Compendio Dottrina sociale della Chiesa

L'unità della persona

127 L'uomo è stato creato da Dio come unità di anima e corpo:238 « L'anima spirituale e immortale è il principio di unità dell'essere umano, è ciò per cui esso esiste come un tutto - "corpore et anima unus" - in quanto persona.

Queste definizioni non indicano solo che anche il corpo, al quale è promessa la risurrezione, sarà partecipe della gloria; esse ricordano altresì il legame della ragione e della libera volontà con tutte le facoltà corporee e sensibili.

La persona, incluso il corpo, è affidata interamente a se stessa, ed è nell'unità dell'anima e del corpo che essa è il soggetto dei propri atti morali ».239

128 Mediante la sua corporeità l'uomo unifica in sé gli elementi del mondo materiale, che « in lui toccano il loro vertice ed alzano la voce per la libera lode del Creatore ».240

Questa dimensione permette all'uomo di inserirsi nel mondo materiale, luogo della sua realizzazione e della sua libertà, non come in una prigione o in un esilio.

Non è lecito disprezzare la vita corporale; l'uomo, anzi, « è tenuto a considerare buono e degno d'onore il proprio corpo, perché creato da Dio e destinato alla risurrezione nell'ultimo giorno ».241

La dimensione corporale, tuttavia, in seguito alla ferita del peccato, fa sperimentare all'uomo le ribellioni del corpo e le perverse inclinazioni del cuore, su cui egli deve sempre vigilare per non rimanerne schiavo e per non restare vittima d'una visione puramente terrena della sua vita.

Con la sua spiritualità l'uomo supera la totalità delle cose e penetra nella struttura più profonda della realtà.

Quando si volge al cuore, quando, cioè, riflette sul proprio destino, l'uomo si scopre superiore al mondo materiale, per la sua dignità unica di interlocutore di Dio, sotto il cui sguardo decide della sua vita.

Egli, nella sua vita inferiore, riconosce di avere « in se stesso un'anima spirituale e immortale » e sa di non essere soltanto « una particella della natura o un elemento anonimo della città umana ».242

129 L'uomo, quindi, ha due caratteristiche diverse: è un essere materiale, legato a questo mondo mediante il suo corpo, e un essere spirituale, aperto alla trascendenza e alla scoperta di « una verità più profonda », a motivo della sua intelligenza, con cui partecipa « della luce della mente divina ».243

La Chiesa afferma: « L'unità dell'anima e del corpo è così profonda che si deve considerare l'anima come la "forma" del corpo; ciò significa che grazie all'anima spirituale il corpo, composto di materia, è un corpo umano e vivente; lo spirito e la materia, nell'uomo, non sono due nature congiunte, ma la loro unione forma un'unica natura ».244

Ne lo spiritualismo, che disprezza la realtà del corpo, ne il materialismo, che considera lo spirito mera manifestazione della materia, rendono ragione della complessità, della totalità e dell'unità dell'essere umano.

Indice

238 Concilio Lateranense IV, Cap. 1, De fide catholica: DS 800, p. 259;
Concilio Vaticano I, Cost. dogm. Dei Filius, c.l: De Deo rerum omnium Creatore;
Concilio Vaticano I, canoni 3.5
239 Giovanni Paolo II, Veritatis Splendor 48
240 Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et Spes 14;
Cat. Chiesa Cat. 364
241 Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et Spes 14
242 Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et Spes 14;
Cat. Chiesa Cat. 363;
Cat. Chiesa Cat. 1703
243 Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et Spes 15
244 Cat. Chiesa Cat. 365