Questi è davvero il Profeta

24-3-2007

Don Mauro Agreste

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, all'udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: "Questi è davvero il Profeta". Altri dicevano………

Indice

1) Ci stiamo avvicinando alla Pasqua
2) In questi giorni le letture che ci vengono presentate attraverso S. Giovanni, vi si respira un clima di instabilità
3) È miracoloso perché la parola del Signore ci introduce realmente in quello che è narrato
4) Il memoriale è invece come una specie di miracolo, ti rende presente a quello che viene narrato
5) Giovanni dice ai suoi discepoli: "Ecco l'Agnello di Dio", e così i discepoli di Giovanni cominciano a seguire Gesù
6) C'è questa frase: "Allorché sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me"
7) La passione di Gesù non è solo quello che Lui ha patito, ma è anche l'amore appassionato che Lui ha per il Padre
8) E gli è costata la morte, terrificante, ma anche ignominiosa, umiliante
9) Gesù passerà, subito dopo l'ingresso trionfale in Gerusalemme, vedrà un fico che non ha frutti
10) Rivelazione sullo stato della propria anima
11) Gli eventi precipitano, ci sono queste diatribe: ma chi è?
12) Gesù dice: "Ciò che nasce dalla carne, è carne; ciò che nasce dallo spirito è spirito"
13) Le parole che escono dalla bocca di Gesù, sono spirito e vita. Aprono una realtà totalmente diversa
14) Nella spiritualità di Sant'Ignazio c'è la composizione di luogo. Usando tutte quelle che sono le facoltà umane
15) Voi non sapete chi sono io
16) Riconoscere Gesù nella nostra vita, opererà sicuramente qualche cosa che deve cambiare, tutta la nostra vita
17) Questo incontro l'ho abbiamo fatto? Che cosa è cambiato nella nostra vita da dire: una rivoluzione copernicana
18) Nuovo Adamo significa colui che viene a ricostituire l'identità dell'uomo
19) Gesù Cristo è venuto ad abbattere il muro di inimicizia che divideva Dio dall'uomo
20) Mistero pasquale di generazione in generazione fino alla consumazione dei secoli, coinvolge ogni essere umano
21) La salvezza è stata operata da Gesù Cristo per noi ed è stata ricevuta da tutti coloro che l'hanno afferrata

Omelia

1) Ci stiamo avvicinando alla Pasqua

Come vedete, se riuscite a seguire la liturgia di queste settimane, ci stiamo avvicinando sempre più rapidamente agli eventi che poi costituiscono quello che noi celebriamo come la più grande solennità della cristianità: la Pasqua.

E in questi ultimi giorni, di questa stessa settimana, si intravede che si sta creando un clima di tensione, come quando ci accorgiamo che nella nostra vita sta per accadere qualche cosa perché sembra che tutto stia cambiando rapidamente, sembra quasi che le situazioni ti stiano sfuggendo di mano, ci sia un precipitare degli eventi.

Ecco le letture di questi giorni, nella liturgia feriale, ci lasciano questo senso di precarietà, questo senso di sfuggevolezza, c'è qualche cosa che sta precipitando e non sappiamo bene che cosa sia.

2) In questi giorni le letture che ci vengono presentate attraverso S. Giovanni, vi si respira un clima di instabilità

In questi giorni le letture che ci vengono presentate attraverso l'evangelista S. Giovanni, ci fanno proprio presentare la continua diatriba: tra i Farisei, il Popolo e Gesù.

Quindi si respira un clima di instabilità, si respira un clima di tensione; tensione che noi veniamo a conoscere come quando si guardano i films gialli in cui i protagonisti non sanno l'uno dell'altro che cosa stanno facendo, ma gli spettatori vedono sia che cosa fa la vittima, sia che cosa sta facendo l'assassino, e quindi la tensione cresce.

Noi siamo posti come spettatori di fronte a un evento, che non è accaduto, ma che sta accadendo.

Ed è questo uno dei primi aspetti che coinvolgono nell'ascolto della parola di Dio, perché noi non stiamo ascoltando un racconto, noi stiamo vivendo una realtà.

3) È miracoloso perché la parola del Signore ci introduce realmente in quello che è narrato

E questo è uno dei primi aspetti che potremmo chiamare, in parole semplici, miracoloso perché la parola del Signore ci introduce realmente in quello che è narrato.

