell'Istituto Secolare ti dà la possibilità di beneficiare del carisma dell'Istituto
5) Il Signore ha i suoi tempi e i suoi modi
6) Si presume che la decisione di entrare a far parte di un qualsiasi Istituto venga desiderato
7) Devo verificare, è veramente la volontà di Dio? Vediamo i tre famosi punti: semplice, contemplativa e dà pace
8) Quando c'è una chiamata del Signore e c'è quindi una decisione da prendere, si tratta di operare delle scelte
9) Le priorità vuol dire avere una visione chiara della nostra vocazione e come si concretizza
10) Dio fa sempre piacere agli altri quello che poi Lui intende chiedere
11) Se c'è una vocazione alla quale tu hai risposto di sì, tutte le altre cose belle e affascinanti passano in secondo piano
12) La vostra storia personale, quello che voi siete adesso, non deve essere buttato via, deve essere valorizzato

1) Parlare di consacrazione vuol dire decidere di appartenere in modo ufficiale ad un Istituto religioso

Che cosa vi aspettate da questa riflessione? Cosa vi aspettate da queste riunioni?

Adesso io farò un incontro un po' provocatorio, siete disposti? Posso essere provocatorio? Sì.

Non vorrei che nessuno avesse qualche remora dentro di sé, però voi sapete: il cammino che si fa qui una volta al mese, è una cosa diversa da un ritiro che si può fare in una parrocchia o in un'altra situazione, sapete perché?

Se mi avete ascoltato nei mesi scorsi sapete perché, perché il cammino che è proposto è più di un semplice incontro di un gruppo di preghiera o di un cammino normale, qui si tratta di verificare in che modo il Signore sta guidando le nostre vite, e si tratta anche di capire che cosa significhi l'appartenenza a un Istituto Secolare.

Naturalmente in tutto questo è necessario che ognuno singolarmente non si accontenti di seguire la corrente, perché questo è un cammino particolare, ossia l'aver incontrato questo gruppo di persone con cui vi trovate bene, non è sufficiente per dire: ecco vado avanti, mi lascio trascinare dalla corrente.

Perché, alcuni di voi, hanno già vissuto e stanno decidendo se confermare o non confermare il cammino che è ben più forte di una semplice devozione, si chiama una consacrazione.

E, a questo livello, parlare di consacrazione vuol dire decidere di appartenere in modo ufficiale ad un Istituto religioso.

Certo che i termini che debbo usare sono termini ufficiali si chiama Istituto Secolare, forse rimane ancora un po' nebuloso il concetto di Istituto Secolare, allora se io devo essere molto chiaro e molto elementare, devo ricordare a tutti noi che l'Istituto Secolare è come un Istituto religioso, solo che mentre l'Istituto religioso esige la convivenza, infatti i frati, le suore, i monaci, le monache, vivono in comunità e condividono l'abitazione, i tempi, della preghiera, i tempi dei pasti, i tempi della ricreazione, e non possiedono niente di personale, questo a seconda dell'Istituto religioso a cui appartengono.

Nell'Istituto Secolare ci sono delle differenze proprio su questo punto, ossia nell'Istituto Secolare non si esige la convivenza, non si esige la condivisione dei beni, non si esige la condivisione del tempo, ma ognuno se lo gestisce alla luce dello Spirito, però vive i tempi forti dell'Istituto Secolare secondo le norme che sono contenute nelle regole.

Voi capite che è una grande opportunità per tantissime persone che sentono, dentro di loro, di volere appartenere a Dio, però per le circostanze della vita, oppure proprio perché non è quella la loro chiamata non si sentono né di entrare in seminario, né di entrare in convento, né di vivere in una comunità dove si deve dividere tutto.

Sapete che ci sono anche delle comunità, sorte da pochi anni, in cui vivono anche le famiglie?

Mi viene in mente la Comunità delle Beatitudini, una comunità che è nata in seno all'esperienza carismatica nella Chiesa Cattolica, dove ci sono le famiglie che però vivono insieme, hanno un loro luogo di abitazione però in un certo posto, un grande convento dove ci sono gli alloggi per le famiglie e quindi vivono i loro tempi, le loro situazioni, ma vivono una vita di comunità, vivono insieme.

Hanno un certo ambito di libertà, perché ovviamente i bambini ecc… hanno delle necessità che gli adulti non hanno, nella vita della famiglia c'è uno stile diverso; questo non è il caso dell'Istituto Secolare.

