Optatam totius

Revisione degli studi ecclesiastici

16 La teologia

Le discipline teologiche, alla luce della fede e sotto la guida del magistero della Chiesa31 siano insegnate in maniera che gli alunni possano attingere accuratamente la dottrina cattolica dalla divina Rivelazione, la penetrino profondamente, la rendano alimento della propria vita spirituale32 e siano in grado di annunziarla, esporla e difenderla nel ministero sacerdotale.

Con particolare diligenza si curi la formazione degli alunni con lo studio della sacra Scrittura, che deve essere come l'anima di tutta la teologia.33

Premessa una appropriata introduzione, essi vengano iniziati accuratamente al metodo dell'esegesi, apprendano i massimi temi della divina Rivelazione e ricevano incitamento e nutrimento dalla quotidiana lettura e meditazione dei libri santi.34

Nell'insegnamento della teologia dogmatica, prima vengano proposti gli stessi temi biblici.

Si illustri poi agli alunni il contributo dei Padri della Chiesa d'Oriente e d'Occidente nella fedele trasmissione ed enucleazione delle singole verità rivelate, nonché l'ulteriore storia del dogma, considerando anche i rapporti di questa con la storia generale della Chiesa.35

Inoltre, per illustrare quanto più possibile i misteri della salvezza, gli alunni imparino ad approfondirli e a vederne il nesso con un lavoro speculativo, avendo san Tommaso per maestro.36

Si insegni loro a riconoscerli sempre presenti ed operanti nelle azioni liturgiche37 e in tutta la vita della Chiesa.

Infine, imparino a cercare la soluzione dei problemi umani alla luce della rivelazione, ad applicare queste verità eterne alle mutevoli condizioni di questo mondo e comunicarle in modo appropriato agli uomini contemporanei.38

Parimenti tutte le altre discipline teologiche vengano rinnovate per mezzo di un contatto più vivo col mistero di Cristo e con la storia della salvezza.

Si ponga speciale cura nel perfezionare la teologia morale, in modo che la sua esposizione scientifica, più nutrita della dottrina della sacra Scrittura, illustri la grandezza della vocazione dei fedeli in Cristo e il loro obbligo di apportare frutto nella carità per la vita del mondo.

Così pure nella esposizione del diritto canonico e nell'insegnamento della storia ecclesiastica si tenga presente il mistero della Chiesa, secondo la costituzione dogmatica « De Ecclesia » promulgata da questo Concilio.

La sacra liturgia, che è da ritenersi la prima e necessaria sorgente di vero spirito cristiano, venga insegnata come è prescritto negli articoli 15 e 16 della costituzione sulla sacra liturgia.39

Tenendo opportuno conto delle condizioni delle varie regioni, gli alunni vengano indirizzati a meglio conoscere le Chiese e comunità ecclesiali separate dalla Sede apostolica romana, affinché possano contribuire al ristabilimento della unità tra tutti i cristiani, secondo le prescrizioni di questo Concilio.40

Vengano anche introdotti alla conoscenza delle altre religioni più diffuse nelle singole regioni, affinché meglio riconoscano ciò che, per disposizione di Dio, vi è in esse di buono e di vero, imparino a confutarne gli errori, e siano in grado di comunicare la piena luce della verità a coloro che non la possiedono.

Indice

31 Pio XII, Enc. Humani Generis, 22 agosto 1950;
Allocuz. Si diligis, 31 maggio 1954: AAS 46 (1954), p. 314 s.;
Paolo VI, Allocuz. nella Pont. Università Gregoriana, 19 marzo 1964:
AAS 56 (1954), p. 364 s.;
Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium 25
32 S. Bonaventura, itinerarium mentis in Deum, Prol., n. 4: « ( Nemo ) credat quod sibi sufficiat lectio sine unctione, speculatio sine devotione, investigatio sine admiratione, circumspectio sine exsulatatione, industria sine pietate, scientia sine charitate, intelligentia sine humilitate, studium absque divina gratia, speculum absque sapientia divinitus inspirata » ( S. Bonaventura, Opera omnia, V, Quaracchi 1891, p. 296 )
33 Leone XII, Enc. Providentissimus deus, 18 novembre 1893
34 Pontif. Commissione Biblica, Instructio de Sacra Scriptura recte docenda, 13 maggio 1950: AAS 42 ( 1950 ), p. 502
35 Pio XII, Enc. Humani generis, 22 agosto 1950: « ... sacrorum fontium studio sacrae disciplinae semper iuvenescunt; dum contra speculatio quae ulteriorem sacri depositi inquisitionem neglegit, ut experiundo novimus, sterilis evadit »
36 Pio XII, Discorso ai Seminaristi, 24 giugno 1939: AAS 31 81939), p. 247: « Aemultio ... in veritate quaerenda et propaganda per commendationem doctrinae S. Thmae non supprimitur, sed excitatur potius actuto dirigitur »;
Paolo VI, Allocuz. nella Pontif. Univ. Gregoriana, 12 marzo 1964: AAS 56 ( 1964 ), p. 365: « ( Magistri ) ... vocem Ecclesiae Doctorum reverenter auscultent, inter quos Divus Aquinas praecipuum obtinet locum; Angelici enim Doctoris tanta est ingenii vis, tam sincerus veritas amor, ac tanta sapientia in altissimis veritatibus pervestigandis,illustrandis aptissimoque unitatis nexu colligendis, ut ipsius doctrina efficacissimum sit instrumentum non solum ad Fidei fundamenta in tuto collocanda, sed etiam ad sanae progressionis fructus utiliter et secure percipiendos »;
Anche l'Allocuz, al VI Congresso Tomistico Internazionale, 10 settembre 1965:
AAS 57 ( 1965 ), pp. 788-792
37 Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum Concilium 7;
Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum Concilium 16
38 Paolo VI, Enc. Ecclesiam Suam, 6 agosto 1964
39 Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum Concilium 10;
Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum Concilium 14;
Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum Concilium 15;
Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum Concilium 16;
S. Congreg. dei Ritu, Instructio ad exsecutionem Constitutionis de Sacra Liturgia recte ordinandam, 26 settembre 1964, nn. 11 e 12; AAS 56 ( 1964 ), p. 879 s
40 Conc. Ecum. Vat. II, Unitatis redintegratio 1;
Conc. Ecum. Vat. II, Unitatis redintegratio 9;
Conc. Ecum. Vat. II, Unitatis redintegratio 10