Summa Teologica - II-II

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Articolo 1 - Se l'apostasia rientri nell'incredulità

Pare che l'apostasia non rientri nell'incredulità.

Infatti:

1. Non pare che rientri nell'incredulità ciò che costituisce il principio di tutti i peccati: poiché molti sono i peccati che non implicano l'incredulità.

Ora, l'apostasia è il principio di tutti i peccati, poiché leggiamo [ Sir 10,12 ]: « Principio della superbia umana è l'apostasia da Dio »; e ancora [ Sir 10,13 ]: « La superbia è il principio di ogni peccato ».

Quindi l'apostasia non rientra nell'incredulità.

2. L'incredulità si attua nell'intelletto.

Invece l'apostasia si attua piuttosto nelle opere esterne e nelle parole, oppure anche nei moti interni della volontà, poiché sta scritto [ Pr 6,12ss ]: « Un apostata è un uomo che non ha nulla di buono, va con la bocca distorta, ammicca con gli occhi, stropiccia i piedi e fa cenni con le dita.

Cova propositi malvagi nel cuore, in ogni tempo suscita liti ».

Inoltre uno sarebbe considerato apostata anche se si circoncidesse, o adorasse la tomba di Maometto.

Perciò l'apostasia non rientra direttamente nell'incredulità.

3. L'eresia, per il fatto che rientra nell'incredulità, è una sua specie determinata.

Se quindi anche l'apostasia rientrasse nell'incredulità, dovrebbe esserne una specie determinata.

Ma da quanto sopra [ q. 10, a. 5 ] si è detto, ciò non pare vero.

Quindi l'apostasia non rientra nell'incredulità.

In contrario:

Nel Vangelo [ Gv 6,66 ] si legge: « Molti del suoi discepoli si tirarono indietro », cioè apostatarono.

Ma a proposito di essi il Signore aveva detto [ Gv 6,64 ]: « Vi sono alcuni tra voi che non credono ».

Perciò l'apostasia rientra nell'incredulità.

Dimostrazione:

L'apostasia implica un abbandono di Dio.

Ma ciò può avvenire in diversi modi, secondo le diverse forme di adesione a Dio.

L'uomo infatti può aderire a Dio per prima cosa con la fede; secondo, con la debita sottomissione della volontà che obbedisce ai suoi comandamenti; terzo, con speciali osservanze supererogatorie, quali quelle connesse con la vita religiosa, o clericale, oppure con gli ordini sacri.

Ora, togliendo quest'ultima cosa possono rimanere le precedenti, ma non viceversa.

Quindi può capitare che uno si limiti ad apostatare da Dio abbandonando la religione che aveva professato, oppure l'ordine sacro ricevuto: e allora si parla di apostasia dalla vita religiosa, o dagli ordini sacri.

E così pure può capitare a qualcuno di apostatare da Dio con la ribellione dell'anima ai comandamenti del Signore.

Però con queste due apostasie l'uomo può ancora rimanere unito a Dio mediante la fede.

Se invece abbandona la fede, allora si allontana totalmente da lui.

Perciò l'apostasia in senso pieno e assoluto è quella che consiste nell'abbandono della fede, e che è chiamata apostasia di perfidia.

Ed è in questo modo che l'apostasia pura e semplice rientra nell'incredulità.

Analisi delle obiezioni:

1. L'obiezione parte dal secondo tipo di apostasia, che implica la volontà di ritrarsi dai comandamenti di Dio ed è presente in tutti i peccati mortali.

2. Nella fede rientra non soltanto l'adesione del cuore, ma anche la professione esterna della fede con le parole e con i fatti: poiché anche la confessione è un atto di fede.

Quindi certe parole e certi atti fanno parte dell'incredulità in quanto segni di essa, nel modo in cui il segno della sanità merita l'appellativo di sano.

Il testo riferito poi, pur essendo applicabile a qualsiasi apostasia, nella maniera più esatta conviene all'apostasia dalla fede.

Essendo infatti la fede « il primo fondamento delle cose sperate », ed « essendo impossibile piacere a Dio senza la fede » [ cf. Eb 11,1.6 ], se si toglie la fede non rimane nulla all'uomo che possa servire alla salvezza eterna.

Per cui la Scrittura afferma che « l'apostata è un uomo che non ha nulla di buono ».

Inoltre la fede è la vita dell'anima, secondo l'espressione di S. Paolo [ Rm 1,17 ]: « Il giusto vivrà mediante la fede ».

Perciò, come eliminata la vita del corpo tutte le membra e tutte le parti del corpo perdono la debita disposizione, così, una volta eliminata la vita della grazia che dipende dalla fede, appare il disordine in tutte le membra.

Primo, nella bocca, che meglio di ogni altro organo manifesta l'interno del cuore; secondo, negli occhi; terzo, nelle facoltà di moto; quarto, nella volontà, che tende al male.

E da ciò segue che uno susciti liti, cercando di allontanare altri dalla fede come si è allontanato lui.

3. Una qualità o una forma non si diversifica specificamente per il fatto che è il termine di partenza o di arrivo di un moto, ma sono piuttosto i moti a prendere le loro specie dai vari termini del moto stesso.

Ora, l'apostasia si rapporta all'incredulità come il termine di arrivo del moto di allontanamento dalla fede.

Perciò l'apostasia non costituisce una determinata specie dell'incredulità, ma solo una circostanza aggravante, come si rileva da quelle parole di S. Pietro [ 2 Pt 2,21 ]: « Meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuto la via della giustizia piuttosto che, dopo averla conosciuta, voltare le spalle al santo precetto che era stato loro dato ».

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