Discorsi sul Nuovo Testamento

Indice

Sulle parole del Vangelo di Lc

Lc 9,57-62, Ove si tratta di tre uomini, di cui uno disse: "Signore ti seguirò ovunque andrai" e fu respinto; un altro non osava ma fu stimolato; un terzo cercava di procrastinare, e fu biasimato

1.1 - Perché viene respinto chi dichiara di poter seguire Cristo
1.2 - Il secondo chiamato da Cristo
2.2 - Bisogna regolare la carità
2.3 - Il terzo che si preoccupa dei suoi viene biasimato
3.4 - Gli eletti debbono tutto alla grazia di Dio

1.1 - Perché viene respinto chi dichiara di poter seguire Cristo

Sul brano del Vangelo sentite ciò che il Signore ci ha concesso di dirvi.

È stato letto che il Signore Gesù agì in modo differente, quando un tale si offrì di seguirlo ma fu respinto; un altro non osava ma fu stimolato, un terzo cercava di procrastinare e fu biasimato.

Ora, quanto all'affermazione del primo: Signore, io ti seguirò dovunque andrai, ( Lc 9,57 ) che cosa c'è di tanto risoluto, sollecito, tanto deciso, che cosa può esserci di più idoneo per ottenere un bene sì grande che seguire il Signore dovunque egli vada?

Tu rimani stupito di ciò dicendo: "Come si spiega che al maestro buono, qual era Gesù Cristo, che attraeva i discepoli per dar loro il regno dei cieli, dispiacque uno così pronto a seguirlo?".

Ma Cristo era un maestro tanto eccelso da prevedere il futuro e possiamo quindi pensare, fratelli, che, se quel tale avesse seguito Cristo, avrebbe cercato il proprio interesse, non quello di Gesù Cristo.

Proprio lui disse: Non tutti quelli che mi dicono: Signore, entreranno nel regno dei cieli. ( Mt 7,21 )

Anche questo tale era uno di quelli ma non conosceva se stesso come lo vedeva nell'interno il medico.

Ammettiamo pure che costui riconoscesse già di mancare di sincerità, che sapesse d'essere un imbroglione e un truffatore, egli però non conosceva bene colui col quale parlava.

Questi infatti era colui del quale così dice l'Evangelista: Non aveva bisogno che uno gli rendesse testimonianza su un altro, poiché sapeva bene che cosa c'è nel cuore d'ogni uomo. ( Gv 2,25 )

Che cosa rispose allora? Le volpi hanno una tana e gli uccelli hanno un nido, ma il Figlio dell'uomo non ha un posto ove riposare. ( Lc 9,58 )

Ma dove non lo ha? Nella tua fede.

Nel tuo cuore infatti hanno la tana le volpi, cioè sei ingannatore; nel tuo cuore hanno il loro nido gli uccelli, cioè sei superbo.

Poiché sei un impostore e un superbo, non potrai seguirmi.

Come potrebbe un impostore seguire la schiettezza?

1.2 - Il secondo chiamato da Cristo

C'è poi subito il secondo: questo tace, non dice nulla, non s'impegna in nulla eppure a questo dice: Seguimi. ( Lc 9,59 )

Quanto male vedeva in quell'altro, altrettanto bene vedeva in questo.

Seguimi, dici a uno che non lo desidera. Ma come!

Hai una persona ch'è pronta e ti dice: Ti seguirò dovunque andrai ( Lc 9,57 ) e tu invece dici: Seguimi, a uno che non lo desidera?

"Rifiuto costui - dice - perché vedo in lui delle tane e dei nidi".

Perché dunque importunare quest'altro che tu chiami, mentre egli si scusa?

Tu per di più lo spingi, ma egli non viene; tu lo esorti ma egli non ti segue.

Che cosa dice infatti? Andrò prima a seppellire mio padre. ( Lc 9,59 )

Si manifestava al Signore la fede del suo cuore ma l'affetto filiale per il padre rinviava la decisione.

Quando però Cristo Signore mira a procurarsi uomini per il Vangelo, non vuole che si ponga di mezzo alcuna scusa di tale affetto carnale e temporale.

Veramente anche la legge di Dio contempla questi doveri e lo stesso Signore accusa i giudei di annullare gli stessi precetti di Dio ( Mt 15,6 )

Anche l'apostolo Paolo in una sua lettera fa la seguente affermazione: Questo è il primo comandamento accompagnato da una promessa. ( Ef 6,2 )

Quale comandamento? Onora tuo padre e tua madre. ( Es 20,12; Lv 19,3; Ef 6,2 )

È precisamente un precetto di Dio.

Questo giovane voleva dunque ubbidire a Dio e seppellire il proprio padre; ma ci sono tempi, luoghi e cose che devono essere subordinati ad altre faccende, ad altri tempi e ad altri luoghi.

Si deve onorare il padre, ma si deve ubbidire a Dio.

Si deve amare il genitore, ma bisogna preferirgli il Creatore.

"Io - dice Cristo - ti chiamo al Vangelo, mi sei necessario per un'altra attività; questa è più importante di quella che desideri compiere.

Lascia che i morti seppelliscano i loro morti. ( Lc 9,60 )

Tuo padre è morto: ci sono altri morti capaci di seppellire i morti".

Chi sono i morti che seppelliscono altri morti?

Può forse un morto esser sepolto da altri morti?

In qual modo lo avvolgeranno nelle bende, se sono morti?

In qual modo lo porteranno, se sono morti?

Come lo piangeranno, se sono morti?

Eppure lo avvolgono, lo portano, lo piangono pur essendo morti, poiché sono infedeli.