Sappiamo con l'intelligenza che si tratta di fatti accaduti quasi 2000 anni fa, ma nello stesso tempo la parola di Dio che è viva, è efficace, e penetra fino al punto di giunzione tra lo spirito e l'anima, ci rende presenti a quello che viene raccontato.

Quello che nella liturgia della Chiesa, ma anche nella storia della spiritualità ebraica in poi, si chiamava il memoriale.

Che è più del fare memoria; fare memoria significa ricordare quanto avvenne.

4) Il memoriale è invece come una specie di miracolo, ti rende presente a quello che viene narrato

Il memoriale è invece come una specie di miracolo, il memoriale ti rende presente a quello che viene narrato.

Così nel mondo ebraico, quando si celebra la Pasqua, gli ebrei osservanti, quelli credenti, celebrano la Pasqua con tutti i riti che Mosè aveva istituito; ecco celebrando la Pasqua loro si trovano lì in Egitto, in quella notte, nella notte del Pescaq, del passaggio dell'angelo di Dio tra le case, nella notte in cui Dio sceglie i suoi.

Il passaggio di Dio è la scelta di Dio, Dio che passa in mezzo al Suo popolo e sceglie uno ad uno.

Come al tempo di Mosè questa scelta era operata dall'angelo del Signore, ovunque vedesse che lo stipite della porta di casa era bagnata con il sangue dell'agnello, questo era il modo per dire: questo ti scelgo; ti scelgo per la vita.

Noi abituati a ricordare, anche visivamente per le pellicole cinematografiche che sono state prodotte sull'esodo, noi ricordiamo l'angelo della morte che passa, e dove passa muoiono gli altri.

In realtà l'angelo della morte è l'angelo della vita, perché dove passa lui e riconosce il sangue dell'agnello, lì rimane la vita.

Invece coloro che non si sono lasciati bagnare dal sangue dell'agnello, raccolgono evidentemente il frutto del peccato, cioè della morte.

Allora tutto questo noi riusciamo a capire molto bene, alla luce dei fatti che sono avvenuti, che era immagine di quello che sarebbe accaduto più di 3000 anni dopo.

E quindi questo stipite della porta, bagnata dal sangue dell' agnello, indica nient'altro che il cuore dell'uomo bagnato del sangue del vero Agnello, che è Gesù.

Proprio come aveva detto Giovanni il Battista, quando Gesù dopo essere battezzato, per alcuni giorni, continua a restare accanto al suo parente Giovanni.

5) Giovanni dice ai suoi discepoli: "Ecco l'Agnello di Dio", e così i discepoli di Giovanni cominciano a seguire Gesù

E da lontano Giovanni dice ai suoi discepoli: "Ecco l'Agnello di Dio, colui che ha preso su di sé il peccato del mondo", e così i discepoli di Giovanni cominciano a seguire Gesù.

"Signore dove vai?" e Gesù dice: "Venite e vedrete".

Da quel momento si inizia veramente il cammino della Storia con Gesù.

Ed ecco, tutto questo evento, ci rende presente quello che ci viene narrato in questo brano del Vangelo di Giovanni.

Giovanni ci sta preparando veramente a vivere il punto centrale di tutta la storia della salvezza, cioè il momento in cui il cielo e la terra si toccano in un solo punto e scaturisce la vita.

Il centro di tutto questo parte dal Giovedì Santo, con l'ultima cena; culmina con il momento in cui Gesù è crocifisso.

6) C'è questa frase: "Allorché sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me". Ed è quello il momento di congiunzione tra il cielo e la terra

Per cui c'è questa frase, che viene ripetuta: "Allorché sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me".

Ed è quello il momento di congiunzione tra il cielo e la terra, perché il corpo di Cristo è staccato dalla terra, ma è ancora attaccato alla terra, è verso il cielo ma non è completamente verso il cielo, per cui c'è questo punto di giunzione tra il cielo e la terra, che è indicato dall'incrocio della Croce.

Per cui la Croce diventa veramente il trono di Dio, si instaura il Regno di Dio, per mezzo della Croce.

Per quanto questo possa sembrarci terribile, o stranissimo, siamo invitati a non pensare agli eventi della redenzione solo dal punto di vista emotivo.

Certo dev'esserci anche questo perché tutta la nostra persona deve partecipare al mistero della redenzione, tuttavia c'è un significato ben più profondo della semplice passione.

