Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis

XV - Metodo d'insegnamento213

90. Si riveda periodicamente l'ordinamento delle discipline, omettendo le questioni non più attuali e sviluppando più profondamente e ampiamente quelle che continuano ad essere di attualità.

Come è già stato suggerito ( cfr. n. 80 ), non si introducano facilmente nuove discipline, ma piuttosto i nuovi problemi vengano inseriti al punto giusto nei trattati già esistenti.

I professori abbiano coscienza e volontà di formare un unico organismo: infatti, l'auspicata unità di insegnamento verrà ottenuta solo quando la stessa unità sarà già presente nei docenti.

Si preoccupino delle reciproche relazioni tra le discipline e della loro unità, affinché gli alunni imparino ed esperimentino non molte scienze, ma una sola, quella cioè della fede e del vangelo.214

Per conseguire più facilmente tale scopo, ci sia in seminario un responsabile dell'intero ordinamento degli studi.

91. Siano anche riesaminati i metodi didattici; in questo lavoro si tenga conto di quanto segue:

a) nei corsi istituzionali di tutte le discipline si deve avere, stando al parere comune dei professori, un determinato numero di lezioni per poter esporre dettagliatamente i principali punti della dottrina, per dare agli alunni le norme generali che guidino il loro studio privato e per indicare la bibliografia.

b) Si istituiscano seminari ed esercitazioni per stimolare l'attiva partecipazione degli alunni.

I professori che devono dirigere queste esercitazioni siano consci dell'importanza del loro compito, che deve essere svolto con diligenza pari a quella dovuta alle lezioni.215

c) Si favorisca il lavoro svolto in piccoli gruppi sotto la direzione di un docente, e lo studio privato guidato dai professori con frequenti colloqui, in modo che gli alunni imparino pure un metodo personale per il lavoro scientifico.

d) Infine, i candidati al sacerdozio siano introdotti a studiare con metodo scientifico i vari problemi pastorali della diocesi,216 in modo che attraverso il comune studio teologico degli avvenimenti, appaia loro più manifesto l'intimo legame tra la vita stessa, la pietà e la scienza attinta nelle lezioni; detto studio contribuisca ad una più completa preparazione teologica degli alunni.

Per poter rispondere degnamente alle istanze di tutti questi metodi e dello studio personale, è necessario che i professori siano in numero sufficiente e preparati per il loro compito.

92. Strumento necessario per lo studio sia dei professori che degli alunni è la biblioteca; un bibliotecario capace e preparato per il suo ufficio ne curi in ciascun seminario l'ordine e la conservazione.

Con l'aiuto di coloro cui compete, deve essere continuamente accresciuta mediante lo stanziamento di una somma annua fissata con liberalità.

Gli alunni siano edotti circa il metodo più moderno per far uso della biblioteca.

93. Periodicamente gli alunni devono dare prova del loro profitto negli studi con colloqui, dissertazioni scritte ad esami, il cui preciso metodo deve essere fissato dalle Conferenze Episcopali.

Indice

213 Decr. Optatam totius, n. 17
214 C.I.C: Can. 254, § 1;
Decr. Optatam totius, n. 5, n. 17;
cfr. Cost. Sacrosanctum Concilium, n. 16;
S. Congregazione per l'educazione cattolica, La formazione teologica dei futuri sacerdoti, nn. 69-71; 125
215 C.I.C.: Can. 254, § 2
216 Decr. Christus Dominus, n. 17;
cfr. Decr. Ad gentes divinitus, n. 16;
S. Congregazione per l'educazione cattolica, La formazione teologica dei futuri sacerdoti, 22 febbraio 1976, n. 59