Bonhoeffer

Dietrich

Teologo tedesco ( Breslavia 1906 - Flossenbiirg 1945 ).

Dopo aver compiuto gli studi teologici a Tubinga e a Berlino ( 1923-28 ), divenne pastore luterano e intraprese la carriera accademica a Berlino nel 1931-32.

Dopo un periodo di attività pastorale a Londra, fu chiamato a Finkenwalde a dirigere il seminario dove si formavano i pastori della Chiesa confessante ( v. ).

Nel 1936, a causa della sua opposizione alla "Chiesa ufficiale" del Reich, fu allontanato dall'insegnamento e nel 1937 il seminario di Finkenwalde venne chiuso.

Durante gli anni '30 Bonhoeffer partecipò anche alle attività del movimento ecumenico e in questa sede sostenne il riconoscimento della Chiesa confessante da parte delle altre Chiese.

Nel 1939 si trovava negli Stati Uniti, ma allo scoppio della seconda guerra mondiale decise di ritornare in Germania, perché intendeva "vivere questo periodo della nostra storia nazionale insieme ai cristiani tedeschi".

In Germania partecipò alla resistenza contro Hitler e fu coinvolto nell'organizzazione di un complotto per eliminarlo.

Arrestato nel 1943, fu condannato a morte e il 9.IV.1945, un mese prima della fine della guerra, impiccato nel campo di concentramento di Flossenbürg.

La centralità di Cristo

Nel periodo dei suoi studi, alla scuola di A. von Harnack e E. Seeberg, Bonhoeffer recepì le esigenze positive della teologia liberale e, successivamente, subì anche l'influenza della teologia dialettica e del pensiero di Barth.

Al centro del pensiero teologico di Bonhoeffer sta la figura di Cristo.

La sua cristologia si sviluppa attorno alla questione della presenza di Cristo per noi, della sua signoria sul mondo.

La tematica cristologica trova uno sviluppo nella riflessione sull'agire cristiano, inteso come sequela ( v. ) obbediente di Cristo necessariamente implicata dalla fede ( Sequela, 1937 ) e come responsabilità in un mondo di cui si deve riconoscere la consistenza autonoma ( Etica, 1949, postumo ).

Strettamente connessa alla cristologia è anche la tematica della Chiesa, che può essere definita come il luogo del Cristo presente nel mondo ( Sanctorum Communio, 1927 ).

Il cristianesimo in un "mondo adulto"

Le lettere dal carcere di Bonhoeffer ( Resistenza e resa, 1951 ) testimoniano le riflessioni dell'ultimo periodo della sua vita.

In questi scritti hanno attirato l'attenzione soprattutto i testi nei quali Bonhoeffer descrive la condizione culturale contemporanea come quella di un mondo diventato adulto e che afferma la propria indipendenza da Dio.

Bonhoeffer interpreta positivamente questa evoluzione culturale e vi vede una sfida per il credente a vivere nel mondo "come se Dio non esistesse", superando la concezione di un Dio semplicemente funzionale a colmare i vuoti della nostra conoscenza.

Questi spunti orientati verso una interpretazione "non religiosa" del cristianesimo successivamente sono stati ripresi e sviluppati nella teologia della secolarizzazione ( v. ).

Non è però corretto elevare questa visione a criterio interpretativo dell'insieme del pensiero di Bonhoeffer.

Questo, infatti, significherebbe escludere arbitrariamente altri temi importanti della sua riflessione e dimenticare l'ispirazione di grande purezza religiosa che traspare dalla maggior parte delle lettere dal carcere.

Di particolare rilievo è l'accento da lui posto sulla necessità che i cristiani riscoprano e vivano concretamente la dimensione interpersonale e comunitaria della loro fede in Cristo.