Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis

XI - Gli studi di filosofia e delle scienze affini168

70. Gli studi di filosofia e delle scienze affini, che - in qualsiasi modo siano ordinate le discipline durante gli anni della formazione ( cfr n. 60 ) - devono corrispondere ad un intero biennio, hanno come scopo di perfezionare la formazione umana dei giovani, stimolando in loro il senso dell'intelligenza critica e procurando una più profonda conoscenza della cultura antica e moderna di cui la famiglia umana si è venuta arricchendo lungo il corso dei secoli.

Questi studi siano condotti in modo da aiutare l'alunno a penetrare e a vivere più profondamente la propria fede, e, nello stesso tempo, a prepararlo agli studi teologici, a disporlo ad esercitare convenientemente il ministero apostolico, in modo che possa essere stabilito un dialogo con gli uomini del nostro tempo nelle forme più adeguate.169

71. Particolare importanza sia attribuita alla filosofia sistematica, e a tutte le sue parti, che conduce ad una solida e coerente conoscenza dell'uomo, del mondo e di Dio.

Questa formazione filosofica deve basarsi sul patrimonio filosofico perennemente valido,170 di cui sono testimoni i più grandi filosofi cristiani, i quali hanno trasmesso i primi principi filosofici dotati di perenne valore, in quanto hanno fondamento nella stessa natura.

Poste queste salde premesse, si deve tener conto delle ricerche filosofiche della nostra età in evoluzione - soprattutto di quelle che esercitano un maggiore influsso nel proprio paese - e inoltre del progresso delle scienze moderne, di modo che gli alunni, giustamente coscienti dei caratteri dell'epoca moderna, siano adeguatamente preparati al dialogo con gli uomini.171

72. Con egual diligenza deve essere insegnata la storia della filosofia, affinché siano chiari la genesi e lo sviluppo dei più importanti problemi, e gli alunni, tra le diverse soluzioni proposte nel corso dei secoli, siano capaci di discernere gli elementi veri e di scoprire e respingere quelli falsi.172

73. Si insegnino anche le scienze affini, quali sono le scienze naturali e la matematica in riferimento ai problemi connessi con la filosofia, tenuto conto tuttavia delle debite proporzioni, in modo che offrano un utile complemento alle discipline principali e sia evitata un'erudizione enciclopedica e superficiale.173

74. Nell'esposizione di tutte le discipline si deve tener conto sia dell'importanza intrinseca dei singoli problemi, sia dell'interesse che essi possono avere al presente per gli alunni e per la situazione specifica del paese.174

75. Nella « Ratio institutionis sacerdotalis » ( o nell'appendice ) si riporti il prospetto di tutte le discipline che riguardano il corso filosofico, indicando brevemente il programma delle singole discipline, il numero degli anni e dei semestri e l'orario settimanale delle lezioni.

Se poi, per varie circostanze ( come, ad es., può accadere in paesi grandi e molto estesi, dove vige una diversità di sistemi ), questo non si può attuare se non a prezzo di grandi difficoltà o non può essere assolutamente attuato, si indichino almeno alcuni modelli di programmi che possano offrire degli indirizzi sicuri ad utilità di tutti.

