Sofonia

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G. Rinaldi

Contemporaneo del re Giosia ( 640-608 ), di cui pare fosse cugino in terzo grado ( 1,1 ), è Sofonia profeta.

Ma di lui non si sa altro.

Gli oracoli mostrano un temperamento pessimistico e lasciano intendere esperienze profetiche dolorose ( per es. 3,5 ).

Il libro di Sofonia è ordinato secondo uno schema noto anche da altre collezioni di oracoli: minacce al popolo, minacce agli stranieri, promesse.

La parte degli oracoli minacciosi per il popolo, ossia Giuda e specialmente Gerusalemme ( 1,4-2,3 ), contiene espressioni di « giudizio » profetico a tutta la terra, ai principi e capi, contro la idolatria, le ingiustizie sociali, la tranquilla spensieratezza.

Il profeta stesso collega i suoi giudizi con il grande giudizio che è il giorno di Jahve, e con Gerusalemme stessa ( 1,10-13 ).

Particolarmente celebre è la enunciazione della venuta del giorno terribile, dies irae dies illa..., con accenti insieme di esultanza, per l'attesa della spettacolosa manifestazione divina, e di terrore, comunque in uno stato di esaltazione febbrile e quasi selvaggia ( 1,15-16 ).

La seconda parte, che contiene gli oracoli di minaccia contro le genti ( 2,4-15 ) ha a sua volta una struttura simmetrica: il profeta paria ai Filistei ( est ), ai Moabiti e Ammoniti ( ovest ), a Chush-Egitto ( sud ) e all'Assiria ( nord ).

I riferimenti politici sembrano ambientare questi oracoli dal 630-625, nel momento del complesso movimento dei popoli che ha avuto il nome di « invasione scitica ».

Le promesse, ancora però unite a qualche rimprovero ( tutto il c. 3 ), contengono specialmente l'auspicio della glorificazione di Giuda e Gerusalemme dopo l'umiliazione : poiché in questa sembra si scorga l'esilio babilonese, molti ritengono che questa parte contenga elementi di origine posteriore.

Il libro può essere stato trasmesso in forma non definitivamente fissata e così adattata ai tempi successivi con frasi e detti posteriori.

Si notano qua e là risonanze di antichi profeti; ciò significa che Sofonia era in una corrente di cultura profetica, in cui attinse e a cui diede: quella corrente che conservò i suoi detti con quelli dei maestri precedenti, ne fece la redazione definitiva con le aggiunte o aggiornamenti accennati e ne trasmise la conoscenza ad altri autori ( 3,1-4 con Es 22,24-28; 1,15 con Gl 2,2 ).

Sopratutto Sofonia è stato tra coloro che determinarono quel bisogno di rinnovamento che avvenne appunto ai suoi giorni e vien chiamato riforma di Giosia.