Istruzione sui Sinodi Diocesani

Indice

III. Convocazione e preparazione del Sinodo

A. Convocazione

1. Il sinodo diocesano può essere celebrato "quando, a giudizio del Vescovo diocesano, sentito il consiglio presbiterale le circostanze lo suggeriscano".34

Resta, quindi, alla prudente scelta del Vescovo decidere la maggiore o minore frequenza di convocazione, in funzione dei bisogni della Chiesa particolare o del governo diocesano.

Tali circostanze possono essere di diversa natura:

la mancanza di un'adeguata pastorale d'insieme,

la necessità di applicare a livello locale norme od orientamenti superiori,

l'esistenza nell'ambito diocesano di problemi che richiedono soluzione,

il sentito bisogno di una più intensa operosa comunione ecclesiale, ecc.

Per valutare l'opportunità della convocazione, risultano di particolare importanza le informazioni ottenute nelle visite pastorali: esse, infatti, più di qualunque indagine o inchiesta, consentiranno al Vescovo di individuare i bisogni dei fedeli e gli indirizzi pastorali più adatti per soddisfarli.

Qualora, quindi, il Vescovo percepisca l'opportunità di convocare il sinodo diocesano, chiederà al consiglio presbiterale rappresentanza del presbiterio per aiutare il Vescovo nel governo della diocesi35 un ponderato giudizio in merito alla celebrazione e all'argomento o argomenti che dovranno venire in esso studiati.

Individuato l'argomento del sinodo, il Vescovo procederà a emanare il decreto di convocazione e ne darà annunzio alla sua Chiesa, di regola in occasione di una festa liturgica di particolare solennità.

2. "Convoca il sinodo diocesano solo il Vescovo diocesano, non chi presiede la diocesi interinalmente".36

"Se il Vescovo ha la cura di più diocesi oppure ha la cura di una come Vescovo proprio e di un'altra come Amministratore, può convocare un solo sinodo diocesano da tutte le diocesi affidategli".37

B. Commissione preparatoria e regolamento del sinodo

1. Fin dai primi momenti, il Vescovo costituisca una commissione preparatoria.

Il Vescovo sceglierà i membri della commissione preparatoria fra sacerdoti ed altri fedeli che eccellono per loro prudenza pastorale e competenza professionale, cercando di rispecchiare, per quanto possibile, la varietà dei carismi e ministeri del Popolo di Dio.

Tra di loro non manchi qualche esperto in diritto canonico e in liturgia.

Sarà compito della commissione preparatoria prestare aiuto al Vescovo principalmente nell'organizzazione e nell'offerta di sussidi per la preparazione del sinodo, nell'elaborazione del relativo regolamento, nella determinazione delle questioni da proporre alle delibere sinodali e nella designazione dei sinodali.

Le sue riunioni saranno presiedute dallo stesso Vescovo o, nel caso di suo impedimento, da un delegato.

Il Vescovo potrà disporre la costituzione di una segreteria, diretta da un membro della commissione preparatoria.

Ad essa spetterà di assistere il sinodo sotto l'aspetto organizzativo:

trasmissione e archiviazione della documentazione,

redazione dei verbali,

allestimento dei servizi logistici,

finanziamento e contabilità.

Risulterà altresì utile la costituzione di un ufficio stampa, che assicuri l'adeguata informazione dei "media" ed eviti le eventuali interpretazioni distorte sui lavori sinodali.

2. Con l'aiuto della commissione preparatoria, il Vescovo provvederà alla redazione e pubblicazione del regolamento del sinodo.38

Il regolamento dovrà stabilire, tra l'altro:

11. La composizione del sinodo.

Il regolamento assegnerà un numero concreto per ogni categoria di sinodali e determinerà i criteri per l'elezione di laici e membri di istituti di vita consacrata39 e dei Superiori degli istituti religiosi e delle società di vita apostolica.40

Nel farlo, si eviterà che una eccessiva presenza di sinodali impedisca l'effettiva possibilità di intervenire da parte di tutti.

21. Le norme circa il modo di effettuare le elezioni dei sinodali ed, eventualmente, dei titolari degli uffici da svolgere nel sinodo.

Al riguardo, si osserveranno le prescrizioni dei canoni 119, 11 e 164-179, con gli opportuni adattamenti.41

31. I diversi uffici da assolversi nell'assemblea sinodale ( presidenza, moderatore, segretario ), le varie commissioni e la loro composizione.

41. Il modo di procedere nelle riunioni, con indicazione della durata e della modalità degli interventi ( orali e scritti ) e delle votazioni ( "placet", "non placet", "placet iuxta modum" ).

L'utilità che il regolamento può avere per l'organizzazione della fase preparatoria consiglia di elaborarlo negli stadi iniziali del percorso sinodale, senza pregiudizio delle eventuali modifiche o aggiunte, che l'esperienza della preparazione potrà successivamente suggerire.

Risulta in genere conveniente procedere di seguito alla designazione dei sinodali, al fine di poter usufruire del loro aiuto nei lavori di preparazione.

C. Fasi di preparazione del sinodo

I lavori preparatori del sinodo sono tesi, innanzitutto, a facilitare al Vescovo l'individuazione delle questioni da proporre alle delibere sinodali.