2) Nell'Istituto Secolare ci sono gradi diversi di appartenenza

Nell'Istituto Secolare ci sono gradi diversi di appartenenza, ci sono i consacrati, ci sono gli associati, ci sono gli amici ecc… tutti partecipano del tesoro spirituale che è proprio di questo Istituto Secolare, nel nostro caso Unione Catechisti del SS. Crocifisso e di Maria Santissima Immacolata.

Questo vuol dire che nel tesoro di questo Istituto Secolare c'è la Passione, Morte, Resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, e l'intercessione potentissima di Maria Immacolata Concezione, quindi da questo tesoro si trae il nutrimento spirituale per la vita di tutti quelli che fanno parte di questo Istituto Secolare.

Adesso io non distinguo i consacrati, gli associati … non mi interessa tanto questa cosa qui, in fin dei conti capite che non è così fondamentale questa suddivisione, è un tipo di aderenza al Signore la più adatta al tuo stile di vita.

É evidente che una persona singola che non si è mai sposata e desidera far parte dell'Istituto Secolare, chiaramente ha certe possibilità che una coppia sposata che vuole fare parte dell'Istituto Secolare non ha, perché una coppia sposata ha una responsabilità di famiglia, mi spiego?

Quindi ci sono solo modalità diverse.

Poi ufficialmente nei documenti bisogna scrivere consacrato, associato … ma perché queste sono le cose necessarie per l'ufficialità, tutto quello che riguarda il Diritto Canonico … sono tutte cose previste.

Però in fondo, in fondo, hanno tanto senso queste suddivisioni quando uno è il Signore, una è la fede, uno è lo Spirito?

In questo bisogna vedere una sorta di grande provvidenza, da parte della Chiesa, che dice: "Ma perché io devo impedire a delle persone che vogliono vivere una consacrazione perché sono sposati, perché sono singoli, perché sono in una situazione dolorosa della vita, devo impedirglielo?

Io glielo permetto, glielo faccio fare come?

In casa loro e quindi faccio esistere questi istituti che si chiamano istituti secolari".

Con l'Istituto Secolare chiunque anche se è sposato, se si trova in situazioni particolari ecc… può vivere una forma di consacrazione?

Sì, poi sarà chiamata consacrazione, sarà chiamata associazione, sarà chiamata amicizia o un altro tipo di aggregazione, ma la "zuppa" non è sempre quella?

3) Si adatta l'intensità dell'adesione alla condizione concreta di vita

Si adatta l'intensità dell'adesione alla condizione concreta di vita, perché è così; è chiaro che una persona non ha una sua famiglia propria, vive ancora nella casa dei genitori e magari con i genitori ecc… ecc… ha più possibilità di vivere un'adesione che richieda anche molto tempo, mentre uno che va in ufficio perché deve mantenere la famiglia ecc. ecc… che ha altre necessità dice: "Allora io sto dai vetri, non posso fare niente perché io ho questa situazione … ".

La Chiesa dice: "No, anima mia, puoi farlo anche tu, anche per te provvedo una situazione che ti permette di beneficiare di questo tipo di spiritualità.

Bene, prima cosa da tenere conto è questa.

Seconda cosa da tenere conto: non si cammina nell'Istituto Secolare semplicemente lasciandosi trascinare dagli altri.

Certo l'amicizia è qualche cosa di bello, perché nell'amicizia noi troviamo il sostegno di quelli che ci sono intorno: persino nella Scrittura si dice: "Chi trova un amico, trova un tesoro".

Trovalo un amico vero! È mica così facile.

Quindi tu magari ti trovi in questo ambito dove ci sono persone buone, che hanno la tua sensibilità spirituale, che si sentono innamorati di Gesù, non vedono l'ora di stare con il Signore ecc… ecc… vedi che tu ti trovi con persone che la pensano come te, e allora questo crea un legame forte; se non è un legame di amicizia è almeno un legame spirituale molto intenso perché tutti hanno lo stesso ideale, è un aiuto questo?

Un grande aiuto, è un aiuto che ti permette di affrontare anche i dubbi; e quando dico i dubbi non parlo semplicemente i dubbi della fede, anche i dubbi riguardanti la vocazione.

