Levitico

Indice

Capitolo 13

CEI 2008 - Audio - Interconfessionale

Lebbra umana

A. Tumore, pustola e macchia

1 Il Signore aggiunse a Mosè e ad Aronne:
Dt 24,8-9
Nm 12,10-15
2 « Quando uno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.
3 Il sacerdote esaminerà la piaga sulla pelle del corpo; se il pelo della piaga è diventato bianco e la piaga appare depressa rispetto alla pelle del corpo, è piaga di lebbra; il sacerdote, dopo averlo esaminato, dichiarerà quell'uomo immondo.
4 Ma se la macchia sulla pelle del corpo è bianca e non appare depressa rispetto alla pelle e il suo pelo non è diventato bianco, il sacerdote isolerà per sette giorni colui che ha la piaga.
5 Al settimo giorno il sacerdote l'esaminerà ancora; se gli parrà che la piaga si sia fermata senza allargarsi sulla pelle, il sacerdote lo isolerà per altri sette giorni.
6 Il sacerdote, il settimo giorno, lo esaminerà di nuovo; se vedrà che la piaga non è più bianca e non si è allargata sulla pelle, dichiarerà quell'uomo mondo: è una pustola.
Quegli si laverà le vesti e sarà mondo.
7 Ma se la pustola si è allargata sulla pelle, dopo che egli si è mostrato al sacerdote per essere dichiarato mondo, si farà esaminare di nuovo dal sacerdote;
8 il sacerdote l'esaminerà e se vedrà che la pustola si è allargata sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà immondo: è lebbra.

B. Lebbra inveterata

9 Quando uno avrà addosso una piaga di lebbra, sarà condotto al sacerdote,
10 ed egli lo esaminerà; se vedrà che sulla pelle c'è un tumore bianco, che questo tumore ha fatto imbiancare il pelo e che nel tumore si trova carne viva,
11 è lebbra inveterata nella pelle del corpo e il sacerdote lo dichiarerà immondo; non lo terrà isolato, perché certo è immondo.
12 Se la lebbra si propaga sulla pelle in modo da coprire tutta la pelle di colui che ha la piaga, dal capo ai piedi, dovunque il sacerdote guardi,
13 questi lo esaminerà; se vedrà che la lebbra copre tutto il corpo, dichiarerà mondo colui che ha la piaga: essendo tutto bianco è mondo.
14 Ma quando apparirà in lui carne viva, sarà chiamato immondo.
15 Il sacerdote, vista la carne viva, lo dichiarerà immondo; la carne viva è immonda: è lebbra.
16 Ma se la carne viva ridiventa bianca, egli vada dal sacerdote e il sacerdote lo esaminerà;
17 se vedrà che la piaga è ridiventata bianca, il sacerdote dichiarerà mondo colui che ha la piaga: è mondo.

C. Ulcera

18 Quando uno ha avuto sulla pelle della carne un'ulcera che sia guarita
19 e poi, sul luogo dell'ulcera, appaia un tumore bianco o una macchia bianca, rosseggiante, quel tale si mostrerà al sacerdote,
20 il quale l'esaminerà e se vedrà che la macchia è depressa rispetto alla pelle e che il pelo è diventato bianco, il sacerdote lo dichiarerà immondo; è una piaga di lebbra che è scoppiata nell'ulcera.
21 Ma se il sacerdote, esaminandola, vede che nella macchia non ci sono peli bianchi, che non è depressa rispetto alla pelle e che si è attenuata, il sacerdote lo isolerà per sette giorni.
22 Se la macchia si allarga sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà immondo: è una piaga di lebbra.
23 Ma se la macchia è rimasta allo stesso punto, senza allargarsi, è una cicatrice di ulcera e il sacerdote lo dichiarerà mondo.

