Catechismo della Chiesa Cattolica

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III. Quando celebrare?

1168 L'anno liturgico

A partire dal Triduo Pasquale, come dalla sua fonte di luce, il tempo nuovo della Risurrezione permea tutto l'anno liturgico del suo splendore.

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Progressivamente, da un versante e dall'altro di questa fonte, l'anno è trasfigurato dalla Liturgia.

Essa costituisce realmente l'« anno di grazia del Signore » ( Lc 4,19 ).

L'Economia della salvezza è all'opera nello svolgersi del tempo, ma dopo il suo compimento nella Pasqua di Gesù e nell'effusione dello Spirito Santo, la conclusione della storia è anticipata, « pregustata », e il Regno di Dio entra nel nostro tempo.

1169 Per questo la Pasqua non è semplicemente una festa tra le altre: è la « Festa delle feste », la « Solennità delle solennità », come l'Eucaristia è il Sacramento dei sacramenti (il Grande sacramento).

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Sant'Atanasio la chiama « la Grande domenica »,46 come la Settimana santa in Oriente è chiamata
« la Grande Settimana ».

Il Mistero della Risurrezione, nel quale Cristo ha annientato la morte, permea della sua potente energia il nostro vecchio tempo, fino a quando tutto gli sia sottomesso.

1170 Nel Concilio di Nicea ( anno 325 ) tutte le Chiese si sono accordate perché la Pasqua cristiana sia celebrata la domenica che segue il plenilunio ( 14 Nisan ) dopo l'equinozio di primavera.

A causa dei diversi metodi utilizzati per calcolare il giorno 14 del mese di Nisan, il giorno di pasqua non sempre ricorre contemporaneamente nelle Chiesa Occidentali e Orientali.

Perché esse cercano oggi un accordo per ritornare a celebrare alla stessa data il giorno della Risurrezione del Signore.

1171 L'anno liturgico è il dispiegarsi dei diversi aspetti dell'unico Mistero pasquale.

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Questo è vero soprattutto per il ciclo delle feste relative al Mistero dell'Incarnazione (Annunciazione, Natale, Epifania) le quali fanno memoria degli inizi della nostra salvezza e ci comunicano le primizie del Mistero di Pasqua.

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46 Sant'Atanasio di Alessandria, Epistula festivalis, 329: PG 26, 1366 A