Supplemento alla III parte

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Articolo 4 - Se sopra l'ordine del sacerdozio debba esistere un potere episcopale

Pare che sopra l'ordine del sacerdozio non debba esistere un potere episcopale.

Infatti:

1. Come dice il testo delle Sentenze [ 4,24,11 ], « l'ordine sacerdotale deriva da Aronne ».

Ma nell'antica legge nessuno era superiore ad Aronne.

Quindi neppure nella nuova legge ci deve essere un potere sopra quello sacerdotale.

2. L'ordine dei poteri corrisponde a quello delle funzioni.

Ora, nessuna funzione sacra può essere superiore all'atto di consacrare il corpo di Cristo, a cui è ordinato il potere sacerdotale.

Perciò sopra di questo non ci deve essere il potere episcopale.

3. Il sacerdote nell'offrire il sacrificio rappresenta nella Chiesa la persona di Cristo, il quale offrì se stesso al Padre.

Ora, nella Chiesa nessuno è superiore a Cristo: poiché « egli è il capo della Chiesa » [ Ef 1,22; Ef 5,23 ].

Quindi non ci deve essere un potere superiore a quello sacerdotale.

In contrario:

1. Quanto più un potere è esteso, tanto più è grande.

Ora il potere sacerdotale, come insegna Dionigi [ De eccl. hier. 5,1,7 ], giunge soltanto a « purificare » e a « illuminare », mentre l'episcopale giunge a « perfezionare ».

Perciò sopra il potere sacerdotale c'è quello episcopale.

2. I ministeri divini devono essere più ordinati di quelli umani.

Ma l'ordine degli uffici umani esige che a ciascun ufficio sia preposta una persona che sia il capo di tale ufficio: come ai soldati viene preposto il comandante supremo.

Perciò anche ai sacerdoti deve essere preposta una persona che sia il principe dei sacerdoti.

E questi è il vescovo.

Quindi sopra il sacerdozio ci deve essere il potere episcopale.

Dimostrazione:

Il sacerdote, come si è visto [ q. 37, aa. 2,4 ], ha due funzioni: una principale, che consiste nel consacrare il corpo reale di Cristo, l'altra secondaria, che consiste nel preparare il popolo a ricevere questo sacramento.

Rispetto alla prima il sacerdote non dipende da alcun potere superiore, all'infuori di quello divino.

Invece rispetto alla seconda egli dipende da un potere anche umano.

Ogni potere infatti che non può procedere all'atto se non rispettando certe condizioni, dipende da quel potere da cui tali condizioni vengono poste.

Ora, il sacerdote non può sciogliere e legare che in forza della giurisdizione concessa da un prelato, con la quale gli siano sottoposti coloro che egli deve assolvere.

Invece può consacrare qualsiasi materia determinata da Cristo, e non si richiede altro per la validità del sacramento; sebbene per un motivo di congruenza si presupponga la consacrazione dell'altare, delle vesti e di altre cose da parte del vescovo.

Perciò è evidente che al disopra del potere sacerdotale ci deve essere quello episcopale rispetto alla funzione secondaria del sacerdozio, non rispetto a quella primaria.

Analisi delle obiezioni:

1. Aronne era sacerdote e pontefice [ Es 25,19 ], cioè « principe dei sacerdoti » [ Isid., Etym. 8,12 ].

Perciò da lui ebbe origine il potere sacerdotale in quanto era egli stesso un sacerdote che offriva sacrifici: il che era concesso anche ai sacerdoti inferiori [ Eb 9,9 ].

Ma ciò non derivò da lui in quanto pontefice: poiché grazie a tale potere egli aveva la facoltà di compiere certe cose che agli altri non erano permesse, come « entrare una volta all'anno nel santo dei santi » [ Eb 9,7 ].

2. Non ci può essere un potere più alto rispetto alla funzione suddetta, ma ci può essere rispetto alle altre, come si è spiegato [ nel corpo ].

3. Come le perfezioni di tutte le creature preesistono in Dio che ne è la causa esemplare, così Cristo fu l'esemplare di tutti i ministeri ecclesiastici.

Perciò qualsiasi ministro della Chiesa sotto un certo aspetto rappresenta Cristo, come dice il testo delle Sentenze [ 4,24,1 ]; ed è superiore quel ministro che lo rappresenta con maggiore perfezione.

Ora, il sacerdote rappresenta Cristo in quanto questi compì personalmente un ministero sacro, mentre il vescovo lo rappresenta in quanto istituì ministri altre persone e fondò la Chiesa.

Infatti al vescovo spetta deputare persone e cose al servizio di Dio, quasi stabilendo il culto divino a immagine di Cristo.

Per questo il vescovo, come anche Cristo [ Mt 9,15; Gv 3,29 ], viene denominato in modo speciale sposo della Chiesa.

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