7) La passione di Gesù non è solo quello che Lui ha patito, ma è anche l'amore appassionato che Lui ha per il Padre, il desiderio di amare tutto ciò che il Padre ama

La passione di Gesù non è solo quello che Lui ha patito, ma è anche l'amore appassionato che Lui ha per il Padre, che gli fa scaturire il desiderio di amare tutto ciò che il Padre ama.

Si fa uomo per farsi amare come uomo, e come uomo ama il Padre affinché tutti gli uomini amino il Padre.

Tutti gli uomini che Lui ha preso su di sé con il battesimo al Giordano.

Allora voi capite che quello è il culmine di tutta l'opera di ricostruzione.

Da quell'istante, da quando Gesù reclina il capo, ed emette lo spirito, cominciano i tempi nuovi.

La comunione con Dio si è realizzata perché Egli ha messo Dio al primo posto, prima della sua stessa vita, costi quello che costi.

8) E gli è costata la morte, terrificante, ma anche ignominiosa, umiliante

E gli è costata la morte, e che morte.

Non solo terrificante dal punto di vista del dolore, ma anche ignominiosa perché la morte di croce era la morte che veniva data dai Romani ai peggiori malfattori che esistessero, era la morte umiliante oltre che molto, molto dolorosa.

Quindi la morte che Gesù ha affrontato è stato veramente il raccogliere fino in fondo l'orrore, l'umiliazione, la lontananza.

Il profeta Isaia ci parlava infatti del reietto degli uomini, cioè il rifiuto degli uomini, che è già una parola elegante, rifiuto degli uomini vuol dire ciò che degli uomini non si può usare in nessun modo, qualche cosa di ributtante da parte degli uomini: egli è diventato il peccato, egli è diventato la maledizione.

Eppure tutto questo continua tutt'oggi a creare tensioni, domande, riflessioni.

È Gesù Cristo che continua a passare in mezzo al suo popolo, e continua a interpellare le coscienze di ciascuno di noi.

Anche noi siamo interpellati da questi eventi che ci stanno davanti ormai per pochi giorni, non questa domenica, ma quella successiva sarà la Domenica delle Palme quella che indica il trionfo della fama di Gesù Cristo, ma insieme a questo trionfo della fama già serpeggiano, velenosamente, gli aspetti che lo porteranno al giudizio e alla condanna.

9) Gesù passerà, subito dopo l'ingresso trionfale in Gerusalemme, vedrà un fico che non ha frutti

Gesù passerà, subito dopo l'ingresso trionfale in Gerusalemme, nella città e vedrà un fico che non ha frutti, e lo maledice.

Un segno simbolico per indicare ciò che Dio si aspetta dopo che ha fatto tutto quello che doveva fare.

Se non viene accolto il Signore della Vita, la conseguenza non è nient'altro che la morte.

Allora il fatto che Gesù Cristo maledica quel fico e questo secchi fino alle radici, non significa che egli abbia odiato quel fico, ma sta rivelando in che stato si trova il suo popolo, in che stato si trovano tutti coloro che hanno ricevuto l'annuncio della salvezza, e non l'hanno fatto fruttificare; non è che Gesù Cristo abbia fatto una magia e abbia fatto morire quel fico, quel fico era già morto anche se sembrava ancora vivo.

Noi abbiamo un'immagine: quando si taglia un albero dalle radici, ecco l'albero è morto in quell'istante, è vero?

Però non appare così perché le foglie continuano a essere rigogliose e ancora per diversi giorni le foglie continuano a vivere tranquillamente, perché c'è la linfa che continua ad arrivare fino a loro tuttavia l'albero è già morto, e allora questo gesto simbolico che Gesù fa a questo fico, non è la vendetta di Dio, è la rivelazione di Dio, è un gesto profetico; cioè una rivelazione Dio fa vedere con i fatti in che stato ti trovi.

Ora, nella storia dei santi, sappiamo che in alcuni momenti, fondamentali sono quelli in cui lo Spirito di Dio rivela, nella verità, lo stato dell'anima di quella persona.

Se non ci fosse una particolare assistenza dello Spirito Santo.

10) Rivelazione sullo stato della propria anima

Chiunque ricevesse una tale rivelazione sullo stato della propria anima, probabilmente, potrebbe anche morire.

Invece c'è una particolare assistenza dello Spirito Santo che aiuta le persone non solo a vedere la propria miseria, ma molto di più a confidare nella misericordia di Dio.

Ora il gesto che ha compiuto su quell'albero era un gesto di misericordia, una rivelazione.

