Dei verbum

La trasmissione della divina rivelazione

10 Relazioni della Tradizione e della Scrittura con tutta la chiesa e con il magistero

La sacra tradizione e la sacra Scrittura costituiscono un solo sacro deposito della parola di Dio affidato alla Chiesa; nell'adesione ad esso tutto il popolo santo, unito ai suoi Pastori, persevera assiduamente nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nella frazione del pane e nelle orazioni ( At 2,42 ), in modo che, nel ritenere, praticare e professare la fede trasmessa, si stabilisca tra pastori e fedeli una singolare unità di spirito.7

L'ufficio poi d'interpretare autenticamente la parola di Dio, scritta o trasmessa,8 è affidato al solo magistero vivo della Chiesa,9 la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo.

Il quale magistero però non è superiore alla parola di Dio ma la serve, insegnando soltanto ciò che è stato trasmesso, in quanto, per divino mandato e con l'assistenza dello Spirito Santo, piamente ascolta, santamente custodisce e fedelmente espone quella parola, e da questo unico deposito della fede attinge tutto ciò che propone a credere come rivelato da Dio.

È chiaro dunque che la sacra Tradizione, la sacra Scrittura e il magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente connessi e congiunti che nessuna di queste realtà sussiste senza le altre, e tutte insieme, ciascuna a modo proprio, sotto l'azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime.

Indice

7 Pio XII, Cost. Apost. Munificentissimus Deus, 1 nov. 1950, e le parole di S. Cipriano, Epist. 66, 8: Cesl 3, 2, 733: « Ecclesia plebs Sacerdoti adunata et Pastori suo grex adhaerens »
8 Conc. Vat. I, Costit. dogm. de fide catholica, Dei Filius, cap. 3
9 Pio XII, Enc. Humani Generis, 12 ag. 1950