Anselmo

S. Anselmo d'Aosta

Teologo e santo ( Aosta 1033-Canterbury 1109 ); festa: 21 aprile.

Raggiunse, dopo giovanili sbandamenti, il maestro Lanfranco a Bec in Normandia, e divenne monaco ( 1063 ).

A Lanfranco succedette, oltre che come insegnante e abate a Bec, anche come arcivescovo di Canterbury ( 1093 ), ove l'attendeva un ministero segnato da conflitti con il re, che lo costrinsero due volte all'esilio, prima della feconda pacificazione degli ultimi anni della sua esistenza.

La sua riflessione teologica aprì la via alla scolastica ( v. ) con il principio articolato nel credo ut intelligam ( credo per capire ) e nel correlativo intelligo ut credam ( comprendo per credere ), traducendo la certezza della fede in evidenza razionale.

Le ragioni "necessarie" alle quali fa appello rispondono ad un equilibrato contemperamento dell'autorità della Bibbia e dei Padri con la dialettica.

La sua fama è legata alle "prove", o dimostrazioni, dell'esistenza di Dio, contenute nel Monologion ( Soliloquio, 1078 ) - a partire dai gradi di perfezione delle creature - e nel Proslogion ( Colloquio, 1079 ) - con l'"argomento ontologico", dimostrazione dell'esistenza di Dio partendo dalla constatazione che tutti gli uomini concepiscono Dio come "l'essere di cui non si può pensare nulla di maggiore": esso perciò non può esistere solo nella mente, altrimenti vi sarebbe l'esistenza di un secondo essere che esista nella realtà e nella mente.

Il Cur Deus homo ( Perché Dio si è fatto uomo, 1098 ) ha introdotto l'interpretazione della Croce come "soddisfazione vicaria": resa a Dio dall'uomo-Dio, e perciò adeguata al peccato.

Dottore della Chiesa

Magistero

Fra tali santi uno soprattutto vogliamo ora ricordare, del cui glorioso transito ricorre quest'anno l'ottavo centenario, s. Anselmo d'Aosta, dottore della chiesa, della dottrina e dei diritti della chiesa acerrimo difensore, prima quale monaco e abate in Francia, indi quale arcivescovo di Canterbury e primate in Inghilterra. Enc. Pio X
Communium rerum
21-4-1909