Una rivelazione per tutti coloro che avessero ascoltato e avessero capito questo segno, è un segno che serviva per la gente di quel posto, la gente di quel luogo, è un segno che serve per ciascuno di noi; è come dire: attenzione, tu sei una persona viva o sei una persona morta?

Avremo modo di riflettere più tardi, nella riflessione, perché questo è un po' il nucleo della vita cristiana, quello che scaturisce dalla rivelazione e dalla redenzione che Gesù ha operato.

11) Gli eventi precipitano, ci sono queste diatribe: ma chi è?

Ora qui vediamo gli eventi precipitano, ci sono queste diatribe: ma chi è?

Ma chi non è? Da dove viene? Ma perché voi dite che viene dalla Galilea?

Nicodemo, saggio, aveva già imparato a capire che Gesù era un personaggio particolare, diverso da tutti gli altri profeti.

Si era recato da Gesù, lo vediamo nei primi capitoli del Vangelo di Giovanni, di notte perché aveva capito che l'insegnamento di Gesù era assolutamente superiore all'insegnamento degli altri Scribi e Farisei.

"Come posso nascere di nuovo all'età di 70 anni?"

E Gesù annuncia questo tema che è un tema che ci deve coinvolgere in maniera molto più forte, ma non solo adesso, non solo in questo ritiro di Quaresima in vista della Pasqua, in tutto il resto della nostra vita.

12) Gesù dice: "Ciò che nasce dalla carne, è carne; ciò che nasce dallo spirito è spirito".

Gesù dice: "Ciò che nasce dalla carne, è carne; ciò che nasce dallo spirito è spirito".

Capire questa differenza è esattamente il punto in cui scocca la scintilla dell'esplosione della vita nuova per ciascun credente.

Finché il credente non capisce questo scoccare di scintilla, la sua vita resterà una vita religiosa ma non una vita di fede.

Quello che deve capitare alla vita di ciascuno di noi e quello che deve passare attraverso di voi e raggiungere tutte le persone che il Signore vi farà incontrare nella vostra vita, è esattamente questa energia, come se fosse un'energia elettrica che fa scoccare una scintilla per accendere la vita nuova.

Ora: "Alcuni di loro volevano arrestarlo. Perché non lo avete condotto? Perché mai nessuno ha parlato come questo uomo".

13) Le parole che escono dalla bocca di Gesù, sono spirito e vita. Aprono una realtà totalmente diversa.

Ecco le parole che escono dalla bocca di Gesù, sono spirito e vita.

Sono parole che aprono, dinanzi agli occhi di tutti, una realtà totalmente diversa.

Un modo di vedere le cose completamente diversa.

È come quando una volta c'erano soltanto i films in bianco e nero e poi, dopo, c'erano i films a colori; magari era lo stesso film ma era anche, nello stesso tempo, tutta un'altra cosa; è come aggiungere colore alla vita di tutti i tempi.

Allora in questo tempo speciale, che ci conduce rapidamente, a vivere gli eventi della Passione, e ho voluto proprio dire così: a vivere gli eventi della Passione nella liturgia della Chiesa, impariamo veramente a staccarci dalla vita quotidiana e a entrare in tutto quello che ci viene narrato in questi prossimi giorni.

14) Nella spiritualità di Sant'Ignazio c'è la composizione di luogo. Usando tutte quelle che sono le facoltà umane

Nella spiritualità di Sant'Ignazio c'è, nei suoi esercizi, un particolare modo di accostarsi alla parola di Dio che viene chiamato la composizione di luogo.

E la composizione di luogo è entrare in quello che viene raccontato, usando tutte quelle che sono le facoltà umane; quindi l'intelligenza ma anche la memoria, anche la fantasia e la creatività, e anche l'immaginazione, affinché il nostro incontro spirituale con il Signore possa essere più autentico.

Certo negli esercizi di Sant'Ignazio questo viene indi cato con un particolare itinerario da compiere; noi possiamo utilizzare questo stesso metodo ogni volta che ci soffermiamo, non solo a leggere, ma a meditare la parola di Dio, per cui il significato potrebbe essere questo: quanto viene raccontato qui sopra, cominciamo ad immaginarlo, facciamo finta di essere dei grandi registi, ci viene narrato questo brano, immaginiamo: come lo potrei rendere visivamente?

Tu devi entrare in quello che viene raccontato, tu devi essere parte di quel luogo, non solo devi anche essere uno dei personaggi anzi, forse, proprio il personaggio a cui Gesù si sta rivolgendo in quel momento.

