Vita consecrata

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La prima evangelizzazione: annunciare Cristo alle genti

77 Chi ama Dio, Padre di tutti, non può non amare i suoi simili, nei quali riconosce altrettanti fratelli e sorelle.

Proprio per questo egli non può restare indifferente di fronte alla costatazione che molti di loro non conoscono la piena manifestazione dell'amore di Dio in Cristo.

Nasce di qui, in obbedienza al mandato di Cristo, lo slancio missionario ad gentes, che ogni cristiano consapevole condivide con la Chiesa, per sua natura missionaria.

È slancio avvertito soprattutto dai membri degli Istituti sia di vita contemplativa che di vita attiva.186

Le persone consacrate, infatti, hanno il compito di rendere presente anche tra i non cristiani187 il Cristo casto, povero, obbediente, orante e missionario.188

Restando dinamicamente fedeli al loro carisma, esse, in virtù della più intima consacrazione a Dio,189 non possono non sentirsi coinvolte in una speciale collaborazione con l'attività missionaria della Chiesa.

Il desiderio tante volte espresso da Teresa di Lisieux, « amarti e farti amare »,

l'anelito ardente di san Francesco Saverio che molti, « studiando le scienze, meditassero sul conto che Dio nostro Signore chiederà di loro stessi e del talento loro concesso, si smuoverebbero, ricorrendo a quei mezzi e a quegli Esercizi spirituali che fanno conoscere e sentire dentro le proprie anime la volontà divina e così, uniformandosi ad essa più che non alle proprie inclinazioni, direbbero: "Signore, sono qui, che vuoi che io faccia? Mandami dove vuoi" »,190

ed altre simili testimonianze di innumerevoli anime sante, manifestano l'insopprimibile tensione missionaria, che distingue e qualifica la vita consacrata.

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186 Propositio 37, A
187 Lumen gentium 46;
Paolo VI, Evangelii nuntiandi 69
188 Lumen gentium 44;
Lumen gentium 46
189 Ad gentes 18;
Ad gentes 40
190 Lettera ai Compagni residenti in Roma ( Cochin 15 gennaio 1944 ): Monumenta Historica Societatis Iesu 67 ( 1944 ), 166-167