Allora i dubbi riguardanti la vocazione sono a vari livelli, perché noi sappiamo che nell'Istituto Secolare ci sono anche le coppie sposate, ci sono altre situazioni; tutte queste situazioni confluiscono nel cuore di Cristo, attraverso le piaghe di Gesù, perché ciascuno possa ricevere la sua propria guarigione, possa sostenere e incoraggiare la propria vocazione e vedere come, nel proprio stato di vita, si dispiega il cammino spirituale che è di ciascuno.

Adesso l'ho detto in maniera molto teologica, non avete capito niente vero?

Intendo dire questo: nell'Istituto Secolare confluiscono persone che hanno già uno stato di vita, chi è singolo, chi è sposato … tutto confluisce nell'Istituto, perché l'Istituto prolungamento della Chiesa, vive la maternità della Chiesa, la Chiesa è madre, sì o no? Sì!

Quindi tra le sue braccia accoglie tutti, in più c'è una spiritualità precisa: le piaghe di Cristo che guariscono il cuore dell'uomo, con la guida e la protezione materna di Maria, la Grazia dello Spirito Santo che pervade tutto con la Sua luce, più completo di così io non so che cosa si possa immaginare.

Ora che cosa significa? È che ognuno avendo il proprio stato di vita, è evidente che lo stato di vita di ciascuno di noi può attraversare dei periodi di difficoltà, anche se uno tende sempre alla perfezione, ci siamo fino a qui?

Cosa c'è di più bello di sapere che ti trovi in mezzo a persone che ti vogliono bene, in più sostenuto spiritualmente dalla potenza del carisma di questo Istituto?

Per cui la tua vocazione che ha dato origine a un certo stato di vita, trova qui un modo per essere corroborata che vuol dire irrobustita, rinforzata, ma trova anche l'occasione per essere guarita, per essere consolata e per essere capace di affrontare i tempi difficili della vita; c'è qualcuno tra di voi che non ha mai passato tempi difficili?

4) Fare parte dell'Istituto Secolare ti dà la possibilità di beneficiare del carisma dell'Istituto

Fare parte dell'Istituto Secolare ti dà la possibilità di beneficiare del tesoro spirituale, in una parola: del carisma dell'Istituto, questo per curare, per sostenere, per ricevere guarigione nella tua vocazione principale che è quella che ha dato origine al tuo stato di vita; però la vocazione ogni giorno ha bisogno di essere confermata, e nella storia di ciascuno di noi la vocazione trova dei bivi, degli incroci e in questi incroci, di tanto in tanto, si vede la figura di Gesù che ti dice: bene adesso sulla linea del tuo stato di vita si inserisce una nuova possibilità".

Questa nuova possibilità poiché siete ancora in formazione, almeno per alcuni di voi, è costituita dalla proposta di entrare a far parte dell'Istituto Secolare.

Entrare a far parte dell'Istituto Secolare non viene a distruggere il vostro stato di vita, tant'è vero, come vi ho detto prima, ci sono dei gradi diversi, dei modi diversi di appartenenza allo stesso istituto: ci sono i consacrati che sono coloro che essendo single, vuol dire che nella loro scelta vocazionale di vita, c'era la scelta di dedicarsi totalmente al Signore, quindi non hanno cercato l'anima gemella, perché l'anima gemella l'avevano già trovata era Gesù, sì o no?

Allora nello stato di vita che avevano ad un dato momento, ad un incrocio nella vita il Signore dice: "Bene, questo è il momento che tu non smentisca il tuo stato di vita generale.

Ma che tu cominci a dargli una forma, una sostanza precisa; desideri entrare a far parte di questo Istituto Secolare dove tu mi adorerai come il Crocifisso risorto, dalle cui piaghe sprizza lo splendore della luce eterna, dalle cui piaghe tu ricevi guarigione e vita?

Desideri far parte di questo gruppo di persone che hanno una protezione speciale da parte di Maria Immacolata?"

E allora i consacrati e le consacrate hanno sentito di dire sì, non hanno smesso di essere come prima impegnati con le stesse cose che facevano prima, ma da quel momento l'adesione a Gesù Cristo diventa strutturata, ufficializzata, concretizzata in un periodo di formazione che conduce poi alla consacrazione, fino a qui siamo tutti d'accordo?

Ma la stessa cosa è accaduta a tanti tra di voi che essendo sposati, avendo il vostro lavoro, professione ecc… ecc… ad un dato momento hanno sentito che il Signore li chiamava vicini a sé, confermate?

E chissà da quanti anni sentivate, dentro di voi, la sete di stare vicini al Signore.