Detto in parole semplice, la composizione di luogo assomiglia a una cosa di questo genere.

Ecco dunque entriamo in quello che viene raccontato e scopriamo qual è il nostro atteggiamento.

L'ultima riflessione che potrebbe venire da questo brano del Vangelo, ma aprirebbe un discorso molto ampio, tuttavia è contenuta anche in questo piccolo brano, è questa continua domanda, che in questi giorni non fa altro che ripetersi nella liturgia della Chiesa: ma da dove viene?

"Voi non sapete da dove vengo io, perché voi non conoscete chi mi manda, se lo conosceste mi accettereste ecc… ecc…".

In questi giorni c'è continuamente questa diatriba, questo mistero che avvolge la figura di Gesù Cristo che è in mezzo a noi ma non è solo di noi.

15) Voi non sapete chi sono io

Allora in questo mistero abbiamo due piste, o tre, di riflessione.

Una: voi non sapete chi sono io. Oppure: chi sono io per voi?

Sarà la famosa domanda che Gesù farà hai suoi apostoli, alla quale riceverà una sola risposta completa: " Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente".

Il riconoscimento di ciò che è Gesù Cristo produce, per chi lo ha riconosciuto, un cambiamento totale; tant'è vero che Simone, che ha riconosciuto Gesù come il Cristo, il figlio del Dio vivente, viene cambiato radicalmente.

Nella lingua del tempo e del luogo quello che noi chiamiamo Simone, significava canna, con tutto ciò che comporta il significato della parola canna; la canna, sapete, si piega facilmente al vento finché è viva, poi quando viene tagliata secca, e quando la canna è secca diventa fragile.

Quindi nel significato della parola Simone, che vuol dire canna, c'era l'arrendevolezza, che potrebbe anche essere intesa come la facilità al compromesso, piegarsi facilmente ai potenti, oppure c'era il senso della fragilità, della debolezza.

Il passare del tempo rende fragili le canne, il Sole le disidrata ed esse si spezzano facilmente.

Non appena Simone ha riconosciuto chi è veramente Gesù Cristo, questo riconoscerlo: Tu sei il Messia il figlio del Dio vivente; cambia completamente lui perché lo ha riconosciuto.

16) Riconoscere Gesù nella nostra vita, opererà sicuramente qualche cosa che deve cambiare, tutta la nostra vita

Riconoscere Gesù nella nostra vita, opererà sicuramente tutto questo; è il momento dell'incontro con il Maestro, questo momento dell'incontro è qualche cosa che deve cambiare, come una rivoluzione copernicana, tutta la nostra vita; se questa nostra vita non è cambiata, probabilmente il nostro incontro è stato molto superficiale, è stato un incontro di conoscenza, per sentito dire, ma non possiamo più accontentarci di un incontro di questo genere.

Ecco il debole e fragile Simone, colui che si accendeva rapidamente, colui che aveva la facilità al compromesso, colui che facilmente aveva paura.

Nel riconoscere chi è Gesù Cristo viene cambiato fin dall'interno, nell'essenza, se dovessi dire una parola difficile direi la parola ontologia.

Ontologia vuol dire l'essenza; e da fragile canna Gesù lo chiama Efà, roccia, viene cambiato, il riconoscere il contatto, l'apertura, l'entrare nel mistero di Dio non ti lascia come prima, ti trasforma completamente.

Le tue debolezze sono colmate, sono diventate fortezza perché l'incontro con il Signore ti trasforma completamente.

È quello che San Paolo, nelle sue lettere, cercherà di spiegare in tutti i modi, che è il cambiamento completo della mentalità, ma non è solo della mentalità, è il cambiamento completo di tutta la persona, perché tutta la persona nelle sue qualità spirituali, nelle sue qualità mentali e nella sua salute, riesce a fare delle cose che non sono umane perché l'incontro con il Signore diventa qualche cosa di completamente diverso.

17) Questo incontro l'ho abbiamo fatto? Che cosa è cambiato nella nostra vita da dire: una rivoluzione copernicana

Allora noi potremmo dire: ma noi questo incontro l'ho abbiamo fatto?

Che cosa è cambiato veramente nella nostra vita da dire: una rivoluzione copernicana.

Questa rivoluzione copernicana ha degli effetti autentici, perché se Paolo diceva: "Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me" allora questa stessa rivoluzione copernicana deve portare dei frutti visibili nella nostra vita.

