Catechismo della Chiesa Cattolica

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II. L'umile vigilanza del cuore

2732 Di fronte alle tentazioni nella preghiera

La tentazione più frequente, la più nascosta, è la nostra mancanza di fede.

Si manifesta non tanto in una incredulità dichiarata, quanto piuttosto in una preferenza di fatto.

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Quando ci mettiamo a pregare, mille lavori o preoccupazioni, ritenuti urgenti, si presentano come prioritari; ancora una volta è il momento della verità del cuore e del suo amore preferenziale.

Talvolta ci rivolgiamo al Signore come all'ultimo rifugio: ma ci crediamo veramente?

Talvolta prendiamo il Signore come alleato, ma il cuore è ancora nella presunzione.

In tutti i casi, la nostra mancanza di fede palesa che non siamo ancora nella disposizione del cuore umile: « Senza di me non potete far nulla » ( Gv 15,5 ).

2733 Un'altra tentazione, alla quale la presunzione apre la porta, è l' accidia.

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Con questo termine i Padri della vita spirituale intendono una forma di depressione dovuta al rilassamento dell'ascesi, ad un venir meno della vigilanza, alla mancata custodia del cuore.

« Lo spirito è pronto, ma la carne è debole » ( Mt 26,41 ).

Quanto più si cade dall'alto, tanto più ci si fa male.

Lo scoraggiamento, doloroso, è l'opposto della presunzione.

L'umile non si stupisce della propria miseria; essa lo conduce ad una maggior fiducia, a rimaner saldo nella costanza.

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