Celebrazioni domenicali in assenza del presbitero

Presentazione

Il Direttorio per le celebrazioni domenicali in assenza del presbitero è una risposta a diversi fattori convergenti.

Il primo di essi è l'attuale realtà: non sempre né dovunque è possibile ottenere una piena celebrazione della domenica ( n. 2 ).

Un altro fattore: la domanda di parecchie conferenze episcopali, che negli ultimi anni hanno chiesto alla Santa Sede orientamenti per questa situazione di fatto ( n. 7 ).

In terzo luogo il fattore dell'esperienza: la Santa Sede, attraverso indicazioni e orientamenti generali, e parecchi vescovi, nelle loro chiese particolari, si sono occupati di questo argomento.

Il direttorio ha approfittato dell'esperienza di tutti questi interventi, per valutare i vantaggi e nello stesso tempo i possibili limiti ditali celebrazioni. Il pensiero fondamentale di tutto il direttorio è quello di assicurare, nel migliore dei modi e in ogni situazione, la celebrazione cristiana della domenica, senza dimenticare che la messa rimane la celebrazione propria, pur riconoscendo la presenza di elementi importanti, anche quando la messa non si può celebrare.

Questo documento non intende promuovere e neppure facilitare in maniera non necessaria o artificiale le assemblee domenicali senza celebrazione dell'eucaristia.

Esso vuole semplicemente orientare e regolare quello che conviene fare quando le circostanze reali richiedono una decisione di questo genere ( n. 21-22 ).

La prima parte del direttorio è interamente dedicata a presentare in modo schematico il senso della domenica e prende come punto di partenza n. 106 della costituzione Sacrosanctum Concilium ( n. 8 ).

La seconda parte prevede le condizioni necessarie per decidere di queste assemblee in assenza del presbitero, in una diocesi, in maniera abituale.

Dal punto di vista orientativo e pratico è la parte più importante del documento.

Quanto ai laici è prevista in questo caso la loro collaborazione.

Questo è un esempio degli incarichi che i pastori possono affidare a membri della loro comunità.

La terza parte è una breve descrizione del rito delle celebrazioni domenicali della Parola con distribuzione dell'eucaristia.

Come in altri simili documenti, l'applicazione di questo direttorio dipende da ogni vescovo, secondo la situazione della sua chiesa, e, quando si tratta di normativa più ampia, dipende dalla conferenza episcopale.

Quello che importa è assicurare alle comunità, che si trovano in tale situazione, la possibilità di riunirsi in domenica, avendo attenzione di inserire queste riunioni nella celebrazione dell'anno liturgico ( n. 36 ) e di collegarle con quella parte della comunità che celebra l'eucaristia intorno al proprio pastore ( n. 42 ).

In ogni caso il fine della pastorale della domenica – secondo le affermazioni di Paolo VI ( n. 21 ) e di Giovanni Paolo II ( n. 50 ) – continua ad essere quello di sempre: celebrare e vivere la domenica secondo la tradizione cristiana.

Città del Vaticano, 2 giugno 1988.

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