Evangelii nuntiandi

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Necessità di un annuncio esplicito

22 Tuttavia ciò resta sempre insufficiente, perché anche la più bella testimonianza si rivelerà a lungo impotente, se non è illuminata, giustificata - ciò che Pietro chiamava « dare le ragioni della propria speranza », ( 1 Pt 3,15 ) - esplicitata da un annuncio chiaro e inequivocabile del Signore Gesù.

La Buona Novella, proclamata dalla testimonianza di vita, dovrà dunque essere presto o tardi annunziata dalla parola di vita.

Non c'è vera evangelizzazione se il nome, l'insegnamento, la vita, le promesse, il Regno, il mistero di Gesù di Nazareth, Figlio di Dio, non siano proclamati.

La storia della Chiesa, a partire dal discorso di Pietro la mattina di Pentecoste, si mescola e si confonde con la storia di questo annuncio.

Ad ogni nuova tappa della storia umana, la Chiesa, continuamente travagliata dal desiderio di evangelizzare, non ha che un assillo: chi inviare ad annunziare il mistero di Gesù?

In quale linguaggio annunziare questo mistero?

Come fare affinché esso si faccia sentire e arrivi a tutti quelli che devono ascoltarlo?

Questo annuncio - kerigma, predicazione o catechesi - occupa un tale posto nell'evangelizzazione che ne è divenuto spesso sinonimo. Esso tuttavia non ne è che un aspetto.

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