Lettere

Indice

Lettera 150

Scritta tra la fine del 413 e l'inizio del 414.

Agostino si rallegra con le nobili vedove Proba e Giuliana per il sacro velo preso da Demetriade, rispettivamente loro nipote e figlia, e ringrazia del dono inviatogli.

Agostino saluta nel Signore Proba e Giuliana degnissime dell'onore dovuto a signore, meritatamente illustri e nobilissime figlie

1. Avete colmato di gioia il mio cuore, d'una gioia tanto più soave, quanto più grande è l'amore che vi ispira, tanto più gradita quanto più sollecita fu la prontezza a farmela giungere.

Con l'annuncio ben più fedele e più sicuro della vostra lettera avete prevenuto il volo rapidissimo della fama, che ha divulgato in un baleno e per ogni dove la consacrazione alla castità verginale di colei che vi è rispettivamente figlia e nipote, poiché in ogni luogo siete conosciute e mi avete colmato di gioia per avermi fatto conoscere un bene così eccellente, prima che potessi dubitarne, se l'avessi solamente sentito dire.

Chi potrebbe esprimere a parole, chi potrebbe dire con degne lodi quanto sia incomparabilmente più glorioso e più utile che dalla vostra famiglia Cristo abbia delle donne vergini, che non uomini insigniti del consolato il mondo?

Se è grande e glorioso vanto contrassegnare, con la dignità del proprio nome, il corso dei secoli, quanto è più grande e nobile trascorrere la vita nella integrità del cuore e del corpo?

Si rallegri dunque la fanciulla, nobile di nascita, ma ancor più per santità, d'essere destinata a conseguire in cielo, mediante la sua unione con Dio, un posto più illustre di quello che otterrebbe se fosse destinata a propagare una prole illustre mediante l'unione con un uomo.

La discendente degli Anici ha preferito di dar più lustro a una famiglia così illustre col rinunziare alle nozze, anziché moltiplicarla con nuovi discendenti, e imitare già nella carne la vita degli angeli anziché aumentare con la propria carne la vita dei mortali.

È molto più grande e feconda la felicità di crescere nella mente che divenir grossa nel ventre, risplendere per la purezza di cuore piuttosto che avere il seno gonfio di latte, procurare il cielo con le preghiere piuttosto che procreare una creatura della terra con le viscere.

O figlie degnissime dell'onore dovuto a signore, godete appieno, a causa della vostra discendente, godete della felicità che è mancata a voi: perseveri essa sino alla fine, fedele a un matrimonio che non ha fine.

Mi auguro che molte serve imitino la loro padrona, le plebee seguano l'esempio della patrizia; le donne superbe per il rango sociale imitino lei, che si innalza più delle altre per la la sua umiltà; le fanciulle che desiderano per sé la celebrità degli Anici ne scelgano la santità.

Quando mai riuscirebbero a raggiungere la celebrità degli Anici per quanto ardentemente desiderata?

Se al contrario desiderano con tutto il cuore la santità, la raggiungeranno subito.

Vi protegga la destra dell'Altissimo, vi conservi sane e salve e vi conceda ancor maggior felicità, illustrissime figlie e signore onoratissime. Saluto nella dilezione del Signore e con tutto il rispetto dovuto ai vostri meriti i vostri figli, in modo speciale colei che è più alta per santità.

Ho gradito assai il dono che m'avete inviato in occasione della professione monacale della vostra figliola.

Indice