Gesù Cristo rivelazione dell'uomo

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Parte seconda

Cristo e i nostri problemi umani

Per poco che ci rifletta, l'uomo contemporaneo, soprattutto l'uomo occidentale, è ben disposto a riconoscere che la crisi del XX secolo è una crisi di civiltà, perché tutto è rimesso in questione.

È tanto più abbattuto da questa crisi in quanto è stato modellato, in ciò che ha di migliore, dal cristianesimo e dal senso cristiano della vita.

Ora, questo mondo occidentale è diventato sempre più estraneo al cristianesimo, non soltanto come pratica, ma come interpretazione della vita.

D'altra parte l'uomo occidentale vive sempre più alla periferia di se stesso; rimane estraneo al suo mistero e alle sue aspirazioni profonde.

Di conseguenza è sempre meno capace di capire che solo il cristianesimo è in condizioni di illuminarlo e di salvarlo.

Certo, ha dei problemi, anzi soccombe sotto la valanga dei problemi.

Ma l'uomo della tecnica ha sostituito ai valori fondamentali, desideri soltanto esteriori, come il benessere, la ricchezza, la salute, i divertimenti.

I suoi problemi hanno nomi che ben conosciamo perché riempiono i giornali e alimentano la televisione.

Si chiamano: salario, bilancio, imposte, guadagni, inflazione, programmazione, contratto di lavoro, sindacato, diritto di sciopero, assicurazioni sociali, ecologia, tecnocrazia, burocrazia, ideocrazia, economoprazia, ecc.

L'uomo del XX secolo è più sensibile ai disordini economici che ai disordini della sua coscienza; più sensibile alle scelte politiche che alle scelte religiose.

Si interessa ai problemi concreti, perché ha la preoccupazione di verificare, analizzare, calcolare, matematicizzare.

Ma i problemi che lo sollecitano non impegnano il suo essere profondo.

Ora Cristo non ha promesso di rispondere alle attese epidermiche dell'uomo.

Perché l'incendio portato da Cristo divampi, occorre che la sua parola attraversi i rivestimenti esteriori dell'uomo, gli strati periferici del suo essere e raggiunga la zona più intima.

Perché la parola di Cristo sviluppi tutta la sua energia e riscaldi ciò che è morto, occorre arrivare alla fissione dell'atomo, vale a dire fino a quel centro dove si pongono le vere questioni, perché è a proposito di esse che Cristo offre la luce decisiva.

Questi problemi, se cerchiamo di considerarli sotto tutti gli aspetti, si riducono infine ai rapporti dell'uomo col mondo, con gli altri, con se stesso, con Dio.

Infatti sono queste le dimensioni costitutive dell'uomo: distinte, inseparabili, interdipendenti.

Le relazioni col mondo pongono il problema del lavoro e del progresso; le relazioni con gli altri uomini pongono il problema dell'alterila, sotto forma di giustizia, di amicizia, di amore, di carità; le relazioni dell'uomo con se stesso pongono i problemi della solitudine, della malattia, della morte; le relazioni con Dio pongono i problemi della libertà, della legge, del peccato, della salvezza.1

Ma possiamo anche raggruppare questi problemi sotto forma di binomi, in un rapporto dialettico.

Otteniamo allora il seguente quadro: lavoro e progresso, solitudine e alterila, legge e libertà, morte e vita, peccato e salvezza, sofferenza e speranza, Dio trascendente e salvatore.

È l'ordine che abbiamo adottato, perché si presta a una presentazione più dinamica.

Su ciascuno di questi problemi che appartengono alla condizione umana, Cristo ha qualcosa da dire e qualche cosa di decisivo.

Dando a queste ineluttabili questioni una pienezza di significato inattesa, il messaggio cristiano attesta la sua credibilità.

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1 Un elenco di questi problemi si trova nella costituzione Gaudium et spes, (GS) e nel Decreto Nostra Aetate (NA). I problemi elencati in questi testi sono i seguenti: il senso della condizione umana ( GS 10, NA 1 ), il lavoro e il progresso ( GS 10 e GS 33 ), la sofferenza ( GS 10, NA 1 ), il bene e il peccato ( GS 10, NA 1 ), la libertà ( GS 17 ), la morte ( GS 10, NA 1 ), l'aldilà ( GS 10 ).