2.2 - Bisogna regolare la carità

Ci ha insegnato quanto sta scritto nel Cantico dei cantici, quando la Chiesa dice: Regolate in me la carità. ( Ct 2,4 )

Che significa: Regolate in me la carità?

Stabilite delle gradazioni e date a ciascuno ciò che gli è dovuto.

Non ponete le cose superiori sotto le inferiori.

Amate i genitori ma al di sopra dei genitori mettete Dio.

Considerate la madre dei Maccabei: "Non so - disse - come siate apparsi nel mio seno. ( 2 Mac 7,22 )

Ho potuto concepirvi e partorirvi ma non ho potuto dar forma alle vostre membra; ascoltate quindi il Creatore, lui dovete mettere al di sopra di me; non dovete preoccuparvi che io non rimanga senza di voi".

Fece loro questa raccomandazione e si attennero ad essa.

Ciò che insegnava quella madre ai suoi figli lo insegnava il Signore Gesù Cristo a quel tale a cui diceva: Seguimi. ( Lc 9,58 )

2.3 - Il terzo che si preoccupa dei suoi viene biasimato

Ora invece si presenta un altro discepolo, al quale nessuno aveva rivolto la parola: Io ti seguirò - disse - o Signore, ma prima andrò ad annunciarlo a quelli della mia famiglia. ( Lc 9,61 )

Credo che il senso sia questo: "Permettimi d'informare i miei perché non si mettano, come suole accadere, a cercarmi".

Ma il Signore: Nessuno, che pone mano all'aratro, e poi si volta indietro a guardare, è adatto per il regno di Dio. ( Lc 9,62 )

Chiama te il sole che sorge e tu volgi lo sguardo verso il sole che tramonta!

In questo brano del Vangelo noi impariamo che il Signore si scelse quelli ch'egli volle.

Li scelse poi, come dice l'Apostolo, sia conforme alla sua grazia che alla loro giustizia.

Ecco le parole dell'Apostolo: Considerate che cosa dice Elia: Signore, hanno ucciso i tuoi profeti, hanno abbattuto i tuoi altari; sono rimasto io solo e cercano d'uccidermi.

Ma che cosa gli rispose Dio?

Mi sono riservato settemila uomini che non hanno piegato le ginocchia davanti a Baal. ( Rm 11,2-4 )

Tu credi d'essere l'unico servo ad affaticarti bene, mentre vi sono altri, e non pochi, i quali mi temono.

Ne ho lì, infatti, settemila.

L'Apostolo poi soggiunge: Così, anche al presente.

Poiché alcuni giudei credettero, ma molti furono riprovati, come anche quel tale che portava nel suo animo tane di volpi.

Così dunque - dice - anche al presente è stato salvato un resto in virtù d'una scelta gratuita di Dio, ( Rm 11,5 ) vale a dire: è sempre il medesimo Cristo di allora e di adesso, che allora disse anche ad Elia: Ho riservato per me.

Che significa: Ho riservato per me?

Li ho scelti io, poiché ho visto il loro spirito che riponeva la speranza in me, non in se stessi né in Baal.

Non sono mutati, sono rimasti come sono stati fatti da me.

Tu dunque che parli, dove saresti se non riponessi la tua speranza in me?

Se tu non fossi pieno della mia grazia, non avresti forse piegato anche tu le ginocchia davanti a Baal?

Ma tu sei pieno della mia grazia poiché non hai fatto assegnamento sulle tue forze ma completamente sulla mia grazia.

Non ti vantare dunque al punto di credere di non avere altri colleghi nel tuo servizio: ci sono quelli che ho scelto io come ho scelto te, quelli cioè che ripongono la loro fiducia in me, come dice l'Apostolo: Anche al presente è stato salvato un resto in virtù d'una scelta gratuita di Dio.

3.4 - Gli eletti debbono tutto alla grazia di Dio

Guardati, o cristiano, guardati dalla superbia! Anche se tu sei imitatore di santi, attribuisci sempre tutto alla grazia, perché, il fatto che ci fosse un "resto" è dovuto alla grazia di Dio nei tuoi riguardi, non ai tuoi meriti.

Ricordandosi di quel "resto" il profeta Isaia aveva detto: Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato un resto, saremmo come Sodoma, simili a Gomorra. ( Is 1,9 )

Così dunque - dice l'Apostolo - anche al presente un resto è stato salvato in virtù d'una scelta gratuita di Dio.

Ma se è stato salvato in forza della grazia, non lo è stato in forza delle opere; vale a dire: non t'insuperbire più dei tuoi meriti, altrimenti la grazia non sarebbe più grazia. ( Rm 11,5-6 )

Se infatti fai affidamento sulle tue opere, allora ti si rende la paga, non ti viene concessa una grazia.

Ma se è una grazia è data gratis.

Ora io mi rivolgo a te, peccatore, e ti chiedo: "Credi a Cristo?".

Tu mi rispondi: "Io credo".

Che cosa credi? Credi che possano esserti rimessi tutti quanti i peccati da lui?

Tu possiedi ciò che hai creduto.

O grazia data gratuitamente!

Perché tu, che sei giusto, credi che senza l'aiuto di Dio non puoi conservare la giustizia?

Il fatto che sei giusto attribuiscilo dunque interamente alla sua bontà; il fatto che sei peccatore ascrivilo invece alla tua malvagità.

Accusa te stesso ed egli ti perdonerà.

In effetti ogni nostra colpa, ogni nostro delitto o peccato deriva dalla nostra negligenza; ma ogni virtù e santità è un dono proprio della divina indulgenza.

Rivolti al Signore.

Indice