Abacuc

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G. Rinaldi

Per molti aspetti e anche per collocazione cronologica il libretto di Abacuc è simile a quello di Nahum ( Abacuc sembra corrispondere all'assiro Hambaququ, nome di una pianta ).

Sulla persona del profeta si sa ben poco: era probabilmente un figlio di profeti, ossia appartenente a una « associazione profetica » ( 1,1; 3,1 ); ebbe visioni ( 2,1ss ) che mise in iscritto.

Il libro che porta il suo nome contiene in una prima parte ( cc. 1-2 ) vaticini contro empi, ingiusti, violenti, come se si trattasse di fatti individuali e privati, mentre da chiari riferimenti ( 1,14.17; 2,5 ) si capisce che con quelle espressioni s'intendono grandi fatti politici e militari; la seconda parte, intitolata Preghiera del profeta Abacuc ( 3,1 ), contiene un vero e proprio salmo su lotte e vittorie di Jahve ( in stile celebrativo e visionistico ), anch'esse in definitiva relative a fatti della storia del popolo ebraico.

I riferimenti ai fatti sono cosi generici, che i Caldei di cui il testo fa il nome sono stati identificati in svariate entità storielle: Sciti, Assiri, Persiani, Greco-Macedoni ( Alessandro ), Seleucidi.

L'identificazione nei Caldei ( = Babilonesi ) di Nabopolassar e Nabucodonosor, che distruggono l'Assiria e si formano un nuovo grande impero, passando in seguito anche in Palestina ( assedio di Gerusalemme e grandi deportazioni ) forse rende ragione insieme di quel nome e dell'ambientazione storica.

Letterariamente Abacuc è assai originale: la prima parte contiene due « Lamentazioni » del profeta a motivo della dura situazione che attraversa ( 1,2-4; 1,12-17 ), a ognuna delle quali segue una risposta di Dio ( 1,5-11; 2,1-5 ), che consola il profeta e gli fa intendere le ragioni superiori della sua giustizia; e una serie di « Maledizioni » ( Guai… ), con cui i giudizi su colpe e punizioni vengono ripresi e approfonditi.

Forse il complesso dei cinque pezzi: lamento, risposta, lamento, risposta, minacce, forma un complesso unitario, come un rito ( « Liturgia profetica » ), avente un suo valore come composizione a sé.

Nella Preghiera ( c. 3 ) la poesia eleva il tono con immagini che al complesso danno il senso di un quadro grandioso e forse formano un ultimo momento nella solenne « Liturgia » precedente.

Non c'è ragione di dubitare del carattere unitario del libro e della sua attribuzione all'A. indicato dalla tradizione in un profeta, Abacuc.

Conferenze

Don Federico Tartaglia

Libro di Abacuc

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