La Messa del Povero

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Le origini di un'Opera delle Figlie della Carità e dell'Unione Catechisti

1. La catechesi e la refezione ai bisognosi

Come abbiamo già più volte osservato, la peculiarità di quest'opera caritativa verso i bisognosi sta nel fatto che prima di ogni intervento assistenziale, essenzialmente l'erogazione del pasto domenicale, viene proposto, per chi lo desidera, un atto di culto religioso ed una preghiera, ossia la S. Messa e l'Adorazione a Gesù Crocifisso, ad attestazione di come il primo pane di cui ogni uomo necessiti sia la Parola di Dio e il Pane eucaristico.

La fedeltà e l'approfondimento dei valori cui s'ispira quest'Opera passa, anzi parte dalla catechesi che gli operatori offrono, tale da qualificarli, prima ancora che "Volontari", degli autentici "Catechisti".

E per consolidare tali principi in convinzioni che orientino gli atti di carità prestati ai bisognosi, riteniamo opportuno risalire alle origini della Messa del Povero, riportando uno scritto del ven. fr. Teodoreto, riconosciuto da tutti come il fondatore e l'animatore della benemerita iniziativa, se effettivamente si intenda conservarne lo spirito animatore.

2. Uno scritto di fr. Teodoreto sulle origini dell'Opera1

Il giorno 16 settembre 1918, Fra Leopoldo aveva scritto nel suo Diario: « I giovani della pia Unione, pieni di zelo per amor di Dio e del prossimo, domandano di andare a visitare i poveri, i sofferenti, e, per quanto potranno, soccorrerli.

Venuto da me, verso le ore 5 del pomeriggio, il Fratello Teodoreto mi parlò di tale domanda e mi disse di pregare il Signore perché si degni di consigliarci ciò che dobbiamo fare.

Pregai durante la Benedizione del SS. Sacramento e Gesù mi fece intendere che nell'Adorazione-Divozione in cella mi avrebbe detto quello che si deve fare.

Così feci: la sera incominciai la preghiera dell'Adorazione alla Piaga della Mano destra.

Non avevo ancora finito tale preghiera che Gesù mi disse: "Io non voglio che i giovani vengano trascurati per fare un altro bene; ma compiuta la loro educazione nella pietà e nella via del Cielo, e finito il santo esercizio per la formazione dei giovani Catechisti, facciano pure opere di carità come quella di aiutare il prossimo nell'anima e nel corpo; tutto serve per accumulare un bei corredo per l'eterna felicità celeste" ».

Si aspettò realmente che i giovani Catechisti fossero interamente formati e si venne al compimento di quel desiderio nelle circostanze provvidenziali descritte nel seguente tratto del Bollettino dell'Unione Catechisti.

« Tra le opere che la carità cristiana seppe far sorgere in favore dei diseredati, si deve annoverare anche la "Messa del Povero".

A Torino, nel 1928, la compianta Suor Luisa Beltramo, superiora delle Figlio della Carità di via Villa della Regina, 21, consigliata e sostenuta dal Rev. Canonico Stefano Bertola, incominciò a raccogliere alcuni mendicanti nei giorni festivi per farli assistere alla S, Messa e ascoltare dal celebrante qualche parola di conforto.

Dopo la funzione religiosa distribuiva loro minestra e pane ».

« I clienti crebbero ben presto di numero, fin verso il centinaio e le difficoltà si moltiplicarono.

La buona Suora chiamò in aiuto le sue Consorelle, ma non bastando le sole risorse della casa a tanta gente, bisognò far appello alla beneficenza pubblica ».

« Nuove energie - Sorgeva inoltre la questione disciplinare formativa: come avrebbero potuto le buone Suore guidare un centinaio di uomini e svolgere su di essi un'efficace azione educativa?

Si imponeva la presenza di uomini e furono quindi chiamati in aiuto i Catechisti del SS. Crocifisso e di Maria SS. Immacolata, fondati dai Fratelli delle Scuole Cristiane e da Fra Leopoldo Maria Musso O. F. M. ».

« I Catechisti vennero: un gruppetto di Catechisti associati, già esperti nel trattare coi poveri per un lungo esercizio nelle Conferenze di S. Vincenzo.

