Agiografo/i

Dizionario

1) Chi studia, scrive le vite dei santi


Il termine (dal greco hàghios: santo; e graphé: scritto), in ambito biblico designa sia gli autori del testo biblico, detti sacri in quanto interpreti della Parola stessa di Dio, sia la terza serie dei libri della Bibbia ebraica, che in parte coincidono con quelli che i cristiani chiamano libri didattici o sapienziali.

Nella successiva tradizione cristiana il termine designa inoltre gli scrittori di vite di santi ( v. Agiografia ).

Il nome indica uno scrittore sacro, ad es. uno scrittore di un libro della Bibbia.

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Si chiama poi « agiografo » anche chi scrive la vita di un santo, componendone essenzialmente una biografia.

Proviene dal greco hàghios, "santo", "consacrato", e reca implicita l'idea di purificare da una colpa, liberare da una maledizione.

Indica quindi l'estensore della vita di un santo: gli antichi, soprattutto i latini ed i cristiani, sentirono nettamente la forza d'attrazione esercitata dal "modello".

Gli esempi più celebri che apersero la via a tutta una letteratura furono la "vita" di S. Antonio Abate scritta, in greco, da S. Atanasio e quella di S. Martino composta, in latino, da Sulpicio Severo ( IV-V secolo ).

Si designarono con questo termine anche alcuni libri dell'AT, tra i quali i più importanti sono i Salmi, Giobbe, i Proverbi, il Cantico dei Cantici.

L'ispirazione della Bibbia nell'autore umano.

Il problema consiste nel cercare di considerare l'effetto che l'attività ispiratrice di Dio produce sulle facoltà dei compositori della Scrittura.

Un tempo, prima della esplosione della critica Biblica, la composizione umana dei libri sacri era concepita in modo molto semplice: ogni libro era visto come prodotto che un suo autore aveva composto sotto l'influenza dell'azione divina.

Attualmente, è dato per certo che almeno una buona parte di libri sacri è il prodotto di un lungo periodo di formazione, di gestazione, implicante a volte anche secoli di precedenti tradizioni orali e scritte ( è il caso ad es. del Pentateuco ).

Con una tale moltitudine di compositori e redattori diventa difficile stabilire l'effetto preciso dell'azione ispiratrice di Dio su tutte le persone che hanno contribuito alla formazione di un determinato libro.

L'unica possibile soluzione è supporre che, anche quando si trattava di più compositori, su ciascuno di essi ci sia stato un influsso analogo, simile a quello esercitato su una singola intelligenza.

L'influsso dell'ispirazione divina sullo scrittore incomincia con la sua vita, l'agiografo è stato chiamato ( un po' come Geremia ) dal grembo materno, ossia ha ricevuto da Dio le capacità creative ed emozionali per fargli scrivere il testo, e tutto lo sviluppo del suo lavoro è naturalmente e soprannaturalmente sotto l'influsso dell'ispirazione.

L'agiografo, quando giunge al punto di concepire e di comprendere il suo libro, vi approda con l'atteggiamento di chi occupa un posto particolare nella storia della salvezza.

Il suo ruolo è attivo, dinamico e non passivo.

L'esempio che potrebbe illuminare è quello dell'acido usato per incidere delle lettere o dei disegni sul metallo.

L'acido è solo uno strumento nelle mani dell'artista ma non è uno strumento passivo, non è cioè inerte ma costituisce una realtà dinamica.

È questa nozione di strumentalità dinamica che dobbiamo tenere presente.

L'agiografo è uno strumento nelle mani di Dio ma con le sue particolarità: è lui che pensa, che immagina, che compone.

Nell'ispirazione le sue attività sono certamente sotto l'influsso di Dio.

Resta da definire il tipo di influsso esercitato da Dio.

Leone XIII ha dichiarato che l'influsso dell'ispirazione si estende all'intelletto, alla volontà e alle altre facoltà implicate nella progettazione e nella stesura di un libro.

Dobbiamo allora distinguere tra Ispirazione e Rivelazione, dato che per molti secoli c'è stata questa confusione.

In un secondo momento questi concetti si sono separati, affermando che l'Ispirazione è un carisma divino di ordine intellettuale, ossia consiste in una illuminazione divina per giudicare i contenuti da tradurre per iscritto.

La Rivelazione invece sarebbe la luce divina per comunicare verità nuove.

Oggi, noi manteniamo distinti i due carismi, ma si tende a dimostrare che sono intimamente connessi.

Non a caso sono opere dello stesso Dio e sia l'Ispirazione che la Rivelazione non riguardano soltanto l'ambito intellettuale.

Ad ogni modo, se l'Ispirazione e la Rivelazione non sono identiche, neanche si può dire che entrino in conflitto.

Né possiamo dire che l'Ispirazione segue la Rivelazione ( sempre in senso cronologico ).

