Compendio Dottrina sociale della Chiesa

Il dovere di proteggere gli innocenti

504 Il diritto all'uso della forza per scopi di legittima difesa è associato al dovere di proteggere e aiutare le vittime innocenti che non possono difendersi dall'aggressione.

Nei conflitti dell'era moderna, frequentemente interni ad uno stesso Stato, le disposizioni del diritto internazionale umanitario devono essere pienamente rispettate.

In troppe circostanze la popolazione civile è colpita, a volte perfino come obiettivo bellico.

In alcuni casi viene brutalmente massacrata o sradicata dalle proprie case e dalla propria terra con trasferimenti forzati, sotto il pretesto di una « pulizia etnica »1058 inaccettabile.

In tali tragiche circostanze, è necessario che gli aiuti umanitari raggiungano la popolazione civile e che non siano mai utilizzati per condizionare i beneficiari: il bene della persona umana deve avere la precedenza sugli interessi delle parti in conflitto.

505 Il principio di umanità, iscritto nella coscienza di ogni persona e popolo, comporta l'obbligo di tenere al riparo la popolazione civile dagli effetti della guerra: « Quel minimo di protezione della dignità di ogni essere umano, garantito dal diritto internazionale umanitario, è troppo spesso violato in nome di esigenze militari o politiche, che mai dovrebbero avere il sopravvento sul valore della persona umana.

Si avverte oggi la necessità di trovare un nuovo consenso sui principi umanitari e di rafforzarne i fondamenti per impedire il ripetersi di atrocità e abusi ».1059

Una particolare categoria di vittime della guerra è quella dei rifugiati, costretti dai combattimenti a fuggire dai luoghi in cui vivono abitualmente, fino a trovare riparo in Paesi diversi da quelli in cui sono nati.

La Chiesa è loro vicina, non solo con la presenza pastorale e con il soccorso materiale, ma anche con l'impegno a difendere la loro dignità umana: « La sollecitudine per i rifugiati deve spingersi a riaffermare e a sottolineare i diritti umani, universalmente riconosciuti, e a chiedere che anche per essi siano effettivamente realizzati ».1060

506 I tentativi di eliminazione di interi gruppi nazionali, etnici, religiosi o linguistici sono dei delitti contro Dio e contro la stessa umanità e i responsabili di tali crimini devono essere chiamati a risponderne di fronte alla giustizia.1061

Il secolo XX è stato contrassegnato tragicamente da diversi genocidi: da quello degli armeni a quello degli ucraini, da quello dei cambogiani a quelli avvenuti in Africa e nei Balcani.

Tra essi spicca l'olocausto del popolo ebraico, la Shoah: « i giorni della Shoah hanno segnato una vera notte nella storia, registrando crimini inauditi contro Dio e contro l'uomo ».1062

La Comunità internazionale nel suo complesso ha l'obbligo morale di intervenire in favore di quei gruppi la cui stessa sopravvivenza è minacciata o di cui siano massicciamente violati i fondamentali diritti.

Gli Stati, in quanto parte di una Comunità internazionale, non possono restare indifferenti: al contrario, se tutti gli altri mezzi a disposizione si dovessero rivelare inefficaci, è « legittimo e persino doveroso impegnarsi con iniziative concrete per disarmare l'aggressore ».1063

Il principio della sovranità nazionale non può essere addotto come motivo per impedire l'intervento in difesa delle vittime.1064

Le misure adottate devono essere attuate nel pieno rispetto del diritto internazionale e del fondamentale principio dell'uguaglianza tra gli Stati.

La Comunità internazionale si è anche dotata di una Corte Penale Internazionale per punire i responsabili di atti particolarmente gravi: crimine di genocidio, crimini contro l'umanità, crimini di guerra, crimine di aggressione.

Il Magistero non ha mancato di incoraggiare ripetutamente tale iniziativa.1065

Indice

1058 Giovanni Paolo II, Angelus Domini ( 7 marzo 1993 ), 4;
Giovanni Paolo II, Discorso al Consiglio dei Ministri OSCE ( 30 novembre 1993 ), 4
1059 Giovanni Paolo II, Discorso all'Udienza generale ( 11 agosto 1999 )
1060 Giovanni Paolo II, Messaggio per la Quaresima 1990, 3: AAS 82 ( 1990 ) 802
1061 Giovanni Paolo II, Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 1999, 1;
Giovanni Paolo II, Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2000, 7
1062 Giovanni Paolo II, Regina coeli ( 18 aprile 1993 ), 3;
Commissione per i rapporti religiosi con l'Ebraismo, Noi ricordiamo: una riflessione sulla Shoah ( 16 marzo 1998 )
1063 Giovanni Paolo II, Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2000, 11
1064 Giovanni Paolo II, Discorso al Corpo Diplomatico ( 16 gennaio 1993 ), 13;
Giovanni Paolo II, Discorso pronunciato in occasione della Conferenza Internazionale sulla Nutrizione, organizzata dalla FAO e dall'OMS ( 5 dicembre 1992 ), 3;
Giovanni Paolo II, Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2004, 9
1065 Giovanni Paolo II, Angelus Domini ( 14 giugno 1998 );
Giovanni Paolo II, Discorso al Congresso mondiale sulla pastorale dei diritti umani, 5 ( 4 luglio 1998 ): L'Osservatore Romano, 5 luglio 1998, p. 5;
Giovanni Paolo II, Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 1999, 7;
anche Pio XII, Discorso al VI Congresso internazionale di diritto penale ( 3 ottobre 1953 ): AAS 45 (1953) 730-744