Essi poterono sviluppare e completare l'opera con varie iniziative che li portarono ad un maggior contatto con gli assistiti e permisero di aiutarli più efficacemente in tutte le loro necessità spirituali e materiali.

Inoltre poterono aprire una nuova Sezione nella parte opposta della città, in via Saccarelli 2, presso la Casa di Misericordia, aumentando il numero degli assistiti da un centinaio ad oltre duecento.2

In entrambe le Sezioni i poveri assistono alla S. Messa, ricevono l'istruzione religiosa e, quando è possibile, un'abbondante refezione calda ».

« Assistenza multiforme. - Poi i Catechisti si trasformano in barbieri e prestano servizio di barba e capelli a questa gente, ispida, e per ordinario trascurata, che per l'azione prestata assume tosto un più decente e gradevole aspetto ».

« Intanto, mentre i Catechisti barbieri lavorano e parlano coi loro clienti, ascoltandone le confidenze che la circostanza favorisce, altri apprestano un servizio di farmacia per medicare ferite; altri rammendano scarpe e abiti, anche col valido aiuto di Zelatrici; altri ancora svolgono l'opera di segretari prendendo nota di richieste svariate, come ricerca di lavoro o di ricovero, provvista di documenti, ecc. ».

« Nei casi più gravi l'assistenza è prolungata anche fuori della riunione festiva.

I poveri infermi sono visitati e in punto di morte assistiti da una compagnia appositamente costituita, alla quale partecipano gli stessi poveri, istruiti al soccorso vicendevole ».

« Nuovo campo. - Nel 1941, allo scopo di soccorrere tutti i mendicanti della città, i Catechisti pensarono di portare la loro opera anche al rifugio municipale di via Moncrivello che è come la città dei poveri ».

« Quel rifugio che rappresenta una magnifica provvidenza per gli accattoni, onora la città di Torino.

Vi mancava però l'assistenza religiosa ed è questa che i Catechisti desideravano portare ».

« Le autorità municipali accolsero volentieri la richiesta e oggi l'assistenza religiosa agli ospiti del rifugio cittadino è un fatto compiuto.

In un salone del rifugio si celebra nei dì festivi la S. Messa durante la quale il celebrante non manca di rivolgere parole appropriate al folto uditorio di circa 300 poveri, molti dei quali si accostano ai Santi Sacramenti.

Speciali cure si hanno dei bambini, fra cui molti furono preparati alla prima Comunione e alla S. Cresima ».

3. La catechesi e l'assistenza svolta oggi dai Volontari-Catechisti

Sin qui la testimonianza del ven. fr. Teodoreto, tratta dal libro sopra citato.

Attualmente l'Associazione Messa del Povero opera nella cappella-salone di Largo Tabacchi, denominata centro Andrea, alle pendici della collina torinese, proprio presso i capolinea dei bus 56 e 75.

Oltre alla Messa domenicale, cui segue l'abbondante pranzo, erogato mediamente a 150 ospiti, è prevista un'attività di accoglienza al giovedì pomeriggio, con alfabetizzazione e con refezione, ad una sessantina di giovani.

L'animazione dell'Opera è la "carità", attraverso la testimonianza degli operatori, le proposte liturgiche e religiose nei confronti di chi intenda accettarle, ed un profondo spirito di solidarietà, nella somministrazione dei cibi, ma anche nell'istruzione e negli aiuti che vengono prestati secondo le concrete possibilità.

Fondamentale perché l'Opera perseveri è mantenersi fedele al carisma donato da fr. Teodoreto attraverso la Unione Catechisti da Lui fondata, per cui l'anima di ogni attività scaturisce dall'Adorazione a Gesù Crocifisso, motivazione di ogni atto di solidarietà, e soprattutto attestazione dell'amore di Dio per ogni uomo.

Per questo, come abbiamo sopra evidenziato, i Volontari della Messa del Povero sono essenzialmente Catechisti, poiché annunciano Gesù, e Gesù Crocifisso.


1 Da "Nell'intimità del Crocifisso", 3° edizione 1984, pagg, 238-240

2 Il numero dei presenti raggiunse nel 1958 i trecento.