5) Il Signore ha i suoi tempi e i suoi modi

Però il Signore ha i suoi tempi e i suoi modi, fa percorrere tante strade alle persone, finche le conduce a quel famoso incrocio dove ti dice: "Bene; allora voi coppia sposata, vedo che siete assetati della mia presenza, volete far parte di questo Istituto ecc… ecc…".

E tutti quelli che hanno detto di sì non hanno smentito la loro storia personale e la loro vocazione di coppia matrimoniale ecc… non è stata smentita, anzi quella vocazione, quello stato di vita assume una connotazione, una forza, una visibilità diversa, più piena, si realizza in un modo diverso, perché si realizza nella Chiesa, vivendo nella linea della Chiesa, ma con qualche decorazione in più, con il desiderio di ufficializzare il proprio appartenere a Cristo, sotto la protezione di Maria ecc….

Quindi la coppia sposata, la vocazione matrimoniale ecc… continua nel suo cammino, però vive il cammino nell'Istituto Secolare perché il Crocifisso risorto e Maria Immacolata danno una luce speciale al matrimonio, che è sempre lo stesso matrimonio della Chiesa, alla vita di famiglia che è sempre la stessa vita di famiglia che la Chiesa chiede e insegna a tutti, giusto?

In più illuminati da una coloritura maggiore, tenendo in prospettiva il Crocifisso risorto, Maria Immacolata e attingendo a piene mani da questo tesoro prezioso che è il carisma di questo Istituto; e così via per tutti i gradi di appartenenza.

6) Si presume che la decisione di entrare a far parte di un qualsiasi Istituto venga desiderato. Se il cammino è proposto, e non è imposto, vuol dire che chi lo accoglie e lo accetta sa anche quali sono gli impegni

C'è però questo da sottolineare: è vero che non viene mai smentita la storia passata, la storia che conduce le persone al momento in cui chiedono di entrare a far parte di un Istituto, però si presume anche che la decisione di entrare a far parte di un qualsiasi Istituto o di una qualsiasi comunità sia un qualche cosa che viene desiderato, non qualche cosa che avviene così semplicemente come un tronco tagliato che viene buttato nel fiume e questo segue la corrente.

Allora, certo, uno può avere delle amicizie nel gruppo e quindi le amicizie fanno questo cammino, lo faccio anch'io; ma attenzione qui non si tratta semplicemente di iscriversi al CAI UGET "Vanno tutti al CAI… mi iscrivo anch'io… vanno a fare le gite…e così stiamo bene insieme, facciamo una mangiata e una bevuta insieme".

Capite che non è la stessa cosa.

Invece l'adesione a questo è un'adesione personale, individuale o di coppia, però un'adesione decisa, voluta, meditata, non trascinata, non imposta; non è una decisione imposta è un cammino proposto, fino a qui siamo tutti d'accordo vero?

Certo è che se il cammino è proposto, e non è imposto, vuol dire che chi lo accoglie e lo accetta sa anche quali sono gli impegni che corrispondono a questa appartenenza.

E gli impegni possono essere meravigliosi e possono anche essere impegnativi, però quando tu hai capito che questa potrebbe essere veramente una vocazione.

Cosa vuol dire vocazione? Vuol dire che non è una tua fissa, non è una cosa che ti sei messo tu nella testa o non è semplicemente perché ti sei lasciato trascinare dagli altri; hai capito che è una chiamata di Dio.

Come fai a capirlo? Beh prima ci rifletti, ci preghi ecc… ecc… però devi anche parlarne con il tuo direttore spirituale, perché specialmente sulle cose vocazionali chi fa da sé sbaglia tutto, se è una chiamata - e io so che è una chiamata, perché diversamente uno non avrebbe resistito neanche una settimana - allora la chiamata va purificata, e va anche difesa, e va anche accresciuta, va nutrita questa chiamata perché la chiamata può anche essere come un fungo, se non viene mantenuto nell'ambiente adatto si secca e muore la chiamata va difesa, prima di tutto va verificata: "É una mia fissa? Ne parlo con il mio direttore spirituale".

Prima ci penso io, e il criterio per capire se una cosa è voluta da Dio, voi lo sapete, è il solito criterio molto semplice, in tre punti - per tre punti passa un solo piano - la volontà di Dio passa per tre punti, quante volontà ci sono di Dio? Una.