D. Scottatura

24 Quando uno ha sulla pelle del corpo una scottatura prodotta da fuoco e su questa appaia una macchia lucida, bianca, rossastra o soltanto bianca,
25 il sacerdote l'esaminerà; se vedrà che il pelo della macchia è diventato bianco e la macchia appare depressa rispetto alla pelle, è lebbra scoppiata nella scottatura.
Il sacerdote lo dichiarerà immondo: è una piaga di lebbra.
26 Ma se il sacerdote, esaminandola, vede che non c'è pelo bianco nella macchia e che essa non è depressa rispetto alla pelle e si è attenuata, il sacerdote lo isolerà per sette giorni.
27 Al settimo giorno il sacerdote lo esaminerà e se la macchia si è diffusa sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà immondo: è una piaga di lebbra.
28 Ma se la macchia è rimasta ferma nella stessa zona e non si è diffusa sulla pelle, ma si attenuta, è un tumore di bruciatura; il sacerdote lo dichiarerà quel tale mondo, perché si tratta di una cicatrice della bruciatura.

E. Affezioni del cuoio capelluto

29 Quando un uomo o una donna ha una piaga sul capo o nella barba,
30 il sacerdote esaminerà la piaga; se riscontra che essa è depressa rispetto alla pelle e che c'è del pelo gialliccio e sottile, il sacerdote lo dichiarerà immondo: è tigna, lebbra del capo o della barba.
31 Ma se il sacerdote, esaminando la piaga della tigna, riscontra che non è depressa rispetto alla pelle e che non vi è pelo scuro, il sacerdote isolerà per sette giorni colui che ha la piaga della tigna.
32 Se il sacerdote, esaminando al settimo giorno la piaga, vedrà che la tigna non si è allargata e che non v'è pelo gialliccio e che la tigna non appare depressa rispetto alla pelle,
33 quel tale si raderà, ma non raderà il luogo dove è la tigna; il sacerdote lo terrà isolato per altri sette giorni.
34 Al settimo giorno, il sacerdote esaminerà la tigna; se riscontra che la tigna non si è allargata sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà mondo; egli si laverà le vesti e sarà mondo.
35 Ma se, dichiarato mondo, la tigna si è allargata sulla pelle,
36 il sacerdote l'esaminerà; se nota che la tigna si è allargata sulla pelle, non cercherà se vi è il pelo giallo; quel tale è immondo.
37 Ma se vedrà che la tigna si è fermata e vi è cresciuto il pelo scuro, la tigna è guarita; quel tale è mondo e il sacerdote lo dichiarerà tale.

F. Esantema

38 Quando un uomo o una donna ha sulla pelle del corpo macchie lucide, bianche,
39 il sacerdote le esaminerà; se vedrà che le macchie sulla pelle del loro corpo sono di un bianco pallido, è una eruzione cutanea; quel tale è mondo.

G. Calvizie

40 Chi perde i capelli del capo è calvo ma è mondo.
41 Se i capelli gli sono caduti dal lato della fronte, è calvo davanti, ma è mondo.
42 Ma se sulla calvizie del cranio o della fronte appare una piaga bianca tendente al rosso, è lebbra scoppiata sulla calvizie del cranio o della fronte;
43 il sacerdote lo esaminerà; se riscontra che il tumore della piaga nella parte calva del cranio o della fronte è bianco tendente al rossa , simile alla lebbra della pelle del corpo,
44 quel tale è un lebbroso; è immondo e lo dovrà dichiarare immondo; la piaga è sul suo capo.

Statuto del lebbroso

45 Il lebbroso colpito dalla lebbra porterà vesti strappate e il capo scoperto, si coprirà la barba e andrà gridando: Immondo! Immondo!
46 Sarà immondo finché avrà la piaga; è immondo, se ne starà solo abiterà fuori dell'accampamento.

