Supplemento alla III parte

Indice

Articolo 3 - Se l'impassibilità impedisca nei corpi gloriosi l'esercizio dei sensi

Pare che l'impassibilità impedisca nei corpi gloriosi l'esercizio dei sensi.

Infatti:

1. « Sentire è un certo patire », come dice il Filosofo [ De anima 2,11 ].

Ora, i corpi gloriosi saranno impassibili.

Quindi neppure potranno sentire.

2. La mutazione fisica precede quella psichica, come l'essere fisico precede l'essere intenzionale.

Ma i corpi gloriosi, a motivo della loro impassibilità, non subiranno trasmutazioni fisiche.

Perciò neppure subiranno la trasmutazione psichica richiesta per la sensazione.

3. In ogni sensazione, a ogni nuova impressione si produce un nuovo giudizio.

Ma dopo la risurrezione non ci saranno nuovi giudizi: poiché « allora non ci saranno pensieri fluttuanti » [ Agost., De Trin. 15,16.26 ].

Quindi non ci saranno sensazioni in atto.

4. Quando l'anima esercita attualmente una data facoltà, è meno attenta alle funzioni delle altre.

Ma allora l'anima sarà tutta presa dall'atto della facoltà intellettiva, con la quale contemplerà Dio.

Quindi in nessun modo attenderà alle funzioni delle potenze sensitive.

In contrario:

1. Nell'Apocalisse [ Ap 1,7 ] si legge: « Ogni occhio lo vedrà ».

Quindi allora ci sarà l'esercizio dei sensi.

2. Il Filosofo [ De anima 1,2 ] insegna che « un corpo animato si distingue da un corpo inanimato per la sensazione e per il moto ».

Ma allora non mancherà l'esercizio del moto: poiché, come si legge nella Sapienza [ Sap 3,7 ], « [ i giusti ] correranno come le scintille in un canneto ».

Quindi non mancherà neppure l'esercizio dei sensi.

Dimostrazione:

Tutti ammettono che nei corpi dei beati ci sarà la sensazione.

Altrimenti la vita corporea dei santi dopo la risurrezione sarebbe più simile al sonno che alla veglia.

Il che non si addice a quello stato di perfezione: poiché nel sonno il corpo non è nel suo atto vitale ultimo, essendo il sonno, come dice Aristotele [ Ethic. 1,13 ] « una vita a metà ».

Però molte sono le opinioni circa il modo in cui avverrà la sensazione.

Alcuni infatti affermano che non ci sarà la sensazione mediante una ricezione di immagini a partire dalle realtà sensibili, ma piuttosto mediante un'emissione: poiché i corpi gloriosi saranno impassibili, e quindi « refrattari a impressioni estranee » [ q. 74, a. 4, s. c. 1 ], molto più dei corpi celesti.

Ma ciò non è ammissibile.

Poiché nella risurrezione la natura specifica resterà identica nell'uomo e in tutte le sue parti.

Ora, la natura del senso è di essere una potenza passiva, come dimostra il Filosofo [ De anima 2,5 ].

Se quindi nella risurrezione i santi dovessero sentire mediante un'emissione, piuttosto che mediante una ricezione, i loro sensi non sarebbero delle potenze passive, ma attive.

E allora non sarebbero della medesima specie dei sensi attuali, ma sarebbero delle facoltà nuove concesse ai santi: poiché come la materia non diventerà mai forma, così una potenza passiva non diventerà mai attiva.

Per questo altri dicono che i sensi eserciteranno le loro funzioni mediante una ricezione, ma non a partire dai corpi sensibili esterni, bensì per un efflusso delle facoltà superiori: nel senso cioè che come adesso le facoltà superiori ricevono il loro oggetto dalle inferiori, così al contrario allora le facoltà inferiori lo riceveranno dalle superiori.

Ma questo modo di ricezione non è sufficiente a dare una vera sensazione.

Poiché ogni potenza passiva in forza della sua natura specifica è proporzionata a un principio attivo speciale: infatti la potenza in quanto tale dice ordine al proprio agente correlativo.

Essendo quindi l'agente proprio correlativo alla sensazione la realtà esistente fuori dell'anima, e non la sua rappresentazione esistente nella fantasia o nella ragione, se l'organo della sensazione non è mosso dalle realtà esterne, ma dalla fantasia o da altre facoltà superiori, il suo non sarà un vero sentire.

