La nube della non-conoscenza

Capitolo 47

Un buon insegnamento sulla purezza di spirito necessaria in questo lavoro: l'anima rivela il suo desiderio in una certa maniera a Dio, e in maniera del tutto differente all'uomo

Non devi meravigliarti se uso questo linguaggio infantile, che può apparire anche insensato o comunque niente affatto appropriato.

Lo faccio per diversi motivi, e poi perché mi sembra che già parecchie volte ho avvertito il bisogno di sentire, pensare e parlare in questi termini ad altri miei intimi amici in Dio, proprio come ora nei tuoi confronti.

Ecco uno dei motivi per cui ti invito a nascondere a Dio il desiderio del tuo cuore: secondo me, lo si porta a sua conoscenza ancor più chiaramente nascondendolo, che non mettendolo in mostra in un modo o nell'altro.

E questo atteggiamento è anche più vantaggioso per te, perché appaga prima il tuo desiderio.

C'è anche un altro motivo: con una rivelazione occulta di tal genere vorrei sottrarti alla violenza e superficialità dell'emozione fisica, per condurti alla purezza e profondità dell'esperienza spirituale.

E così, in definitiva, vorrei aiutarti a stringere quel legame spirituale di amore ardente tra te e Dio, in unità di spirito e armonia di volontà.

Tu sai bene che Dio è spirito; ora, chiunque vuol diventare una sola cosa con lui, deve farlo nella verità e nella profondità dello spirito, ben lontano da ogni apparenza o immaginazione corporea.

È ben vero che non c'è cosa, materiale o spirituale, che Dio non conosca, e che niente può restargli nascosto.

Ma poiché è spirito, ciò che è nascosto nel profondo dello spirito umano, Dio lo conosce ancor più chiaramente e per lui è ancor più in vista che non qualsiasi altra realtà materiale.

Per sua natura ogni realtà materiale è più lontana da Dio di qualsiasi realtà spirituale.

Per questo motivo il nostro desiderio, durante tutto il tempo in cui si accompagna a elementi di natura fisica - come avviene quando mettiamo contemporaneamente sotto sforzo e in tensione il nostro corpo e il nostro spirito -, è più lontano da Dio di quanto non sarebbe se scaturisse da maggior devozione e ardore, ma in sobrietà, purezza e profondità di spirito.

Ed eccoti qui spiegato, almeno in parte, il motivo per cui ti consiglio di mascherare e nascondere a Dio, un po' come fanno i bambini a nascondino, l'impulso pressante del tuo desiderio.

Nello stesso tempo, però, non ti dico di nasconderlo completamente: sarebbe roba da pazzi darti un consiglio di questo genere, perché è assolutamente impossibile metterlo in pratica.

Ma quel che ti raccomando è di mettercela tutta per nascondere il tuo desiderio.

Perché mai ti dico questo?

Perché vorrei che tu lo cacciassi nelle profondità del tuo spirito, ben lontano da ogni possibilità di contaminazione con la materia, che lo renderebbe meno spirituale, e quindi sempre più distante da Dio.

E inoltre so bene che più la tua anima diventa spirituale, meno subisce l'influsso delle realtà materiali e quindi si avvicina sempre più a Dio, diviene più piacevole e più chiara ai suoi occhi.

Però non è Dio, eternamente immutabile, a vedere qualcosa in modo più chiaro in un certo momento piuttosto che in un altro; ma è la tua anima che si fa più simile a lui, quando vive in purezza di spirito, dal momento che egli stesso è spirito.

E c'è un altro motivo per cui ti dico di fare il possibile perché egli non sappia qual è il tuo desiderio.

Io, tu e noi tutti, siamo così pronti a intendere in termini materiali anche quel che viene detto in senso spirituale, che se ti avessi comandato di manifestare a Dio il desiderio intenso del tuo cuore, forse l'avresti espresso in maniera fisica, a gesti, o a voce, o a parole, o in qualche altra rozza manifestazione corporea, allo stesso modo, cioè, con cui riveli a un amico una cosa celata nel cuore; a questo punto il tuo lavoro non sarebbe stato più puro.

In effetti, c'è un modo con cui si manifestano le cose agli uomini, e ce n'è un altro con cui si manifestano a Dio.

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