Vita consecrata

Indice

Esistenza « trasfigurata »: la chiamata alla santità

35 « All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore » ( Mt 17,6 ).

Nell'episodio della Trasfigurazione i sinottici, pur con diverse sfumature, mettono in evidenza il senso di timore che prende i discepoli.

Il fascino del volto trasfigurato di Cristo non impedisce che essi si sentano sgomenti di fronte alla Maestà divina che li sovrasta.

Sempre, quando l'uomo avverte la gloria di Dio, tocca con mano anche la sua piccolezza e ne trae un senso di spavento.

Questo timore è salutare.

Ricorda all'uomo la divina perfezione, e al tempo stesso lo incalza con un appello pressante alla « santità ».

Tutti i figli della Chiesa, chiamati dal Padre ad « ascoltare » Cristo, non possono non avvertire una profonda esigenza di conversione e di santità.

Ma, come è stato sottolineato al Sinodo, questa esigenza chiama in causa in primo luogo la vita consacrata.

In effetti, la vocazione delle persone consacrate a cercare innanzitutto il Regno di Dio è, prima di ogni altra cosa, una chiamata alla conversione piena, nella rinuncia a se stessi per vivere totalmente del Signore, affinché Dio sia tutto in tutti.

Chiamati a contemplare e testimoniare il volto trasfigurato di Cristo, i consacrati sono anche chiamati a un'esistenza « trasfigurata ».

Significativo, a questo proposito, è quanto è stato espresso nella Relazione finale della II Assemblea Straordinaria del Sinodo: « I santi e le sante sempre sono stati fonte e origine di rinnovamento nelle più difficili circostanze in tutta la storia della Chiesa.

Oggi abbiamo grandissimo bisogno di santi, che dobbiamo implorare da Dio con assiduità.

Gli Istituti di vita consacrata, mediante la professione dei consigli evangelici, devono essere consapevoli della loro speciale missione nella Chiesa odierna e noi dobbiamo incoraggiarli nella loro missione ».74

A queste valutazioni hanno fatto eco i Padri di questa IX Assemblea sinodale, i quali hanno affermato: « La vita consacrata è stata, lungo la storia della Chiesa, una presenza viva dell'azione dello Spirito, come spazio privilegiato di amore assoluto a Dio e al prossimo, testimone del progetto divino di fare di tutta l'umanità, all'interno della civiltà dell'amore, la grande famiglia dei figli di Dio ».75

La Chiesa ha sempre visto nella professione dei consigli evangelici una via privilegiata verso la santità.

Le stesse espressioni con cui la qualifica - scuola del servizio del Signore, scuola di amore e di santità, via o stato di perfezione - indicano sia l'efficacia e la ricchezza dei mezzi propri di questa forma di vita evangelica, sia il particolare impegno di coloro che la abbracciano.76

Non a caso sono tanti i consacrati che lungo i secoli hanno lasciato testimonianze eloquenti di santità e compiuto imprese di evangelizzazione e di servizio particolarmente generose ed ardue.

Indice

74 Sinodo dei Vescovi, II Assemblea generale straordinaria, Relazione finale Ecclesia sub verbo Dei mysteria Christi celebrans pro salute mundi ( 7 dicembre 1985 ), II A, 4: ench. Vat. 9, 1753
75 Sinodo dei Vescovi, IX Assemblea generale ordinaria, Messaggio del Sinodo ( 27 ottobre 1994 ), IX: L'Osservatore Romano, 29 ottobre 1994, p. 7
76 S. Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-II, 1. 184, a. 5, ad 2; II-II, q. 186, a. 2, ad 1