Rerum novarum

Giustizia

16 Innanzi tutto, l'insegnamento cristiano, di cui è interprete e custode la Chiesa, è potentissimo a conciliare e mettere in accordo fra loro i ricchi e i proletari, ricordando agli uni e agli altri i mutui doveri incominciando da quello imposto dalla giustizia.

Obblighi di giustizia, quanto al proletario e all'operaio, sono questi:

prestare interamente e fedelmente l'opera che liberamente e secondo equità fu pattuita;

non recar danno alla roba, né offesa alla persona dei padroni;

nella difesa stessa dei propri diritti astenersi da atti violenti, né mai trasformarla in ammutinamento;

non mescolarsi con uomini malvagi, promettitori di cose grandi, senza altro frutto che quello di inutili pentimenti e di perdite rovinose.

E questi sono i doveri dei capitalisti e dei padroni:

non tenere gli operai schiavi;

rispettare in essi la dignità della persona umana, nobilitata dal carattere cristiano.

Agli occhi della ragione e della fede il lavoro non degrada l'uomo, ma anzi lo nobilita col metterlo in grado di vivere onestamente con l'opera propria.

Quello che veramente è indegno dell'uomo è di abusarne come di cosa a scopo di guadagno, né stimarlo più di quello che valgono i suoi nervi e le sue forze.

Viene similmente comandato che nei proletari si deve aver riguardo alla religione e ai beni dell'anima.

È obbligo perciò dei padroni

lasciare all'operaio comodità e tempo che bastino a compiere i doveri religiosi;

non esporlo a seduzioni corrompitrici e a pericoli di scandalo;

non alienarlo dallo spirito di famiglia e dall'amore del risparmio;

non imporgli lavori sproporzionati alle forze, o mal confacenti con l'età e con il sesso.

17 Principalissimo poi tra i loro doveri è dare a ciascuno la giusta mercede.

Il determinarla secondo giustizia dipende da molte considerazioni: ma in generale si ricordino i capitalisti e i padroni che le umane leggi non permettono di opprimere per utile proprio i bisognosi e gli infelici, e di trafficare sulla miseria del prossimo.

Defraudare poi la dovuta mercede è colpa così enorme che grida vendetta al cospetto di Dio.

Ecco, la mercede degli operai… che fu defraudata da voi, grida; e questo grido ha ferito le orecchie del Signore degli eserciti. ( Gc 5,4 )

Da ultimo è dovere dei ricchi non danneggiare i piccoli risparmi dell'operaio né con violenza né con frodi né con usure manifeste o nascoste; questo dovere è tanto più rigoroso, quanto più debole e mal difeso è l'operaio e più sacrosanta la sua piccola sostanza.

L'osservanza di questi precetti non basterà essa sola a mitigare l'asprezza e a far cessare le cagioni del dissidio?

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