Summa Teologica - III

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Articolo 2 - Se Cristo abbia dato il proprio corpo a Giuda

In 4 Sent., d. 11, q. 3, a. 2, sol. 1, 2; In Matth., c. 26; In Ioan., c. 13, lectt. 3, 4

Pare che Cristo non abbia dato il proprio corpo a Giuda.

Infatti:

1. Come si legge in S. Matteo [ Mt 26,29 ], dopo che il Signore ebbe dato ai discepoli il suo corpo e il suo sangue, disse loro: « D'ora in poi non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio ».

Dalle quali parole risulta che quelli a cui aveva dato il suo corpo e il suo sangue avrebbero poi bevuto di nuovo con lui.

Ma Giuda non bevve più con lui.

Quindi non ricevette con gli altri discepoli il corpo e il sangue di Cristo.

2. Il Signore metteva in pratica ciò che comandava, secondo le parole degli Atti [ At 1,1 ]: « Gesù cominciò a fare e a insegnare ».

Ora, egli comandò [ Mt 7,6 ]: « Non date le cose sante ai cani ».

Conoscendo quindi che Giuda era in peccato, non gli può avere offerto il suo corpo e il suo sangue.

3. Si legge [ Gv 13,26 ] che Cristo porse a Giuda personalmente « del pane intinto ».

Se dunque gli diede il proprio corpo, glielo diede allora con quel boccone, tanto più che Giovanni [ Gv 13,27 ] dice: « Dopo quel boccone, Satana entrò in lui »; e S. Agostino [ In Ioh. ev. tract. 62 ] commenta: « Qui ci viene insegnato quanto dobbiamo guardarci dal ricevere malamente il bene.

Se infatti si rimprovera chi non distingue il corpo del Signore dagli altri cibi, in che modo sarà condannato chi fingendosi amico si accosta da nemico alla sua mensa? ».

Ora, con il boccone di pane inzuppato Giuda non prese il corpo di Cristo, come nota S. Agostino [ In Ioh. ev. tract. 62 ] commentando le parole di S. Giovanni [ Gv 13,26 ]: « Intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone »: « Giuda non ricevette allora da solo il corpo di Cristo, come credono alcuni, leggendo senza attenzione ».

Quindi Giuda non ricevette il corpo di Cristo.

In contrario:

Il Crisostomo [ In Mt hom. 82 ] afferma: « Giuda, pur partecipando ai misteri, non si convertì.

E così il suo delitto è per ogni verso più enorme: sia perché si accostò ai misteri con quel cattivo proposito, sia perché dopo averli ricevuti non divenne migliore, né per il timore, né per la gratitudine, né per l'onore ».

Dimostrazione:

S. Ilario [ In Mt 30 ] sostiene che Cristo non diede a Giuda il suo corpo e il suo sangue.

E ciò sarebbe stato conveniente, considerata la malizia di Giuda.

Ma poiché Cristo doveva essere per noi un esempio di giustizia, non si addiceva al suo magistero separare dalla comunione degli altri Giuda, peccatore occulto, senza un'accusa e una prova evidente, per non dare così l'esempio ai superiori ecclesiastici di fare lo stesso, e per evitare che Giuda per esasperazione prendesse da ciò occasione di peccare.

Dobbiamo quindi affermare che Giuda assieme agli altri discepoli ricevette il corpo e il sangue del Signore, come ritengono Dionigi [ De eccl. hier. 3,3,1 ] e S. Agostino [ In Ioh. ev. tract. 62 ].

Analisi delle obiezioni:

1. L'argomento è quello usato da S. Ilario per dimostrare che Giuda non ricevette il corpo di Cristo.

Ma non è un argomento cogente.

Cristo infatti si rivolge ai discepoli, dal collegio dei quali Giuda si separò senza che Cristo lo avesse escluso.

Perciò Cristo, per quanto dipendeva da lui, era disposto a bere il vino nel regno di Dio anche con Giuda; ma Giuda rifiutò questo convito.

2. La malizia di Giuda era nota a Cristo come Dio, ma non gli era nota nel modo in cui si manifesta agli uomini.

Quindi Cristo non respinse Giuda dalla comunione per dare l'esempio agli altri sacerdoti, affinché non respingano i peccatori occulti.

3. Certamente Giuda con il pane intinto non ricevette il corpo di Cristo, ma del semplice pane.

« Forse però quel pane intinto », dice S. Agostino [ In Ioh. ev. tract. 62 ], « indica la finzione di Giuda: alcune cose infatti vengono intinte per tingerle.

Se invece l'intinzione significa qui qualcosa di buono », cioè la dolcezza della bontà divina, poiché il pane è reso più saporito dall'intingolo, « giustamente la dannazione colpì chi fu ingrato di fronte a quel beneficio ».

E a causa di tale ingratitudine « il bene divenne male per Giuda », come accade a coloro che ricevono indegnamente il corpo di Cristo.

Inoltre secondo S. Agostino [ In Ioh. ev. tract. 62 ] « si deve ritenere che prima il Signore distribuì a tutti i suoi discepoli il sacramento del suo corpo e del suo sangue, Giuda compreso, secondo la narrazione di S. Luca, e poi avvenne quanto riferisce S. Giovanni, che cioè il Signore mostrò chi era il traditore porgendogli un boccone di pane intinto ».

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