Don Gaetano Franci salesiano sacerdote

Un "Artefice" della "Messa del Povero"
( * 12 marzo 1926 Pisa - † 3 gennaio 2014 Torino )

Un altro Artefice delle Opere scaturite o animate dal messaggio di fr. Teodoreto e fra Leopoldo ci ha lasciati da questo mondo, ma per continuare, più intensa, la sua vicinanza e assistenza dal Cielo.

Invero don Franci è stato uno degli autentici e appassionati artefici della Messa del Povero, non solo per l'attività perenne - non vedo come diversamente definire una piena disponibilità protrattasi per quasi mezzo secolo, 47 anni per la precisione - ma per lo zelo, la dedizione e la passione con cui si dedicava ai Poveri, nonché ai Volontari operatori, con la celebrazione della Messa, la confessione, il consiglio, l'assistenza e anche il servizio a tavola.

Iniziò questa sua missione quando la Messa del Povero aveva sede in via Colombini ( nella zona precollinare di Torino ) presso l'Opera Pia Lotteri, allora condotta dalle Figlie della Carità di S. Vincenzo, fondatrici, con alcuni Sacerdoti, di questa benemerita iniziativa, che oltre alla refezione consente la partecipazione alla Messa e la fruizione di assistenza.

Tra le Figlie della Carità vi era allora suor Caterina, cui successe suor Vincenza, altro Angelo dell'Opera, e sua stretta collaboratrice.

Il servizio agli ospiti e anche l'assistenza caritativa era svolta dai Catechisti del Crocifisso, i figli spirituali di fr. Teodoreto, allora diretti dal dr. Tessitore, con cui don Franci ebbe stretti e fraterni rapporti.

Lo ricordo ancora, il giovane don Gaetano, quando percorreva a piedi via Villa della Regina, per recarsi ogni domenica e solennità liturgica a celebrare la Messa, magari percorrendo il cammino nella conversazione con i suoi dilettissimi Poveri.

Trasferitasi l'Opera presso il Centro Andrea ( sempre nella zona pre-collinare in Largo Tabacchi ) per iniziativa di fr. Gustavo delle scuole cristiane, l'altro grande Artefice dell'Opera, in cui da tempo era inserito nella sua veste di Assessore dell'Unione Catechisti, e dotatosi il servizio di un provvidenziale e folto gruppo di giovani, denominati dallo stesso fr. Gustavo Volontari Lasalliani, don Franci si è dedicato con tutto il suo zelo sacerdotale, anche alla loro formazione spirituale, in spirito di profonda amicizia e fraternità.

La sua vicinanza con le Volontarie e i Volontari era familiare e rispettosa, e il suo esempio animava al servizio.

Era solito dire loro: « Voi siete particelle di Gesù.

La vostra testimonianza sarà incisiva se vivrete la sua Parola in mezzo ai Poveri ».

Si sentiva veramente parte della famiglia "Messa del Povero": sempre presente ai matrimoni che coronavano il servizio di tanti Volontari, e così pure al battesimo dei loro figli.

La sua forte fede e l'intensa carità trapelavano spontaneamente, ed erano avvertite anche da quelli astanti che parevano lontani.

In particolare durante le omelie - sempre seriamente preparate, quali autentica catechesi per uditori talora sprovveduti - specialmente nel periodo pasquale, quando parlava di Gesù sofferente, si commuoveva, talora anche con qualche lacrima.

Questo comportamento attirava l'attenzione degli astanti, segnatamente degli immigrati da Paesi in cui era stato avversato o soppresso il culto religioso, i quali stupiti e profondamente toccati erano soliti ripetere: "Questo prete crede veramente in ciò che dice!".

Si aveva pertanto la convinzione che, sebbene non sempre operassero le parole dell'omelia, per quelli che non comprendevano correttamente l'italiano, in Lui operasse il dono delle lacrime a toccare direttamente i cuori, e suscitare dallo stupore iniziale in alcuni il desiderio di conoscere Gesù e ricevere il Battesimo.

Va altresì sottolineato come a don Franci fosse molto gradita la confluenza nella "Messa del Povero" di vari Enti ecclesiali - le Figlie della Carità, il Clero secolare, i Fratelli delle scuole cristiane, l'Unione Catechisti e i Volontari Lasalliani, le suore dell'istituto di Nostra Signora, vari laici, e Lui per i Salesiani - nonché la collaborazione del Comune: sosteneva che tale realtà rispecchiasse l'ecumenismo della Chiesa.

In breve, il Signore si è avvalso di Lui per somministrare a quanti ne avevano necessità - dai cosidetti "barboni", agli immigrati, agli operatori, a chi comunque frequentasse l'Opera - il Pane eucaristico, il pane della Parola e il pane quotidiano, anche questo da Lui servito, come già accennato sopra.

Ma don Franci non ha esaurito la sua missione nella "Messa del Povero".

In sintesi, come riportato nel ricordino approntato dai suoi Confratelli, è stato « vero sacerdote salesiano, consacrato totalmente a Dio per i giovani.

Visse povero e a servizio dei poveri.

Intelligente e arguto dedicò le sue doti di ingegnere alla scuola e all'insegnamento, soprattutto ai giovani della formazione professionale.

Preciso e puntuale nel compimento dei propri doveri, dispensò la misericordia del Signore ed insegnò ad amare la Madonna ».

V. M.

Don Franci con alcuni Volontari della Messa del Povero.

Alla sua sinistra si intravede suor Vincenza