Amos

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G. Rinaldi

Amos è il più antico dei profeti di cui abbiamo gli scritti: per un certo tempo gli poté essere contemporaneo Osea, poiché ambedue hanno sviluppato la loro missione al tempo di Geroboamo II; ma la predicazione di Amos cessò sotto Geroboamo II, mentre Osea conobbe anche l'epoca di anarchia succeduta alla morte di Geroboamo II e, forse, vide la fine di Samaria ( 722 ).

Il tempo di Amos si può fissare, almeno a titolo di tentativo, al 760-50 ca. a. C.

Amos era un pastore, forse solo un guardiano di pecore al servizio di proprietari di gregge; e un «coltivatore» di sicomori (? 7,14: può significare anche « raccoglitore » di sicomori, oppure : « uno che si ciba di sicomori », e quindi « povero » ).

Ma è una delle personalità più robuste di tutti gli scrittori della Bibbia.

Era un « meridionale », di Tekoa, piccolo villaggio non lontano da Betlemme; ma quando fu chiamato - forse non con fenomeni esterni, ma per il richiamo di una voce divina nella coscienza ( 7,15 ) - si recò nel regno del nord.

Parlò a Samaria, nei pressi dei grandi centri religiosi, specialmente Bethel e certamente anche altrove.

Nella capitale la sua critica si volgeva specialmente ad argomenti morali ( lusso, gozzoviglie ), nei centri di culto ad argomenti religiosi e morali insieme e dappertutto deplorava le ingiustizie dei signori contro i poveri.

La sua parola, quando tocca questo argomento, diventa incandescente.

In lui parla una coscienza morale eccezionalmente robusta, l'austerità di un uomo all'antica, tendenzialmente rigido, ma pieno anche di buon senso, di zelo, di compassione per gli umili e i sofferenti.

In materia di religione, nei culti di Samaria vede una deviazione dal culto unitario di Jahve, e un'occasione per le deviazioni anche morali.

Ha uno stile tagliente, in genere sintetico, preciso, che va all'essenziale e trascura tutti gli elementi accessori.

L'episodio di 7,14 ss. sembra mostrare che la sua censura a certe forme cultuali fu intesa o fatta passare come contraria agli interessi nazionali, al prestigio della casa regnante, alla tranquillità pubblica e con un provvedimento ufficiale fu allontanato e messo a tacere.

Il profeta mandriano sarebbe allora tornato in Giuda, dove avrà atteso a sistemare almeno parzialmente la raccolta dei suoi detti ( libro di Amos ).