La lebbra dei vestiti

47 Quando apparirà una macchia di lebbra su una veste, di lana o di lino,
48 nel tessuto o nel manufatto di lino o di lana, su una pelliccia o qualunque altra cosa di cuoio,
49 se la macchia sarà verdastra o rossastra, sulla veste o sulla pelliccia, sul tessuto o sul manufatto o su qualunque cosa di cuoio, è macchia di lebbra e sarà mostrata al sacerdote.
50 Il sacerdote esaminerà la macchia e rinchiuderà per sette giorni l'oggetto che ha la macchia.
51 Al settimo giorno esaminerà la macchia; se la macchia si sarà allargata sulla veste o sul tessuto o sul manufatto o sulla pelliccia o sull'oggetto di cuoio per qualunque uso, è una macchia di lebbra maligna, è cosa immonda.
52 Egli brucerà quella veste o il tessuto o il manufatto di lana o di lino o qualunque oggetto fatto di pelle, sul quale è la macchia; perché è lebbra maligna, saranno bruciati nel fuoco,
53 Ma se il sacerdote, esaminandola, vedrà che la macchia non si è allargata sulle vesti o sul tessuto o sul manufatto o su qualunque oggetto di cuoio,
54 il sacerdote ordinerà che si lavi l'oggetto su cui è la macchia e lo rinchiuderà per altri sette giorni.
55 Il sacerdote esaminerà la macchia, dopo che sarà stata lavata; se vedrà che la macchia non ha mutato colore, benché non si sia allargata, è un oggetto immondo; lo brucerai nel fuoco; vi è corrosione, sia che la parte corrosa si trovi sul diritto o sul rovescio dell'oggetto.
56 Se il sacerdote, esaminandola, vede che la macchia, dopo essere stata lavata, è diventata pallida, la strapperà dalla veste o dalla pelle o dal tessuto o dal manufatto.
57 Se appare ancora sulla veste o sul tessuto o sul manufatto o sull'oggetto di cuoio, è una eruzione in atto; brucerai nel fuoco l'oggetto su cui è la macchia.
58 La veste o il tessuto o il manufatto o qualunque oggetto di cuoio che avrai lavato e dal quale la macchia sarà scomparsa, si laverà una seconda volta e sarà mondo.
59 Questa è la legge relativa alla macchia di lebbra sopra una veste di lana o di lino, sul tessuto o sul manufatto o su qualunque oggetto di pelle, dichiararli mondi o immondi ».
Indice

13,1-14,57 La lebbra
Questi due capitoli sono dedicati alla lebbra, termine con il quale vengono indicate diverse malattie della pelle e anche diverse alterazioni di materiali,
come le stoffe o i muri delle case.
Viene qui riportata una serie di norme, che hanno soprattutto lo scopo di difendere la comunità dal contagio.
Le cure proposte risentono delle conoscenze mediche del tempo.
c 13 La nozione che gli antichi ebrei avevano della « lebbra » riunisce diverse affezioni cutanee o superficiali ( Lv 13,1-44) e vi sono messe in rapporto anche le muffe che possono apparire sui vestiti ( Lv 13,47-59 ), o sui muri ( Lv 14,33-53 ).
La diagnosi e le precauzioni collettive contro il contagio sono codificate e affidate alla decisione del sacerdote.
Queste misure pratiche, in cui si ritrova l'eredità di concezioni e di usi primitivi, acquistano valore religioso nello jahvismo, come un discernimento dell'« impuro ».
La reintegrazione nella comunità dà luogo a riti equiparati al sacrificio per il peccato
( Lv 14,1-31.49-53 ), designando qui il « peccato » una lesione alla virtù vivificante del Dio di Israele.
13,9 Non si tratta più qui di distinguere una vera da una falsa lebbra, ma una lebbra contagiosa da una lebbra che non lo è.
Il Lv sembra considerare come contagiosa solo l'ulcera.
13,11 Una seconda osservazione non è necessaria.
- non lo terrà isolato: con il TM; i LXX traducono: « lo terrà isolato ».
13,13 colui che ha la piaga; alla lettera « la piaga ».
Questa generalizzazione del male è segno di guarigione: tutte queste croste bianche stanno per cadere.
13,18 ulcera: altre traduzioni possibili: « foruncolo » o « postema ».
13,30 tigna o, forse, l'erpete.
13,31 pelo scuro: con il TM, ma vedere v 32; BJ traduce: « giallastro », con i LXX che hanno tentato di concordare con il v 32.
13,32 pelo gialliccio o giallastro o dorato; cf. il v 31.