Esse operano simultaneamente e in armonia.

Poiché l'Ispirazione influisce su tutte le capacità dello scrittore che sono implicate nella composizione di un libro, dovremmo affermare che influisce sia sull'intelletto speculativo sia su quello pratico, ossia sia sui contenuti sia sul modo di comunicarli.

L'Ispirazione influisce sull'intelletto speculativo dello scrittore sacro offrendogli una illuminazione soggettiva che non è altro se non una percezione di dati da comunicare per iscritto.

L'ispirazione influisce poi sull'intelletto pratico, dirigendo tutte le decisioni su come il messaggio deve essere comunicato.

Dio dirige l'agiografo anche per far scegliere a questi le parole adatte.

Non possiamo però dire in che modo dirige l'agiografo; l'influsso di Dio non è solo di tipo interiore.

Come nella cura provvidenziale dell'ordine della natura e della Salvezza Dio si serve ordinariamente di altre creature ( la Madonna ad esempio ), così pure si serve di realtà esterne allo scrittore ( persone, luoghi, circostanze, cose ) per guidare e per dirigere il suo intelletto.

Infine è da rilevare che la psicologia dello scrittore umano sotto l'influsso dell'Ispirazione ci sfugge ( non potremo mai capirla a pieno ).

Qualunque sia la nostra ricerca su questo influsso divino sulla Scrittura dobbiamo tenere ferma una cosa: gli scrittori sono stati squisitamente e creativamente attivi e tuttavia in ogni attività del loro intelletto sotto l'influsso dell'Ispirazione.

Una ultima considerazione per quanto riguarda l'influsso della Ispirazione sull'intelletto dell'autore umano: se l'autore sia stato consapevole di essere ispirato da Dio mentre scrive.

Fino a qualche anno fa alcuni studiosi ( tra cui Saurez ) erano dell'avviso che l'agiografo fosse cosciente dell'Ispirazione.

L'origine di questa convinzione sembra risalire ad una reazione contro la teoria mantica dell'Ispirazione ( l'autore perdeva le sue conoscenze assorbito dalle cose di Dio ).

Le scarse informazioni però le abbiamo dagli stessi scrittori sacri circa la loro coscienza di essere ispirati.

Pertanto sembra più sicuro affermare che gli scrittori umani non fossero coscienti dell'Ispirazione, anche se non c'è motivo di negare, in un dato caso, che tale coscienza possa esservi stata, come sottolinea il testo della Dei Verbum.

Anche la volontà è sotto l'influsso dell'Ispirazione.

La decisione di comporre il libro e la decisione di completare il documento sono sotto l'impulso dello Spirito Santo.

Sia la decisione sia la risolutezza è sotto l'impulso di Dio che spinge l'agiografo a scrivere e lo invita efficacemente.

Ciò nonostante, l'agiografo scrive per libera decisione personale, cosa questa che, a partire da Origene ( III secolo d. C. ), la corrente principale del pensiero cristiano ha ribadito con insistenza.

Questo impulso divino coesiste alla volontà umana e alla sua libertà e resta ed è forse per sempre un problema ed un mistero.

Ma l'influsso dell'Ispirazione interessa e guida anche tutte le facoltà dello scrittore che sono interessate alla progettazione e alla composizione del libro.

Queste attività vengono in genere classificate sotto la definizione di "facoltà esecutive", ma è una definizione infelice perché implica che una opera sia dovuta solo all'intelletto e alla volontà, mentre in realtà quando uno scrittore compone è coinvolta anche la parte affettiva, le facoltà sensitive.

Tra queste facoltà esecutive è soprattutto l'immaginazione che viene influenzata dall'influsso divino, in quanto essa è quella energia della psiche umana che, insieme con l'intelletto e la volontà, maggiormente contribuisce alla produzione di un'opera letteraria.

Ma anche le altre facoltà dello scrittore umano cadono ovviamente sotto l'influsso dell'Ispirazione divina.

L'agiografo seleziona e sceglie le parole, adopera delle analogie, utilizza immagini, ma tutto sotto l'impulso della fonte della Scrittura, l'Ispirazione.

È nello Spirito che lo scrittore sacro, con le sue facoltà, concepisce, progetta e compone il documento.


Concilio Vaticano II

Dio nella sacra Scrittura ha parlato per mezzo di uomini alla maniera umana DV 12

Magistero

Enciclica Pio XII - Divino afflante Spiritu 30-9-1943
l'agiografo nello scrivere il libro sacro è organo, ossia strumento dello Spirito Santo, ma strumento vivo e dotato di ragione, rettamente osservano che egli sotto l'azione divina talmente fa uso delle sue proprie facoltà e potenze, che dal libro per sua opera composto tutti possono facilmente raccogliere "l'indole propria di lui e come le sue personali fattezze e il suo carattere".