7) Devo verificare, è veramente la volontà di Dio? Vediamo i tre famosi punti: semplice, contemplativa e dà pace

Allora il caso specifico: io devo verificare, mi sono illuso, mi sono lasciato trascinare dagli altri ecc… o è veramente la volontà di Dio?

Vediamo i tre famosi punti: semplice, contemplativa e dà pace.

E allora io devo verificare.

Mi viene proposto questo cammino, con tutti i tesori spirituali di cui posso far parte e con tutti gli impegni che fanno parte di questo cammino.

Allora: ci tengo, mi piace, mi trovo bene; allora vedo se ho pace nel cuore.

Arricchisce la mia anima, nel senso che io sto crescendo nel mio affetto verso il Signore, mi trovo bene a stare con il Signore, prego volentieri, prego per gli altri, mi sta a cuore il benessere spirituale delle persone che conosco e anche di quelle che non conosco ecc… ecc…?

Mi sento inserito nella Chiesa oppure mi sento uno isolato che fa quello che vuole ecc…?

Allora contemplativa, c'è anche questo aspetto.

Semplice. Vediamo un po': che cosa mi viene chiesto per essere un membro degno dell'Istituto?

Mi vengono chiesti certi impegni, certe regole.

Per assolvere queste regole devo sconvolgere la vita di 50 persone oppure basta semplicemente organizzarci un pochino per riuscire a mettere in ordine i tempi e i modi di tutto quello che mi viene richiesto?

Se potete rispondere di sì a queste provocazioni che vi ho volutamente dato, allora potrete dire: "Beh a livello razionale, a livello intellettuale, facendo un discernimento veloce, mi pare che questa possa essere veramente la chiamata del Signore.

Mi ci trovo bene, desidero farlo, sento che mi piace, lo faccio volentieri; allora procedo in questo cammino".

Per quanto riguarda un discernimento più approfondito, con il vostro padre spirituale avete il dovere, non il diritto di chiarire: "Mi è stato proposto questo cammino, certo questo cammino ha i suoi tempi e i suoi modi, però io nello stesso tempo voglio mantenere questo e quest'altro ecc…, che devo fare?"

Intanto tu stesso non puoi essere infantile e andare dal padre spirituale e dire: decidi tu.

Il padre spirituale ti dirà: "Sei tu che devi veramente capire a che cosa ci tieni.

Sei tu che devi capire qual è la strada che ti è stata richiesta".

8) Quando c'è una chiamata del Signore e c'è quindi una decisione da prendere, si tratta di operare delle scelte

Perché? Quando c'è una chiamata del Signore e c'è quindi una decisione da prendere, si tratta di operare delle scelte; e le scelte, detto in questo momento, fanno spaventare, perché vedo i vostri occhi che stanno strabuzzando.

Le scelte spaventano se vengono considerate così, se tu invece di dire la parola scelta tu dici la parola preferenza è la stessa cosa ma è vista da un'altra angolazione.

Intendo dire questo: ogni volta che una persona sceglie qualche cosa vuol dire che sta prendendo il meglio; perché solo una persona malata di mente sceglie il peggio, si chiama il masochismo, ma è una patologia; uno che vuole qualcosa per farsi del male è una patologia, una malattia, non è una cosa normale, non è una cosa equilibrata, chiunque sceglie qualche cosa lo sceglie perché gli fa bene.

Se una persona a tavola si sceglie il brodino vegetale, magari non è perché gli piace, ma solo perché gli fa bene; quindi sta scegliendo il meglio, il bene per sé stesso.

Ora le scelte comportano per ogni caso delle rinunce, vuol dire delle priorità; ma uno sceglie di rinunciare a qualche cosa per farsi del bene o per farsi del male?

Per farsi del bene! Allora nella vocazione è così per tutti e sempre, però è evidente che chi è all'inizio della vita è facilitato nel compiere una scelta vocazionale perché non si sono ancora stabilite tante altre cose nella vita, quindi è più facile porre delle priorità; priorità: le cose che vengono prima.

9) Le priorità vuol dire avere una visione chiara della nostra vocazione e come si concretizza

Allora il punto che dobbiamo approfondire e come vedete in questi mesi stiamo affrontando l'appartenenza, la scelta, le priorità.

Le priorità vuol dire avere una visione chiara della nostra vocazione e come si concretizza; questo vuol dire, facciamo l'esempio banale, perché purtroppo mi è capitato di confessare situazioni di questo genere: se un uomo si è sposato avrà delle priorità?

