Lumen gentium

Universale vocazione alla santità nella Chiesa

41 Esercizio multiforme della santità

Nei vari generi di vita e nei vari compiti una unica santità è coltivata da quanti sono mossi dallo Spirito di Dio e, obbedienti alla voce del Padre e adorando in spirito e verità Dio Padre, camminano al seguito del Cristo povero, umile e carico della croce, per meritare di essere partecipi della sua gloria.

Ognuno secondo i propri doni e uffici deve senza indugi avanzare per la via della fede viva, la quale accende la speranza e opera per mezzo della carità.

In primo luogo i pastori del gregge di Cristo devono, a immagine del sommo ed eterno sacerdote, pastore e vescovo delle anime nostre, compiere con santità e slancio, umiltà e forza il proprio ministero: esso, così adempiuto, sarà anche per loro un eccellente mezzo di santificazione.

Chiamati per ricevere la pienezza del sacerdozio, è loro data la grazia sacramentale affinché, mediante la preghiera, il sacrificio e la predicazione, mediante ogni forma di cura e di servizio episcopale, esercitino un perfetto ufficio di carità pastorale5 non temano di dare la propria vita per le pecorelle e, fattisi modello del gregge ( 1 Pt 5,3 ), aiutino infine con l'esempio la Chiesa ad avanzare verso una santità ogni giorno più grande.

I sacerdoti, a somiglianza dell'ordine dei vescovi, dei quali formano la corona spirituale6 partecipando alla grazia dell'ufficio di quelli per mezzo di Cristo, eterno ed unico mediatore, mediante il quotidiano esercizio del proprio ufficio crescano nell'amore di Dio e del prossimo, conservino il vincolo della comunione sacerdotale, abbondino in ogni bene spirituale e diano a tutti la viva testimonianza di Dio7 emuli di quei sacerdoti che nel corso dei secoli, in un servizio spesso umile e nascosto, hanno lasciato uno splendido esempio di santità.

La loro lode risuona nella Chiesa di Dio.

Pregando e offrendo il sacrificio, com'è loro dovere, per il loro popolo e per tutto il popolo di Dio, cosciente di ciò che fanno e confermandosi ai misteri che compiono 8 anziché essere ostacolati dalle cure apostoliche, dai pericoli e dalle tribolazioni, ascendano piuttosto per mezzo dì esse ad una maggiore santità, nutrendo e dando slancio con l'abbondanza della contemplazione alla propria attività, per il conforto di tutta la Chiesa di Dio.

Tutti i sacerdoti e specialmente quelli che, a titolo particolare della loro ordinazione, portano il nome di sacerdoti diocesani, ricordino quanto contribuiscano alla loro santificazione la fedele unione e la generosa cooperazione col loro vescovo.

Alla missione e alla grazia del supremo Sacerdote partecipano in modo proprio anche i ministri di ordine inferiore; e prima di tutto i diaconi, i quali, servendo i misteri di Dio e della Chiesa9 devono mantenersi puri da ogni vizio, piacere a Dio e studiarsi di fare ogni genere di opere buone davanti agli uomini ( 1 Tm 3,8-10.12-13 ).

I chierici che, chiamati dal Signore e separati per aver parte con lui, sotto la vigilanza dei pastori si preparano alle funzioni di sacri ministri, sono tenuti a conformare le loro menti e i loro cuori a una così eccelsa vocazione; assidui nell'orazione, ferventi nella carità, intenti a quanto è vero, giusto e onorevole, facendo tutto per la gloria e l'onore di Dio.

A questi bisogna aggiungere quei laici scelti da Dio, i quali sono chiamati dal vescovo, perché si diano più completamente alle opere apostoliche, e nel campo del Signore lavorano con molto frutto.10

I coniugi e i genitori cristiani, seguendo la loro propria via, devono sostenersi a vicenda nella fedeltà dell'amore con l'aiuto della grazia per tutta la vita, e istruire nella dottrina cristiana e nelle virtù evangeliche la prole, che hanno amorosamente accettata da Dio.

Così infatti offrono a tutti l'esempio di un amore instancabile e generoso, edificando la carità fraterna e diventano testimoni e cooperatori della fecondità della madre Chiesa, in segno e partecipazione di quell'amore, col quale Cristo amò la sua sposa e si è dato per lei.11

Un simile esempio è offerto in altro modo dalle persone vedove e celibatarie, le quali pure possono contribuire non poco alla santità e alla operosità della Chiesa.

Quelli poi che sono dediti a lavori spesso faticosi, devono con le opere umane perfezionare se stessi, aiutare i concittadini e far progredire tutta la società e la creazione verso uno stato migliore; devono infine, con carità operosa, imitare Cristo, le cui mani si esercitarono in lavori manuali e il quale sempre opera col Padre alla salvezza di tutti, in ciò animati da una gioiosa speranza, aiutandosi gli uni gli altri a portare i propri fardelli, ascendendo mediante il lavoro quotidiano a una santità sempre più alta, santità che sarà anche apostolica.

Sappiano che sono pure uniti in modo speciale a Cristo sofferente per la salute del mondo quelli che sono oppressi dalla povertà, dalla infermità, dalla malattia e dalle varie tribolazioni, o soffrono persecuzioni per la giustizia: il Signore nel Vangelo li ha proclamati beati, e « il Dio... di ogni grazia, che ci ha chiamati all'eterna sua gloria in Cristo Gesù, dopo un po' di patire, li condurrà egli stesso a perfezione e li renderà stabili e sicuri » ( 1 Pt 5,10 ).

Tutti quelli che credono in Cristo saranno quindi ogni giorno più santificati nelle condizioni, nei doveri o circostanze che sono quelle della loro vita, e per mezzo di tutte queste cose, se le ricevono con fede dalla mano del Padre celeste e cooperano con la volontà divina, manifestando a tutti, nello stesso servizio temporale, la carità con la quale Dio ha amato il mondo.

Indice

5 S. Tommaso, Summa Theol. II-II, q. 184, a. 5 e 6.
De perf. vitae spir., c. 18. Origene, In Is. Hom. 6, 1: PG 13, 239
6 S. Ignazio M., Magn. 13, 1: ed. Funk, I, p. 241
7 S. Pio X, Esort. Harent animo, 4 agosto 1908
CIC, can. 124.
Pio XI, Enc. Ad catholici sacerdotii, 20 dicembre 1935
8 Pontificale romanum, De ordinatione Presbyterorum, nell'esortazione iniziale
9 S. Ignazio M., Trall. 2, 3: ed. Funk, I, p. 244
10 Pio XII, Alloc. Sous la maternelle protection, 9 dicembre 1957: AAS 50 (1958), p. 36
11 Pio XI, Enc. Casti Connubii, 31 dicembre 1930
S. Giov. Crisostomo, In Ephes. Hom. 20, 2