Infatti parlando dei pazzi e degli altri alienati di mente, nei quali la forza dell'immaginativa imprime le immagini negli organi dei sensi nel modo suddetto, non diciamo che sentono realmente, ma che hanno l'impressione di sentire.

Perciò dobbiamo concludere, con altri, che la sensazione dei corpi gloriosi avverrà mediante l'influsso delle realtà esistenti fuori dell'anima.

Si noti però che gli organi sensitivi vengono trasmutati dalle cose esistenti fuori dell'anima in due modi.

Primo, con una trasmutazione fisica; e ciò avviene quando l'organo subisce la medesima qualità fisica della realtà esterna, la quale agisce su di esso: come quando la mano diventa calda o bruciata per il contatto con una cosa calda, oppure odorifera per il contatto con una cosa profumata.

Secondo, con una trasmutazione spirituale: e ciò avviene quando una qualità sensibile viene ricevuta nell'organo secondo il proprio essere spirituale, che è l'immagine oppure l'idea della qualità, e non la qualità stessa: come quando la pupilla riceve l'immagine della bianchezza senza diventare bianca.

Ora, di per sé non è il primo tipo di ricezione a causare la sensazione: poiché, come dice Aristotele [ De anima 2,12 ], « il senso è fatto per ricevere le specie » della materia « senza la materia », cioè senza la materialità che esse hanno fuori dell'anima.

E questo tipo di ricezione trasmuta la natura di chi la riceve, poiché la qualità viene ricevuta secondo il suo essere materiale.

Perciò una tale ricezione va esclusa nei corpi gloriosi, mentre ci sarà in essi la seconda, che per se stessa causa l'atto della sensazione, e non altera la natura di chi la riceve.

Analisi delle obiezioni:

1. Come si è già spiegato [ nel corpo ], con la passione che si riscontra nell'esercizio dei sensi, che è un ricevere di ordine conoscitivo, il corpo non viene alterato nelle sue qualità naturali, ma viene perfezionato spiritualmente.

Perciò l'impassibilità dei corpi gloriosi non esclude una simile passione.

2. Tutto ciò che è passivo riceve l'azione dell'agente in conformità con la propria natura.

Se quindi una cosa è fatta per ricevere una trasmutazione fisica e insieme spirituale, allora la trasmutazione fisica precede quella spirituale, come l'essere fisico precede l'essere intenzionale.

Se invece è fatta per essere trasmutata solo spiritualmente, allora non è necessario che lo sia anche fisicamente.

Come l'aria non è fatta per ricevere il colore secondo il suo essere fisico, ma secondo il suo essere spirituale, e quindi viene trasmutata solo in questo modo, mentre al contrario i corpi inanimati vengono alterati dalle qualità sensibili solo fisicamente, e non spiritualmente.

Ora, nei corpi gloriosi non ci potrà essere alcuna trasmutazione fisica: quindi in essi ci sarà solo una trasmutazione spirituale.

3. Con l'esercizio della sensibilità, come ci saranno nuove ricezioni di specie nei vari organi sensitivi, così ci saranno nuovi giudizi del senso comune, ma non nuovi giudizi dell'intelletto in proposito: come avviene in chi vede una cosa che già conosceva.

Ora, l'affermazione di S. Agostino, che esclude « pensieri fluttuanti », si riferisce alle facoltà intellettive.

Essa quindi non è a proposito.

4. Quando di due cose l'una è la ragione dell'altra, l'attenzione dell'anima verso l'una non impedisce né riduce la sua attenzione per l'altra.

Come il medico nell'esaminare l'urina non pensa di meno, ma di più ancora alle regole della sua arte circa i colori delle urine.

E poiché Dio viene contemplato dai santi come la ragione di quanto essi compiono e conoscono, così il loro interessamento per le realtà sensibili, o per le altre cose da considerare o da compiere, in nessun modo impedisce loro la contemplazione di Dio, e viceversa.

Oppure si può anche rispondere che una facoltà viene ostacolata nelle sue funzioni quando un'altra viene applicata intensamente per il fatto che una data facoltà di per sé non basta a un'operazione così intensa senza che il principio vitale influisca convogliando su di essa l'energia sparsa nelle altre potenze o nelle altre membra.

Ma poiché nei santi tutte le facoltà saranno perfettissime, ognuna potrà agire intensamente senza essere di impedimento alle altre: esattamente come avveniva anche in Cristo.

Indice