Dominicae cenae

Venerati e cari miei fratelli,

1 Anche quest'anno, per il prossimo Giovedì Santo, rivolgo a voi tutti una lettera, che ha un nesso immediato con quella che avete ricevuta lo scorso anno, nella stessa occasione, insieme alla lettera per i sacerdoti.

Desidero prima di tutto ringraziarvi cordialmente per aver accolto le mie precedenti lettere con quello spirito di unità, che il Signore ha stabilito tra di noi, ed anche per aver trasmesso al vostro presbiterio i pensieri che desideravo esprimere all'inizio del mio pontificato.

Durante la liturgia eucaristica del Giovedì Santo avete rinnovato, insieme con i propri sacerdoti, le promesse e gli impegni assunti al momento dell'ordinazione.

Molti di voi, venerati e cari fratelli, me ne hanno dato comunicazione in seguito, aggiungendo personalmente anche parole di ringraziamento, e, anzi, spesso inviando quelle espresse dal proprio presbiterio.

Inoltre, molti sacerdoti hanno manifestato la loro gioia, sia a motivo del carattere penetrante e solenne del Giovedì Santo, quale annuale «festa dei sacerdoti», sia anche a motivo dell'importanza dei problemi trattati nella lettera a loro indirizzata.

Tali risposte formano una ricca raccolta, che ancora una volta dimostra quanto sia cara alla enorme maggioranza del presbiterio della Chiesa cattolica la strada della vita sacerdotale, sulla quale questa Chiesa cammina da secoli: quanto sia da loro amata e stimata, e quanto desiderino proseguirla per l'avvenire.

Devo a questo punto aggiungere che nella lettera ai sacerdoti hanno trovato eco soltanto alcuni problemi, ciò che, del resto, è stato chiaramente sottolineato al suo inizio.1

Inoltre, è stato messo principalmente in rilievo il carattere pastorale del ministero sacerdotale, il che non significa certamente che non siano stati presi in considerazione anche quei gruppi di sacerdoti che non svolgono un'attività pastorale diretta.

Mi richiamo, a questo proposito, ancora una volta al magistero del Concilio Vaticano II, come pure alle enunciazioni del Sinodo dei Vescovi del 1971.

Il carattere pastorale del ministero sacerdotale non cessa di accompagnare la vita di ogni sacerdote, anche se i compiti quotidiani, che egli svolge, non sono rivolti esplicitamente alla pastorale dei sacramenti.

In tal senso la lettera scritta ai sacerdoti, in occasione del Giovedì Santo, è stata indirizzata a tutti, senza eccezione alcuna, anche se, come ho già accennato, essa non ha trattato tutti i problemi della vita e dell'attività dei sacerdoti.

Considero utile ed opportuno questo chiarimento all'inizio della presente lettera.


1 Ioannis Pauli PP. II « Epistola ad universos Ecclesiae Sacerdotes adveniente feria V in Cena Domini anno MCMLXXIX », 2, die 8 apr. 1979: AAS 71 [1979] 395ss
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