Catechismo della Chiesa Cattolica

V. I beni e le esigenze dell'amore coniugale

L'apertura alla fecondità

1652 « Per sua indole naturale, l'istituto stesso del matrimonio e l'amore coniugale sono ordinati alla procreazione e alla educazione della prole e in queste trovano il loro coronamento »:165

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I figli sono il preziosissimo dono del matrimonio e contribuiscono moltissimo al bene degli stessi genitori.

Lo stesso Dio che disse: « Non è bene che l'uomo sia solo » ( Gen 2,18 ) e che « creò all'inizio l'uomo maschio e femmina » ( Mt 19,4 ), volendo comunicare all'uomo una certa speciale partecipazione nella sua opera creatrice, benedisse l'uomo e la donna, dicendo loro: « Crescete e moltiplicatevi »
( Gen 1,28 ).

Di conseguenza la vera pratica dell'amore coniugale e tutta la struttura della vita familiare che ne nasce, senza posporre gli altri fini del matrimonio, a questo tendono che i coniugi, con fortezza d'animo, siano disposti a cooperare con l'amore del Creatore e del Salvatore, che attraverso di loro continuamente dilata e arricchisce la sua famiglia.166

1653 La fecondità dell'amore coniugale si estende ai frutti della vita morale, spirituale e soprannaturale che i genitori trasmettono ai loro figli attraverso l'educazione.

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I genitori sono i primi e principali educatori dei loro figli.167

In questo senso il compito fondamentale del matrimonio e della famiglia è di essere al servizio della vita.168

1654 I coniugi ai quali Dio non ha concesso di avere figli, possono nondimeno avere una vita coniugale piena di senso, umanamente e cristianamente.

Il loro matrimonio può risplendere di una fecondità di carità, di accoglienza e di sacrificio.

Indice

165 Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes 48
166 Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes 50
167 Conc. Ecum. Vat. II, Gravissimum educationis 3
168 Giovanni Paolo II, Familiaris consortio 28