Allora quante famiglie sono andate in crisi perché uno dei due voleva continuare a fare la vita di prima, avendo l'altro come servo.

Quello voleva continuare a giocare a pallone, voleva andare al bar con gli amici, voleva passare le sue serate al pub ecc… e naturalmente la famiglia non è durata, perché ogni scelta comporta delle conseguenze, però comporta anche delle priorità se tu vuoi mantenere quella scelta.

Se quello voleva continuare ad essere sposato doveva capire che: mia moglie ha dei diritti.

Potrà venire qualche volta con me alla partita, potrà darmi un po' di tempo per me.

Io darò un po' di tempo per lei però è giusto che abbia i suoi diritti; la famiglia ha i suoi diritti e necessità, hanno diritto che io ci sia, i bambini hanno il diritto che il papà o la mamma ci siano?

Sì, quindi ci sono delle priorità, delle cose che sono prima, tu hai scelto di sposarti allora decidi che prima viene la famiglia poi viene il divertimento, nessuno ti dice di non andare a giocare al pallone ma invece di andarci tre volte alla settimana ci andrai una volta ogni 15 giorni, mi spiego?

La stessa cosa vale per l'appartenenza a un qualsiasi Istituto Secolare.

Vedete nell'Istituto religioso questo problema non sussiste, perché nell'Istituto religioso chi ne fa parte vive insieme, nella fraternità, quindi c'è l'obbligo della convivenza, quindi è il capo famiglia: il priore o l'abate o la badessa….

Che dice: "No sorella questo non è il momento di andare a fare una passeggiata nell'orto, adesso siamo tutte in coro per pregare, quindi dalle 17,30 alle 18,30 lasciate tutto quello che avete, lasciate l'ago con il filo dentro… e appena suona la campana, venite tutte in chiesa perché si prega; tutte insieme".

Ma quello è un genere di vita, chi ha sentito la vocazione religiosa sa che ci sono i tempi decisi, quando suona la campana si lascia tutto lì e si va alla preghiera.

10) Dio fa sempre piacere agli altri quello che poi Lui intende chiedere

Chi ha avuto questa vocazione non la vive come un'imposizione, perché?

Perché Dio fa sempre piacere agli altri quello che poi Lui intende chiedere.

Chi ha la vocazione monastica non è che subisca lo stare in monastero, gli piace, ci sta bene, con gli orari decisi ecc… ecc… quindi a nessuno venga in mente di giudicare o di confrontare il genere di vita degli altri, perché se è una vocazione vuol dire che quella persona è nata per quel genere di vita, e Dio gli sta dando un certo grado di chiarezza e di serenità per vivere quel genere di vita.

La stessa cosa si dice per chi appartiene all'Istituto Secolare per il quale - ribadisco nuovamente - non è richiesta la convivenza, ma sono richiesti l'esercizio di quelle che sono le prerogative dell'appartenere a un qualsiasi Istituto.

Quindi nell'ambito della tua vita secolare, cioè nel mondo, tu sai che hai dei punti di riferimento, tu sai che hai dei momenti in cui il Cristo Crocifisso e Maria SS. Immacolata ti aspettano; radunano te insieme a tutti gli altri.

11) Se c'è una vocazione alla quale tu hai risposto di sì, tutte le altre cose belle e affascinanti passano in secondo piano. La priorità va data alla tua vocazione principale

Naturalmente possono esserci attività più effervescenti, più affascinanti ecc….. ma se c'è una vocazione alla quale tu hai risposto di sì, tutte le altre cose belle e affascinanti passano in secondo piano.

Non ti ho detto che vengono definitivamente annullate o dimenticate ma passano in secondo piano.

È chiaro che una ragazza che si sposa, un minuto dopo il matrimonio, ha sempre voglia di fare le capriole nei prati, di giocare, di correre, di cantare, come faceva una settimana prima con le sue amiche, però tra la settimana prima e la settimana dopo c'è stata una cosa importante: una decisione presa di fronte a Dio.

Allora nella famiglia certo lei avrà ancora la possibilità di trovarsi, di tanto in tanto, con le sue amiche per fare una scampagnata, per andarsi a prendere un gelato in via Roma ecc….

Però lei sa bene che non è più lo stesso genere di vita perché ha deciso di affrontare e di rispondere a una chiamata specifica; l'entrare a far parte di un istituto, chiedere di farne parte e chiedere di essere confermati in questo cammino vuol dire avere chiarezza su questo punto e forse, talvolta, proprio su questo punto non c'è un'estrema chiarezza, perché capita, ed è capitato che ci siano delle situazioni in cui tante cose vengono prima degli impegni che si sono presi.

