Catechismo della Chiesa Cattolica

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III. La confidenza filiale

2735 Perché lamentarci di non essere esauditi?

Una costatazione dovrebbe innanzi tutto sorprenderci.

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Quando lodiamo Dio o gli rendiamo grazie per i suoi benefici in generale, noi non ci preoccupiamo affatto di sapere se la nostra preghiera gli è gradita.

Invece abbiamo la pretesa di vedere il risultato della nostra domanda.

Qual è, dunque, l'immagine di Dio che motiva la nostra preghiera: un mezzo di cui servirci oppure il Padre di nostro Signore Gesù Cristo?

2736 Siamo convinti che « nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare »
( Rm 8,26 )?

Chiediamo a Dio « i beni convenienti »?

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Il Padre nostro sa di quali cose abbiamo bisogno, prima che gliele chiediamo, ( Mt 6,8 ) ma aspetta la nostra domanda perché la dignità dei suoi figli sta nella loro libertà.

Pertanto è necessario pregare con il suo Spirito di libertà, per poter veramente conoscere il suo desiderio.
( Rm 8,27 )

2737 « Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri » ( Gc 4,2-3 ).21

Se noi chiediamo con un cuore diviso, adultero, ( Gc 4,4 ) Dio non ci può esaudire, perché egli vuole il nostro bene, la nostra vita.

« O forse pensate che la Scrittura dichiari invano: fino alla gelosia ci ama lo Spirito che egli ha fatto abitare in noi? » ( Gc 4,5 ).

Il nostro Dio è « geloso » di noi, e questo è il segno della verità del suo amore.

Entriamo nel desiderio del suo Spirito e saremo esauditi:

Non rammaricarti se non ricevi subito da Dio ciò che gli chiedi; egli vuole beneficiarti molto di più, per la tua perseveranza nel rimanere con lui nella preghiera.23

Egli vuole che nella preghiera si eserciti il nostro desiderio, in modo che diventiamo capaci di ricevere ciò che egli è pronto a darci.24

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21 Tutto il contesto: Gc 4,1-10; Gc 1,5-8; Gc 5,16
23 Evagrio Pontico, De oratione, 34: PG 79, 1173
24 Sant'Agostino, Epistulae 130, 8, 17