Patristica

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I termine indica, nella storia della Chiesa, dei suoi dogmi di fede e della riflessione su di essi, il periodo dei Padri della Chiesa, un periodo di enorme importanza per la teologia.

Tradizionalmente si indicano come termini temporali della Patristica Isidoro di Siviglia ( + fine VII secolo ) per il mondo occidentale, e Giovanni di Damasco ( + c. 750 ) per il mondo orientale.

La Patristica è il periodo in cui gli stimoli e gli apporti del NT e della predicazione apostolica vengono recepiti e fissati nella cultura del tempo, greca o latina.

Chi sono i Padri

Non è facile trovare una definizione di Padri della Chiesa soddisfacente sotto ogni punto di vista.

Nel sec. II affiora come qualifica dei vescovi; nel sec. IV si estende ai maestri riconosciuti della fede.

Vincenzo di Lerins, monaco della prima metà del sec. V, credette di poterli identificare attraverso quattro note: l'antichità, la santità della vita, l'ortodossia della dottrina, l'approvazione della Chiesa.

Quanto ciascuna di queste note esige non o però verificabile con criteri precisi.

Più pertinente sembra descrivere i Padri come i testimoni autorevoli della tradizione della Chiesa antica, ponendone il termine tra il VII e l'VIII sec.

Questa data segna infatti il passaggio a una fase compilatoria ( florilegi, catene… ), che nel quadro storico complessivo e riconoscibile come sintomo letterario e teologico del concludersi di un'epoca, l'epoca antica della storia della Chiesa.

Il messaggio dei Padri

Se ora si chiede che cosa da unità alla vasta produzione dei Padri, si può agevolmente riconoscere che la natura profonda della loro opera si presenta come servizio della Parola di Dio per la fede e la vita cristiana.

Essi sono commentatori infaticabili delle Scritture, investendo in questo compito gli strumenti loro offerti dal patrimonio della cultura antica e la sapienza pedagogica maturata nell'esercizio del loro ministero pastorale.

Le domande, anche le obiezioni, rivolte alla fede dalla riflessione filosofica e dall'esperienza e mentalità religiosa del tempo, vengono accolte nella patristica come sollecitazioni a formulare il messaggio biblico nel quadro della cultura greco-romana, così da renderlo accessibile ai contemporanei e incisivo nell'evoluzione della cultura e del costume.

In tal modo esegesi, riflessione, polemica, orientamenti di vita, forma letteraria, si trovano indissolubilmente legati negli scritti dei Padri, fino a costituirne un tratto caratterizzante.

Complessivamente essi hanno dato vita all'inculturazione del messaggio evangelico all'interno del mondo greco-romano.

Questo ha anche immesso nella tradizione antica nuovi fermenti che hanno condotto ad acquisizioni importanti e tali da costituire nel tempo cardini per nuovi assetti sociali e culturali.

Si pensi, a titolo esemplificativo, all'elaborazione del concetto di persona, dapprima nell'ambito trinitario e cristologico e poi in campo antropologico e giuridico.

Sotto il profilo del contenuto, il contributo specifico dei Padri per la Chiesa dei secoli successivi si trova condensato in quattro aspetti di grande rilevanza:

la fissazione del canone delle Scritture ( già verso la fine del sec. II ),

l'elaborazione delle fondamentali professioni di fede ( il credo battesimale e niceno-costantinopolitano, abitualmente proclamato in Occidente nella celebrazione eucaristica domenicale ),

la strutturazione delle principali forme celebrative ( quella battesimale ed eucaristica in particolare )

e, infine, l'impostazione feconda del rapporto tra ragione e fede, tra l'intelligenza che vuole comprendere e la fede che domanda l'assenso.

Un tale patrimonio non blocca la Chiesa al passato; oltre che eredità esso è dinamismo che chiede di essere assunto per ogni tempo.

I Padri oggi

Oggi l'interesse per i Padri contiene notevoli promesse e possibilità, insieme a novità di approccio.

Da un lato i confini tra discipline come patrologia, patristica ( sopra segnalate ) e letteratura cristiana greca e latina antica si sono attenuati, dando ai legittimi approcci diversi un respiro di globalità; dall'altro la cura su larga scala dell'edizione critica dei testi e la loro diffusione, insieme a buone traduzioni, accompagnate da indispensabili introduzioni e note esplicative, rendono più sicura e incentivano la ricerca.

Figure come quelle di Ambrogio di Milano, Agostino d'Ippona, Gerolamo, Leone Magno e Gregorio Magno tra gli occidentali; di Atanasio e dei cappadoci ( Basilio il Grande, Gregorio Nisseno e Gregorio Nazianzeno ), di Giovanni Crisostomo, fino a Massimo il Confessore e Giovanni Damasceno tra gli orientali, appaiono, anche alla luce del loro influsso nei secoli, un capitolo assai rilevante non solo della storia della Chiesa e della teologia cristiana, ma anche della cultura e della coscienza dell'umanità.

v. Padri della Chiesa