Indice

168 Le presenti circostanze esigono, per diverse ragioni, un'autentica formazione filosofica.
Infatti: a) È evidente che questi studi filosofici, sia per la loro finalità sia per le odierne circostanze che richiedono un'accurata formazione, non solo non sono alieni dalla ricerca e dalla comunicazione della fede, ma, al contrario, danno ad esse un contributo prezioso.
Conviene quindi mettere in luce sempre maggiore questa relazione nel metodo didattico, nella collaborazione fra gli insegnanti di filosofia e quelli di teologia, nella distribuzione dei trattati di ambedue le scienze, affinché i futuri sacerdoti, mediante gli studi filosofici, lungi dall'essere allontanati, quasi per forza dalla verità e dall'amore di Cristo, possano invece sperimentare che vi progrediscono.
Lo stesso Concilio Vaticano II in vari documenti, e soprattutto nella Costituzione pastorale Gaudium et spes, dimostra largamente come i sani principi della filosofia giovino nella vita socio-culturale d'oggi a conservare, fruire e promuovere i valori cristiani a beneficio di tutta l'umanità ( cfr. n. 23 ss., n. 53 ss. ).
b) Oltre alla necessaria determinazione dei metodi e delle discipline da insegnare, si deve avere chiaramente presente il fine ultimo della formazione filosofica e, come è comprovato dall'esperienza, si deve continuamente riflettere sullo stesso fine.
È, infatti, necessario che i ministri della fede abbiano acquistato un senso dell'« essere » che permetta delle affermazioni solide: una capacità di discernere la verità, di capirla e di accettarla da chiunque essa provenga.
È parimente necessario che essi acquistino un criterio veramente valido per poter opportunamente discernere e insieme apprezzare i problemi e le varie circostanze della vita d'ogni giorno.
E tutto questo si deve ottenere perché i futuri sacerdoti siano meglio preparati ad insegnare, ad instaurare un dialogo efficace, senza lasciarsi sballottare da ogni ideologia, con grave danno della loro missione.
È questa la ragione per cui la Chiesa si mostra tanto sollecita di cercare e di sperimentare, con la massima prudenza, le vie per rendere sempre più efficace la formazione filosofica nei seminari.
c) L'insegnamento della filosofia esige professori veramente preparati.
Accade, infatti, talvolta che, mancando questa specifica competenza, i giovani non imparino alcuna disciplina, non sanno scegliere rettamente fra le diverse opinioni e considerano le varie sentenze filosofiche non diversamente da un gioco.
d) Similmente, perché la formazione filosofica diventi più efficace e vantaggiosa, è necessario che cerchi di conservare stretta connessione con le questioni dibattute nel nostro tempo.
Per tale scopo, p.e., essa deve tener presente la sempre più grave propensione all'ateismo e il tentativo di staccare la fede dalla religione; i principi filosofici che mettono in crisi la vera interpretazione della parola di Dio; l'importanza che la psicologia, la sociologia e le scienze umane hanno presso gli uomini d'oggi
169 C.I.C.: Can. 251;
Decr. Optatam totius, n. 15;
cfr. Cost. past. Gaudium et spes, n. 44, n. 59;
Dichiar. Gravissimumi educationis, n. 10;
Decr. Ad gentes divinitus, n. 16;
cfr. Paolo VI, Lett. Encicl. Ecclesiam Suam, 6 agosto 1964;
S. Congregazione per l'educazione cattolica, L'insegnamento della filosofia nei seminari, 20 gennaio 1972
170 Cfr. Pio XII, Lett. Encicl. Humani generis, 22 agosto 1950;
Paolo VI, Alloc. Nous sommes, a coloro che presero parte al congresso tomistico internazionale, 10 sett. 1965: Insegnamenti, III, pp. 445 ss;
Lett. Apost. Lumen Ecclesiae, al P. Vincenzo de Cuesnongle, Maestro Generale dell'Ordine dei Predicatori, nel settimo centenario della morte di S. Tommaso d'Aquino, 20 novembre 1974;
Giovanni Paolo II, Alloc. È con senso, alla Pontificia Università S. Tommaso d'Aquino, nel centenario dell'Enciclica « Aeterni Patris », 17 novembre 1979;
Alloc. Con senso, alle autorità, ai professori e agli alunni della Pontificia Università Gregoriana, 15 dicembre 1979
171 Decr. Optatam totius, n. 15
172 Ibid.
173 Decr. Optatam totius, n. 15;
Cost. past. Gaudium et spes, n. 44, n. 62;
Pio XII, Cost. Apost. Sedes sapientiae, 31 maggio 1956: A.A.S. 48 (1956), p. 362;
Paolo VI, Alloc. Siate i benvenuti, ai partecipanti al XXXVI Convegno italiano di stomatologia, 24 ott. 1963;
Lett. Apost. Octogesima adveniens, nn. 38-40 ( 14 maggio 1971 );
Card. A. Casaroli, Lett. Sono lieto, al VII Congresso Internazionale di Studi e Relazioni Culturali ( Bergamo ), 5 settembre 1980: Insegnamenti, III, 2, pp. 541 ss
174 Conc. Vat..II, Decr. Optatam totius, n. 15;
cfr. Giovanni XXIII, Lett. Encicl. Princeps Pastorum, 28 novembre 1959