Catechismo della Chiesa Cattolica

III. Cristo ha offerto se stesso al Padre per i nostri peccati

Sulla croce, Gesù consuma il suo sacrificio

616 È l'amore « sino alla fine » ( Gv 13,1 ) che conferisce valore di redenzione e di riparazione, di espiazione e di soddisfazione al sacrificio di Cristo.

Egli ci ha tutti conosciuti e amati nell'offerta della sua vita. ( Gal 2,20; Ef 5,2; Ef 5,25 )

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« L'amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti » ( 2 Cor 5,14 ).

Nessun uomo, fosse pure il più santo, era in grado di prendere su di sé i peccati di tutti gli uomini e di offrirsi in sacrificio per tutti.

L'esistenza in Cristo della Persona divina del Figlio, che supera e nel medesimo tempo abbraccia tutte le persone umane e lo costituisce Capo di tutta l'umanità, rende possibile il suo sacrificio redentore per tutti .

617 « Sua sanctissima passione in ligno crucis nobis justificationem meruit - La sua santissima passione sul legno della croce ci meritò la giustificazione » insegna il Concilio di Trento461 sottolineando il carattere unico del sacrificio di Cristo come « causa di salvezza eterna » ( Eb 5,9 ).

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E la Chiesa venera la croce cantando: « O crux, ave, spes unica - Ave, o croce, unica speranza ».462

Indice

461 Denz. -Schönm., 1529
462 Inno « Vexilla Regis »