Summa Teologica - II-II

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Articolo 10 - Se l'elemosina vada fatta con larghezza

Infra, q. 117, a. 1, ad 2; In 2 Cor., c. 8, lect. 1

Pare che l'elemosina non vada fatta con larghezza.

Infatti:

1. L'elemosina va fatta specialmente ai propri congiunti.

Ma a costoro, come spiega S. Ambrogio [ De off. 1,30 ], essa non va data « in modo da farli arricchire ».

Quindi neppure agli altri va data con larghezza.

2. Dice ancora S. Ambrogio [ ib. ]: « Le ricchezze non vanno effuse tutte insieme, ma dispensate ».

Ma largheggiare equivale a effondere.

Quindi l'elemosina non va fatta con larghezza.

3. L'Apostolo [ 2 Cor 8,13 ] ammonisce: « Non si tratta di dare sollievo ad altri », cioè di fare in modo che altri vivano oziosamente con i nostri beni, « e a voi ristrettezza », cioè miseria.

Ma succederebbe proprio questo se le elemosine fossero date con larghezza.

Quindi l'elemosina non va data in abbondanza.

In contrario:

Sta scritto [ Tb 4,8 ]: « Se hai molto, da' molto ».

Dimostrazione:

La larghezza dell'elemosina può essere considerata sia dalla parte di chi dà, sia dalla parte di chi riceve.

Dalla parte di chi dà, quando uno dà molto in proporzione alle sue facoltà.

E dare con larghezza in questo modo è cosa lodevole: infatti il Signore [ Lc 21,3s ] lodò la vedova che « nella sua povertà aveva offerto tutto quanto aveva per vivere »: purché si osservi quanto abbiamo detto sopra [ a. 6 ] sul modo di fare l'elemosina col necessario.

Dalla parte invece di chi la riceve, l'elemosina può essere abbondante in due modi.

Primo, quando soddisfa efficacemente alla sua indigenza.

E dare con larghezza l'elemosina in questo modo è cosa lodevole.

- Secondo, quando sovrabbonda nel superfluo.

E ciò non è lodevole, ma è meglio dare a un numero maggiore di bisognosi.

Per cui anche l'Apostolo [ 1 Cor 13,3 ] dice: « Se anche distribuissi ai poveri », parole che la Glossa [ interlin. ] così spiega: « Con ciò viene insegnato un accorgimento dell'elemosina, che cioè non va data a uno solo, ma a molti, perché possa giovare a molti ».

Analisi delle obiezioni:

1. L'argomento vale per quella larghezza che sorpassa il bisogno di chi riceve l'elemosina.

2. Il testo parla della larghezza dell'elemosina dalla parte di chi dà.

- Ma esso va inteso nel senso che Dio non vuole l'effusione di tutte le ricchezze se non nel mutamento del proprio stato.

Infatti S. Ambrogio continua: « A meno che uno non faccia come Eliseo, il quale uccise i buoi e sfamò i poveri con quanto aveva, per non essere più trattenuto da alcuna cura domestica ».

3. Il testo citato, con l'espressione: « Non si tratta di dare sollievo ad altri », accenna alla larghezza dell'elemosina che supera il bisogno di chi la riceve, al quale invece l'elemosina va fatta non per farne un ricco, ma per sostentarlo.

Nella qual cosa però ci vuole una certa discrezione per le diverse condizioni degli uomini, alcuni dei quali educati nell'agiatezza hanno bisogno di cibi e di vestiti più delicati.

Da cui l'ammonimento di S. Ambrogio [ l. cit. ]: « Nel dare va tenuta presente l'età e la debolezza [ di ciascuno ].

E talora anche la vergogna, che tradisce la nobiltà dei natali.

E si osservi anche se uno è decaduto dalla ricchezza nella miseria senza sua colpa ».

- Invece con l'espressione: « e a voi ristrettezza », [ il testo ] parla dell'abbondanza dalla parte di chi dona.

Però, come nota la Glossa [ interlin. ], « così dicendo esso non esclude che ciò sarebbe una cosa migliore », cioè dare con larghezza.

« Ma ha timore dei deboli, ai quali raccomanda di dare in modo da non dover soffrire essi stessi la povertà ».

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