Lettera di Giuda

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Giovanni Saldarini

È difficile identificare con certezza l'autore e i destinatari di questa lettera.

Il mittente dice il suo nome: « Giuda », e si presenta come « servo di Gesù Cristo e fratello di Giacomo ».

Molto probabilmente si tratta dall'apostolo Taddeo ( Lc 6,16 ), fratello di Giacomo il minore e parente di Gesù ( Mc 6,3; Mt 13,55 ), di cui peraltro sappiamo ben poco.

I destinatari non sono meglio precisati.

Sia l'indirizzo che la conclusione della lettera sono redatti in termini generali: nessun nome di Chiesa o di individui particolari è menzionato; alcuni perciò hanno pensato ad una lettera ecumenica con destinazione più o meno universale.

D'altra parte il tenore dello scritto riguarda circostanze ben precise e non può convenire a tutte le comunità.

Per i destinatari si può pensare allora con una certa verosimiglianza a quelli che già ricevettero lo scritto di Giacomo, cioè ai giudeo-cristiani viventi nella diaspora.

Una conferma verrebbe dal fatto che Giuda suppone note ai lettori, oltre alla S. Scrittura, anche alcune tradizioni giudaiche.

Se si ammette questa ipotesi, è logico supporre che la data più attendibile cada negli anni 62-67 d. C., ossia dopo la morte di Giacomo e prima di quella di Pietro.

Anche una redazione tra gli anni 70 e 80 risponderebbe bene ai dati della lettera e sarebbe del tutto conciliabile con l'autenticità.

La lettera di Giuda è uno degli scritti cosiddetti deuterocanonici del N.T., per quanto la sua canonicità sia stata meno contrastata di quella della seconda lettera di Pietro, con cui mostra affinità innegabili.

Il dubbio nacque dal fatto che essa sembrava accreditare il libro apocrifo di Enoch ( v. 14 ).

Lo stile e rude, ma vivace, vigoroso, ricco di immagini.

È interessante notare il gusto per gli elenchi di termini, esempi ed espressioni che vanno a tre a tre.

La lettera, per quanto brevissima, è ricca di molti insegnamenti dottrinali, « tutta penetrata - come dice Origene - di sapienza divina ».