Allora questo è un punto assolutamente da verificare, perché se qualunque altra cosa diventa più importante dell'impegno che fa parte della tua consacrazione, allora tu devi verificare: se hai la vocazione oppure se la stai curando.

Uno potrebbe avere la vocazione ma potrebbe anche non essersi occupato di curarla la vocazione e quindi ritieni: "Ah, sì, sì, io sono in questa situazione qui, però oggi c'è quel raduno, c'è quel pellegrinaggio, e allora oggi io mi sento esonerato". Calma!

Ho detto all'inizio che la differenza tra un Istituto Secolare e un Istituto religioso consiste nel fatto che uno vive la convivenza e l'Istituto Secolare no, ma questo non vuol dire che dato che non hai nessun superiore che ti soffia sul collo, allora tu ti senti libero di mettere in secondo, in terzo piano tutte le altre attività d'altro canto la possibilità e la libertà che ti viene assicurata in un Istituto Secolare, ti fa capire che non vieni a perdere tutte le tue prerogative, tutti i ricordi, tutti i tuoi insegnamenti, tutte le esperienze che hai fatto prima, le puoi senz'altro continuare a coltivare, però mettendo dei paletti.

Le attività che possono essere in qualche modo posticipate o cambiate devono essere fatte, perché la priorità va data alla tua vocazione principale, alla quale tu hai risposto sì; quella principale è lo stato di vita che tu hai, poi c'è una consacrazione, un'associazione, un'amicalità e tutto quello che tu vuoi, però fanno parte dello sviluppo della tua vocazione.

Voglio spiegarmi bene: una coppia sposata ha la vocazione matrimoniale? Sì.

L'appartenenza a un Istituto Secolare, per una coppia sposata, non è un'altra cosa, è lo sviluppo della tua vocazione matrimoniale.

Mi sono spiegato? Il tuo matrimonio che si sviluppa e si estende e si arricchisce dall'esperienza di appartenenza all'Istituto Secolare, quindi non è la negazione del matrimonio, è la fortificazione del matrimonio che viene arricchito di un legame spirituale più forte, più potente, diverso.

Non che chi non ne fa parte ne è privo, il sacramento basta e sovrabbonda per tutto, ma in più qui c'è una visione più ampia che ti inserisce più direttamente nel cammino apostolico della Chiesa.

Apostolico nel senso di apostolato, rende la tua appartenenza alla Chiesa impegnata ufficialmente a compiere la propria testimonianza cristiana.

Noi invece di testimonianza diciamo la catechesi ed è la stessa identica cosa.

Per questo motivo io credo sia forse giunto il tempo di un serio discernimento, perché siamo molto vicini al tempo in cui si rinnoveranno le consacrazioni, le associazioni …

Quindi è importante che nella serietà, nella giustizia, nella verità, nella pace, ognuno possa fare un discernimento sul grado di appartenenza e sulla propria vocazione.

Lo sapete la vocazione nell'Istituto Secolare non distrugge le altre esperienze, chi fa parte della San Vincenzo continui pure a farne parte, chi va agli incontri dei Focolarini continui pure e così di seguito; però attenzione se in concomitanza c'è un impegno dell'Istituto Secolare e un altro impegno, tu devi dare la priorità alla tua vocazione, che è quella dell'Istituto Secolare.

Se tu fai già parte di una fraternità dei Focolarini, per entrare a far parte di un Istituto Secolare, non lo puoi fare senza il permesso dei tuoi superiori, perché sei già in un cammino di consacrazione.

I Focolarini hanno anche loro una forma di consacrazione.

Se fossi parte di una comunità delle Beatitudini - comunità di tipo carismatico - e sei inserito nella comunità, non puoi accedere anche a un altro istituto senza prima toglierti da quello dal quale tu provieni, perché non si possono servire "due padroni", beh il Padrone è sempre lo stesso, ma intendo dire ci sono delle conseguenze nell'appartenenza di un tipo o di un altro che possono entrare in conflitto tra di loro, per quanto riguarda la modalità, poi è evidente che il Signore è uno solo.

Però o siamo Padre Pio che abbiamo la bilocazione che possiamo essere nello stesso tempo qui e là, ma se non lo siamo le necessità, la correttezza ci impone di avere chiarezza sulla nostra appartenenza.

