Mater et magistra

L'agricoltura, settore depresso

111 Sul piano mondiale non sembra che la popolazione agricolo-rurale, in termini assoluti, sia diminuita; però è incontestabile l'esistenza di un esodo delle popolazioni agricolo-rurali verso agglomerati o centri urbani; esodo che si verifica in quasi tutti i paesi e che talvolta assume proporzioni massive, creando complessi problemi umani di difficile soluzione.

112 Sappiamo che a mano a mano che una economia si sviluppa, diminuiscono le forze di lavoro impegnate nell'agricoltura; mentre cresce la percentuale delle forze di lavoro impegnate nell'industria e nel settore dei servizi.

Però, pensiamo che l'esodo della popolazione del settore agricolo verso gli altri settori produttivi, oltre che a ragioni obiettive di sviluppo economico, spesso è dovuto a molteplici fattori, tra i quali vanno annoverati l'ansia di evadere da un ambiente ritenuto chiuso e senza prospettive; il desiderio di novità e di avventura da cui è presa la presente generazione; l'attrattiva di fortune rapide; il miraggio di vivere in maggior libertà, usufruendo dei mezzi e delle facilitazioni che gli agglomerati ed i centri urbani offrono.

Ma riteniamo pure che non si possa dubitare che questo esodo trovi uno dei suoi fattori nel fatto che il settore agricolo, quasi ovunque, è un settore depresso, sia per quanto riguarda l'indice di produttività delle forze di lavoro, sia per quanto riguarda il tenore di vita delle popolazioni agricolo-rurali.

113 Per cui un problema di fondo che si pone in quasi tutte le comunità politiche è il seguente: come procedere perché sia ridotto lo squilibrio nell'efficienza produttiva tra il settore agricolo da una parte e il settore industriale e quello dei servizi dall'altra, e perché il tenore di vita della popolazione agricolo-rurale sia distanziato quanto meno è possibile dal tenore di vita dei cittadini, che traggono il loro reddito dal settore industriale e da quello dei servizi; e quanti lavorano la terra non abbiano un complesso di inferiorità; siano invece persuasi che anche nell'ambiente agricolo-rurale possono affermare e sviluppare la loro persona attraverso il loro lavoro e guardare fiduciosi l'avvenire.

114 Ci sembra perciò opportuno indicare alcune direttive che possono contribuire a risolvere il problema: direttive che pensiamo abbiano valore, qualunque sia l'ambiente storico in cui si opera, a condizione, come è ovvio, che siano applicate nei modi e nei gradi che l'ambiente permette o suggerisce o esige.

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