Populorum progressio

Conclusione

76 Le disuguaglianze economiche, sociali e culturali troppo grandi tra popolo e popolo provocano tensioni e discordie, e mettono in pericolo la pace.

Come dicevamo ai padri conciliari al ritorno dal nostro viaggio di pace all'ONU:

"La condizione delle popolazioni in via di sviluppo deve formare l'oggetto della nostra considerazione; diciamo meglio, la nostra carità per i poveri che si trovano nel mondo - e sono legione infinita - deve divenire più attenta, più attiva, più generosa".64

Combattere la miseria e lottare conto l'ingiustizia, è promuovere, insieme con il miglioramento delle condizioni di vita, il progresso umano e spirituale di tutti, e dunque il bene comune dell'umanità.

La pace non si riduce a un'assenza di guerra, frutto dell'equilibrio sempre precario delle forze.

Essa si costruisce giorno per giorno, nel perseguimento d'un ordine voluto da Dio, che comporta una giustizia più perfetta tra gli uomini.65

Indice

64 AAS 57 ( 1965 ), p. 896
65 Giovanni XXIII, Pacem in terris