Se io ho fatto l'esperienza carismatica non è mica detto che entrando nell'Istituto Secolare mi debbo dimenticare l'esperienza carismatica, no ma vi partecipo nel limite del possibile, però quando c'è una proposizione dell'istituto e una proposizione carismatica, io sono tenuto, poiché ho una consacrazione, a dare la precedenza all'istituto.

In più, voglio aggiungere anche questo: se foste dei bambini, allora è chiaro, assorbite questa spiritualità e basta, ma siete adulti, le vostre storie sono molto diverse le une dalle altre e le vostre esperienze spirituali anche.

Le sofferenze che avete affrontato nella vostra vita vi hanno maturato, vi hanno dato delle capacità di capire chi soffre, vi hanno dato una capacità, ognuno di voi ne ha una diversa, però tutte fanno parte di un tesoro prezioso che avete non lo perdete, vi hanno dato una capacità di poter esercitare la carità nei confronti di tutto, non perdete niente di tutto questo.

12) La vostra storia personale, quello che voi siete adesso, non deve essere buttato via, deve essere valorizzato, perché nella felicità e nella gioia tu puoi dare quello che fa parte della tua storia spirituale

La vostra storia personale, quello che voi siete adesso, non deve essere buttato via, deve essere valorizzato.

Tutto deve entrare nel tesoro, nel forziere prezioso che arricchisce l'Istituto Secolare; quindi nell'Istituto Secolare c'è il carisma di Gesù crocifisso ecc… ecc… ma c'è anche tutta la vostra storia personale, le vostre esperienze.

La vostra esperienza è preziosa, nessuno sia tentato di dire: "Ah la mia vita passata, adesso qui se faccio parte di un istituto allora devo dimenticare tutto quello che ero prima", io tutto questo non l'ho mai detto, sempre il contrario.

Tutte le esperienze buone, sante, di un desiderio di appartenere a Gesù, genuino, autentico, non devono essere eliminati, devono invece illuminare dall'interno l'esperienza dell'istituto.

Tu devi versare - come possiamo dire - nell'unico recipiente tutte le essenze profumate che nella tua vita hai potuto raccogliere perché il Signore ti ha fatto fare certi tipi di itinerario.

Quindi chi ha una devozione mariana particolarmente intensa deve mettere nel tesoro dell'istituto questa sensibilità verso Maria, sempre cercando di tenerla purificata, non cadendo mai nel devozionalismo, ma entrando in un vero legame filiale con la Madonna; chi ha una mentalità carismatica deve aiutare le persone dell'istituto ad aprirsi alla preghiera carismatica, perché è la preghiera dello Spirito Santo può un'esperienza di Chiesa mettere lo Spirito Santo fuori della porta?

Non è possibile, se hai fatto parte di una qualunque comunità puoi avere tratto degli insegnamenti che possono essere utili insieme a questi nuovi fratelli.

Non dobbiamo nascondere le cose buone che abbiamo ricevute, però nell'umiltà e nella concordia mettere a disposizione il tutti il buono che abbiamo ricevuto.

Solo così l'esperienza dell'Istituto Secolare diventa veramente formativa, diventa importante, diventa ricca; ma non solo per gli altri, diventa ricca anche per te, perché non ti senti schiacciato, non ti senti oppresso da delle regole, tu ti senti a casa tua, perché nella felicità e nella gioia tu puoi dare quello che fa parte della tua storia spirituale e sei felice di farlo perché non ti viene tolto niente della tua esperienza, però vengono date delle priorità.

Così, per esempio, quando si fa l'adunanza settimanale, a un certo momento uno può benissimo iniziare la preghiera in modo tradizionale e magari concludere il tempo della preghiera in modo carismatico, perché tutto ciò che è cattolico ci appartiene di diritto, e l'Istituto Secolare è un istituto cattolico; quindi posso prendere tutto quello che c'è nella Chiesa Cattolica perché è roba mia; allora se c'è l'adunanza allora io posso viverla una volta in stile carismatico, un'altra in stile tradizionale, un'altra volta in stile mariano, un'altra volta in stile focolarini ecc… ecc… senza essere altre cose, ma beneficiando l'esperienza di tutti, perché?

Perché l'Istituto Secolare, come tutta la Chiesa, è come un mazzo di fiori composto di varietà diverse di fiori, di colori e di profumi, e questo rende ogni gruppo fragrante.

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