Gioele
G. Rinaldi
Di Gioele, figlio di Petuel, non si sa nulla.
Dal libro si può desumere che era di Giuda e che portava un particolare interesse alle cose sacerdotali.
L'epoca viene indirettamente indicata da due testi: quello in cui si parla della vendita dei Giudei come schiavi alla Grecia ( 4,6 ) - dunque non un'epoca anteriore a quella persiana ( però è seriamente discussa l'autenticità di tutto il passo 4,4-8 ) - e quello in cui gli Idumei vengono accusati di colpe, che corrispondono praticamente ai fatti della distruzione di Gerusalemme ( 4,19; Abd 10-14 ).
Il libro contiene molti elementi di interesse escatologico: il suo centro ideologico è l'interpretazione profetica di una ( reale? ) invasione di cavallette, che viene descritta minutamente, come simbolo ( o inizio? ) del giorno di Jdhve.
L'A. è tutto preso da questa idea e a chiarirla dedica tutta la sua attività.
Di qui si sviluppano anche le dottrine del libro: la provvidenza di Dio sul mondo, il giudizio di Dio che culminerà nel giorno di Jahve.