Compendio Dottrina sociale della Chiesa

L'importanza della famiglia per la società

213 La famiglia, comunità naturale in cui si esperimenta la socialità umana, contribuisce in modo unico e insostituibile al bene della società.

La comunità familiare, infatti, nasce dalla comunione delle persone: « La "comunione" riguarda la relazione personale tra l'"io" e il "tu".

La "comunità" invece supera questo schema nella direzione di una "società", di un "noi".

La famiglia, comunità di persone, è pertanto la prima "società" umana ».468

Una società a misura di famiglia è la migliore garanzia contro ogni deriva di tipo individualista o collettivista, perché in essa la persona è sempre al centro dell'attenzione in quanto fine e mai come mezzo.

E del tutto evidente che il bene delle persone e il buon funzionamento della società sono strettamente connessi « con una felice collocazione della comunità coniugale e familiare ».469

Senza famiglie forti nella comunione e stabili nell'impegno, i popoli si indeboliscono.

Nella famiglia vengono inculcati fin dai primi anni di vita i valori morali, si trasmette il patrimonio spirituale della comunità religiosa e quello culturale della Nazione.

In essa si fa l'apprendistato delle responsabilità sociali e della solidarietà.470

214 Va affermata la priorità della famiglia rispetto alla società e allo Stato.

La famiglia, infatti, almeno nella sua funzione procreativa, è la condizione stessa della loro esistenza.

Nelle altre funzioni a vantaggio di ciascuno dei suoi mèmbri essa precede, per importanza e valore, le funzioni che la società e lo Stato devono svolgere.471

La famiglia, soggetto titolare di diritti inviolabili, trova la sua legittimazione nella natura umana e non nel riconoscimento dello Stato.

Essa non è, quindi, per la società e per lo Stato, bensì la società e lo Stato sono per la famiglia.

Ogni modello sociale che intenda servire il bene dell'uomo non può prescindere dalla centralità e dalla responsabilità sociale della famiglia.

La società e lo Stato, nelle loro relazioni con la famiglia, hanno invece l'obbligo di attenersi al principio di sussidiarietà.

In forza di tale principio, le autorità pubbliche non devono sottrarre alla famiglia quei compiti che essa può svolgere bene da sola o liberamente associata con altre famiglie; d'altra parte, le stesse autorità hanno il dovere di sostenere la famiglia assicurandole tutti gli aiuti di cui essa ha bisogno per assumere in modo adeguato tutte le sue responsabilità.472


Indice
468 Giovanni Paolo II, Lettera alle famiglie 7;
Cat. Chiesa Cat. 2206
469 Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et Spes 47
Cat. Chiesa Cat. 2210
470 Cat. Chiesa Cat. 2224
471 Santa Sede, Carta dei diritti della famiglia ( 22 ottobre 1983 ), Preambolo, D-E
472 Giovanni Paolo II, Familiaris consortio 45;
Cat. Chiesa Cat. 2209