Bisogna comunque rilevare la convenienza di organizzare questa fase in modo da raggiungere e coinvolgere in maniere diverse, a seconda delle circostanze le varie istanze diocesane ed iniziative apostoliche presenti nella Chiesa particolare.

Così i lavori sinodali si tradurranno in un "adeguato tirocinio pratico dell'ecclesiologia di comunione del Concilio Vaticano II",42 e inoltre i fedeli saranno ben disposti ad accettare "ciò che i Pastori, quali rappresentanti di Cristo, stabiliscono come maestri e capi della Chiesa"43 alla fine del sinodo.

Qui di seguito vengono offerti alcuni orientamenti generali sul modo di procedere, che ogni Pastore saprà adattare e completare come meglio convenga al bene della Chiesa particolare e alle caratteristiche del sinodo progettato.

1. Preparazione spirituale, catechetica e informativa

Convinto che "il segreto della riuscita del sinodo, come di ogni altro evento ed iniziativa ecclesiale è, infatti, la preghiera",44 il Vescovo inviterà tutti i fedeli, chierici, religiosi e laici, ed in particolare i monasteri di vita contemplativa, ad una "costante intenzione comune: il sinodo e i frutti del sinodo",45 che diventerà così un autentico evento di grazia per la Chiesa particolare.

Non mancherà di esortare a questo proposito i pastori d'anime, mettendo a loro disposizione gli opportuni sussidi per le assemblee liturgiche solenni e per quelle quotidiane, man mano che si svolge il cammino sinodale.

La celebrazione del sinodo offre al Vescovo un'opportunità privilegiata di formazione dei fedeli.

Si proceda, quindi, ad una articolata catechesi dei fedeli sul mistero della Chiesa e sulla partecipazione di tutti alla sua missione, alla luce degli insegnamenti del Magistero, specie di quello conciliare.

A questo fine si potranno offrire orientamenti concreti per la predicazione dei sacerdoti.

Vengano tutti anche informati sulla natura e finalità del sinodo e sull'ambito delle delibere sinodali.

Potrà servire a questo scopo la pubblicazione di un fascicolo informativo, senza trascurare l'uso dei mezzi di comunicazione di massa.

2. Consultazione della diocesi

Venga offerta ai fedeli la possibilità di manifestare le loro necessità, i loro desideri e il loro pensiero circa l'argomento del sinodo.46

Inoltre, il clero della diocesi verrà separatamente sollecitato a formulare proposte circa il modo di venire incontro alle sfide della cura pastorale.

Il Vescovo disporrà le modalità concrete di tale consultazione, procurando di raggiungere tutte le "energie vive" del Popolo di Dio che sono presenti e operanti nella Chiesa particolare:47 comunità parrocchiali, istituti di vita consacrata e società di vita apostolica, associazioni ecclesiali e raggruppamenti di rilievo, istituti d'insegnamento ( seminario, università o facoltà ecclesiastiche, università e scuole cattoliche ).

Nel provvedere con opportune indicazioni alla consultazione, il Vescovo dovrà tenere presente il pericolo talvolta purtroppo ben reale della formazione di gruppi di pressione, ed eviterà di creare negli interpellati aspettative ingiustificate sull'effettiva accettazione delle loro proposte.

3. Fissazione delle questioni

Il Vescovo procederà in seguito a fissare le questioni sulle quali verteranno le delibere.

Un modo atto a tale proposito sarà quello di elaborare dei questionari, divisi per materie, ognuno introdotto da una relazione che ne illustri il significato alla luce della dottrina e disciplina della Chiesa e delle risultanze delle consultazioni precedenti.48

Tale compito verrà affidato, sotto la direzione della commissione preparatoria, a gruppi di esperti nelle varie discipline e ambiti pastorali, che presenteranno i testi all'approvazione del Vescovo.

Infine, la documentazione approntata sarà trasmessa ai sinodali, al fine di garantirne l'adeguato studio prima dell'inizio delle sessioni.

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34 Can. 461 §1
35 Cfr. can. 495 §1
36 Can. 462 §1
37 Can. 461 §2
38 Sulla nozione di regolamento, si veda il can. 95
39 Cfr. can. 463 §1, 51
40 Cfr. can. 463 §1, 91
41 Si tenga, infatti, presente che il testo di alcuni di questi canoni lascia la libertà di disporre diversamente nel regolamento del sinodo
42 Giovanni Paolo II, allocuzione del 29 maggio 1993
43 Costituzione Dogmatica Lumen Gentium n. 37
44 Giovanni Paolo II, omelia del 3 ottobre 1992
45 Giovanni Paolo II, udienza del 27 giugno 1992
46 Cfr. can. 212 §§2 e 3
47 Cfr. Giovanni Paolo II, udienza del 27 giugno 1992
48 Si può anche procedere diversamente, ad esempio elaborando già in questa fase le bozze di documenti sinodali.
Questa scelta ha indubbi vantaggi, ma si deve anche badare al rischio di ridurre di fatto la libertà dei sinodali, che dovranno pronunziarsi su un testo praticamente pronto.