Summa Teologica - I

Indice

Articolo 2 - Se la disuguaglianza delle cose venga da Dio

Infra, q. 65, a. 2; C. G., II, cc. 44, 45; III, c. 97; De Pot., q. 3, a. 16; De anima, a. 7; Comp. Theol., cc. 73, 102; In Div. Nom., c. 4, lect. 16

Pare che la disuguaglianza delle cose non venga da Dio.

Infatti:

1. E proprio dell'ottimo produrre cose ottime.

Ma tra cose sommamente buone l'una non è maggiore dell'altra.

Quindi appartiene a Dio, che e l'ottimo, fare tutte le cose uguali.

2. L'uguaglianza e l'effetto dell'unità, come dice Aristotele [ Met. 5,15 ].

Ma Dio è uno.

Quindi ha fatto uguali tutte le cose.

3 E proprio della giustizia distribuire cose non uguali a esseri disuguali.

Ma Dio è giusto nelle sue opere.

Non essendoci dunque alcuna disuguaglianza antecedente all'azione con la quale egli comunica l'essere alle cose stesse, pare che egli abbia fatto uguali tutte le cose.

In contrario:

Sta scritto [ Sir 33,7s ]: « Perche un giorno e più importante di un altro?

Essi sono distinti secondo il pensiero del Signore, che ha variato le stagioni e le feste ».

Dimostrazione:

Origene [ Peri Arch. 1,6ss.; 2, cc. 1,2,9 ], volendo combattere l'ipotesi di coloro che affermavano la distinzione delle cose come derivante dall'opposizione tra i due principi del bene e del male, sostenne che inizialmente tutte le cose erano state create uguali da Dio.

E cosi egli dice che Dio da principio creo soltanto le creature intelligenti, e le creo tutte uguali; e che in esse si verifico per la prima volta la disuguaglianza a causa del libero arbitrio, essendosi alcune di esse più o meno fortemente indirizzate a Dio, altre invece essendosi da Dio più o meno fortemente discostate.

Allora quelle creature intelligenti che liberamente si erano rivolte a Dio furono promosse ai diversi ordini di angeli secondo la diversità dei loro meriti.

Quelle invece che si erano allontanate da Dio furono incatenate a corpi diversi, secondo la gravita del loro peccato; e [ Origene ] afferma che questa fu la causa della creazione dei corpi e della loro diversità.

Ora, stando a questa opinione, l'universo delle creature corporee sarebbe esistito non già per comunicare la bontà di Dio alle creature, ma per punire il peccato.

E ciò è in contrasto con quanto si dice nella Genesi [ Gen 1,31 ]: « Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona ».

D'altra parte, come osserva S. Agostino [ De civ. Dei 11,23 ]: « Che si può dire di più stolto di questo, che cioé Dio nello stabilire il nostro unico sole in un unico mondo non ebbe di mira la perfezione della bellezza e la prosperità delle realtà corporee, ma piuttosto ciò avvenne perche un'anima aveva peccato in un determinato modo?

Stando a questa ragione, se cento anime avessero peccato, questo mondo avrebbe avuto cento soli »

É necessario quindi affermare che la sapienza di Dio, come e causa della distinzione delle cose, cosi lo e anche della loro disuguaglianza.

E lo si dimostra nel modo seguente.

Nelle cose si trova una doppia distinzione: formale l'una, tra gli enti che differiscono specificamente, materiale l'altra, tra quelli che differiscono soltanto numericamente.

Ma essendo la materia in funzione della forma, la distinzione materiale e in funzione di quella formale.

Per cui vediamo che tra gli esseri incorruttibili non vi e che un solo individuo di una data specie, essendo la specie sufficientemente assicurata con un solo individuo; invece troviamo molti individui di una sola specie tra gli esseri generabili e corruttibili, per la conservazione della specie.

Dal che si rileva che la distinzione formale ha una priorità su quella materiale.

Ma la distinzione formale richiede sempre disuguaglianza: poiché, come dice Aristotele [ Met. 8,3 ], le forme delle cose sono come i numeri, tra i quali si ha cambiamento di specie per la semplice addizione o sottrazione di un'unità.

Per cui si vede che nella natura le specie sono ordinate secondo una gradazione, cioè i corpi misti sono più perfetti degli elementi, le piante più dei minerali, gli animali più delle piante, gli uomini più degli altri animali; e in ciascuno di questi gradi si trova sempre una specie più perfetta dell'altra.

Come dunque la divina sapienza è causa della distinzione delle cose per la perfezione dell'universo, cosi è causa anche della loro disuguaglianza.

Infatti l'universo non sarebbe perfetto se nelle cose si trovasse un solo grado di bontà.

Analisi delle obiezioni:

1. Appartiene all'ottima causa produrre ottimo l'intero suo effetto; non però fare ottima ogni parte per se stessa, ma ottima relativamente al tutto: infatti si distruggerebbe la bontà dell'animale se ciascuna sua parte avesse la nobiltà dell'occhio.

Cosi dunque Dio costituì l'intero universo ottimo, come può esserlo una realtà creata, ma non le singole creature, [ che fece ] piuttosto una più perfetta dell'altra.

Quindi nella Genesi [ Gen 1,4 ] si ripetono delle singole creature quelle parole: « Dio vide che la luce era cosa buona », e cosi di ciascuna; di tutte insieme invece si dice [ Gen 1,31 ]: « Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona ».

2. La prima cosa che procede dall'unità e l'uguaglianza, e poi la disuguaglianza.

Quindi dal Padre, al quale secondo S. Agostino [ De doctr. Christ. 1,5 ] va appropriata l'unità, procedette il Figlio, al quale si attribuisce per appropriazione l'uguaglianza, e infine derivarono le creature, alle quali appartiene la disuguaglianza.

Tuttavia anche le creature partecipano di una certa uguaglianza, cioè di proporzione.

3. Questo è l'argomento che impressionò Origene; ma non si applica che alle sanzioni morali, le cui disuguaglianze sono dovute a meriti disuguali.

Nella costituzione delle cose invece la disuguaglianza delle parti non dipende da una qualsiasi disuguaglianza precedente di merito o di disposizione della materia, bensì dalla perfezione del tutto.

E ciò è evidente anche nelle opere dell'uomo.

Infatti il tetto non differisce dalle fondamenta perche di materia diversa, ma è invece l'artefice che cerca, perche la casa sia perfetta nelle sue varie parti, una materia diversa, e se potesse la creerebbe.

Indice