Io non dico che noi adesso dobbiamo dire che cosa è cambiato, ma dico dobbiamo pensare, che cosa è avvenuto?

Che cosa non è umano di quello che è nella nostra vita?

Perché se fosse semplicemente umano basterebbe un po' di buona volontà e l'avremmo anche fatto prima di incontrare il Signore, dico bene? Invece se questo incontro con il Signore è stato autentico, è stato forte, profondo, allora questo deve assolutamente produrre degli effetti tipici di questo incontro.

Chi sei o Signore? Ti conosco veramente? Gli altri chi dicono che tu sia?

Tu sei un profeta, questo e quell'altro, ma io di te che cosa penso realmente?

Tu chi sei veramente? Quello che io so che tu sei e che cosa tu sei per me?

Perché se io capisco che cosa tu sei per me, allora io capisco chi sono, e non solo chi sono per te ma chi sono io.

E quando ho capito chi sono io, allora capisco chi sono io per te.

E quando io capisco chi sono io per te, allora capisco in che modo mi posso mettere di fronte agli altri, il mio prossimo.

E tutta un a questione di identità, in fondo Gesù Cristo tra le tante cose che si possono dire sulla redenzione, nella ricostruzione della persona umana quando ci viene detto che Gesù Cristo è il nuovo Adamo, ci viene detta la verità.

18) Nuovo Adamo significa colui che viene a ricostituire l'identità dell'uomo

Perché nuovo Adamo significa colui che viene a ricostituire l'identità dell'uomo.

Infatti dalla ribellione dell'uomo nel giardino dell'Eden in poi, tutti gli uomini sono caduti in una grande confusione di identità personale.

Il serpente disse: "tu sarai come Dio" e l'uomo.

Scioccamente lo ha ascoltato, e dunque non sa più cos'è l'essere umano, pensa di essere Dio.

L'uomo si è ammalato di delirio di onnipotenza e cade continuamente in una frustrazione, perché non è onnipotente, perché l'uomo non è Dio, e questa frustrazione non fa altro che aumentare la ribellione contro Dio, quasi a essere continuamente in competizione con Dio.

E c'è qualcuno che soffia su queste fiamme di divisione.

19) Gesù Cristo è venuto ad abbattere il muro di inimicizia che divideva Dio dall'uomo, e ha inaugurato un nuovo tipo di fiamma: della carità

Mentre Gesù Cristo è venuto ad abbattere il muro di inimicizia che divideva Dio dall'uomo, e ha inaugurato un nuovo tipo di fiamma, non la fiamma dell'odio ma la fiamma della carità che scalda, illumina e fonde.

Questa fiamma di carità che verrà simboleggiata, nella notte di Pasqua, quando durante la veglia, si entrerà ognuno nella propria chiesa, illuminati solo dal cero pasquale; lumen Cristi e tutti: Deo gratias.

E poi da quell'unica fiamma si distinguono tutte le altre fiamme, che sono tutte fiamme diverse ma sono tutte la stessa fiamma: è la fiamma dello Spirito Santo.

Il mistero pasquale è tutt'altro che terminato.

20) Mistero pasquale di generazione in generazione fino alla consumazione dei secoli, coinvolge ogni essere umano

Il mistero pasquale di generazione in generazione fino alla consumazione dei secoli, coinvolge ogni essere umano, ci sono coloro che si lasciano coinvolgere da questa luce che splende nelle tenebre e coloro che invece preferiscono restare nelle tenebre.

Coloro che sono come quel fico che era già morto, anche se esteriormente sembrava ancora vivo.

Siamo nel tempo finale, la rincorsa finale prima di giungere alla contemplazione del mistero della salvezza di Dio, che è la nostra salvezza, la nostra novità, quello che ha inaugurato per noi i tempi nuovi.

E se sono nati tempi nuovi, e se noi siamo divenuti nuove creature, allora tutto ciò che faceva parte del vecchio, del passato dev'essere rifiutato; non si staccherà da noi ciò che noi non vogliamo che si stacchi.

21) La salvezza è stata operata da Gesù Cristo per noi ed è stata ricevuta da tutti coloro che l'hanno afferrata, che la vogliono

La salvezza è stata operata da Gesù Cristo per noi ed è stata ricevuta da tutti coloro che l'hanno afferrata.

Gesù Cristo non fa differenze di persone, la Sua salvezza è per tutti, meglio per tutti coloro che la vogliono.

Sia lodato Gesù Cristo.