Diario di M. Faustina Kowalska

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+ 24 settembre 1936.

La Madre Superiora55 mi comandò di recitare un mistero del rosario in luogo di tutti gli altri esercizi di pietà e di andarmi a coricare immediatamente.

Non appena coricata m'addormentai di colpo, perché ero molto stanca.

Dopo un istante, tuttavia, fui svegliata dal dolore.

Era un dolore così acuto da non permettermi il minimo movimento, nemmeno quello d'inghiottire la saliva.

Durò circa tre ore.

Pensai di destare la suora novizia56 con cui abitavo.

Riflettei però che essa non m'avrebbe potuto portare alcun aiuto: che dormisse, dunque; sarebbe stato un vero peccato svegliarla.

M'abbandonai totalmente alla volontà di Dio, pensando che stesse giungendo per me il giorno della morte, giorno da me desiderato.

Avevo la possibilità di unirmi a Gesù sofferente sulla croce; non ero in grado di pregare in altro modo.

Non appena il dolore fu passato, incominciai a sudare, ma non potevo fare nessun movimento per non ricadere nello stato precedente.

Al mattino mi sentii spossata, ma fisicamente non soffrivo più.

Tuttavia non fui in grado di alzarmi per la santa Messa.

Dentro di me pensavo: se, dopo dolori simili, la morte non viene ancora, quanto devono essere grandi i dolori della morte?

Gesù, Tu sai che amo la sofferenza e desidero vuotare il calice delle sofferenze fino all'ultima goccia e tuttavia un leggero brivido misto a paura ha scosso la mia natura, ma subito la mia fiducia nella infinita Misericordia di Dio si è risvegliata con tutta la sua potenza e di fronte ad essa tutto dovette cedere, come l'ombra di fronte ad un raggio di sole.

O Gesù, quanto è grande la Tua bontà, questa Tua infinita bontà, che conosco bene e mi permette di guardare coraggiosamente negli occhi alla morte stessa.

So che nulla può succedermi senza il Suo permesso.

Desidero esaltare la Tua infinita Misericordia in vita, nell'ora della morte, nella resurrezione e nei secoli infiniti.

+ O mio Gesù, mia forza, mia pace e riposo, nei raggi della Tua Misericordia s'immerge ogni giorno la mia anima.

Non c'è un solo momento nella mia vita in cui non tocchi con mano, o Dio, la Tua Misericordia.

Nella mia vita non faccio affidamento su nulla, ma unicamente sulla Tua infinita Misericordia, o Signore; essa è la guida della mia vita.

La mia anima è piena della Misericordia di Dio.

+ Oh, quanto ferisce Gesù l'ingratitudine di un'anima eletta!

Il Suo amore ineffabile è sottoposto al martirio.

Iddio ci ama con tutto il Suo essere infinito quale Egli è, e qui un po' di misera polvere disprezza questo amore.

Mi si spezza il cuore dal dolore, quando vengo a conoscenza di tale ingratitudine.

Una volta udii queste parole: « Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia inconcepibile Misericordia.

Desidero che la festa della Misericordia57 sia di riparo e rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori.

In quel giorno sono aperte le viscere della Mia, Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia.

L'anima che si accosta alla confessione ed alla santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene.

In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine.

Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto.

La Mia Misericordia è talmente grande che nessuna mente, né umana né angelica, riuscirà a sviscerarla pur impegnandovisi per tutta l'eternità.

Tutto quello che esiste, è uscito dalle viscere della Mia Misericordia.

Ogni anima nei Miei confronti rifletterà per tutta l'eternità sul Mio amore e sulla Mia Misericordia.

La festa della Misericordia è uscita dalle Mie viscere; desidero che venga celebrata solennemente la prima domenica dopo Pasqua.

L'umanità non troverà pace finché non si rivolgerà alla sorgente della Mia Misericordia ».

+ Una volta in cui ero tanto stanca e sofferente, ne parlai alla Madre Superiora, ed ella rispose che dovevo familiarizzarmi con la sofferenza.

Ascoltai quanto la Madre mi disse e, subito dopo, lasciai la sua stanza.

La nostra Madre Superiora ha tanta carità per il prossimo e specialmente per le suore inferme, come tutti riconoscono; per quanto mi concerne però, stranamente Gesù permise che essa non mi capisse e mi mettesse alla prova molto spesso a questo riguardo.

Un giorno in cui mi sentivo molto male e andai al lavoro, mi pareva di venir meno ogni momento e l'afa era tanto pesante che, a cagione del calore, si sarebbe sentito male anche chi non lavorava.

Che dire, quindi, quando si lavora e si è in cattive condizioni di salute?

Così, prima di mezzogiorno sospesi il mio lavoro e guardai il cielo con grande fiducia e dissi al Signore: « Gesù, copri il sole perché non riesco a sopportare più a lungo questo caldo ».

E all'istante, strano a dirsi, una nuvoletta bianca coprì il sole e dopo d'allora non si ebbe più una così grande calura.

Quando, poco dopo, cominciai a rimproverarmi per non aver saputo sopportare l'afa e per aver chiesto che ne fossi sollevata, fu Gesù stesso che, in proposito, venne a ridarmi la tranquillità.

13 agosto 1936.

Questa sera la presenza di Dio mi ha investito, in un attimo ho conosciuto la grande Santità di Dio.

Oh, come mi ha schiacciato la grandezza di Dio, poiché nello stesso momento ho conosciuto il mio abisso e la mia nullità!

È stato un grande tormento, poiché alla conoscenza segue l'amore.

L'anima si slancia impetuosamente verso Dio e si trovano di fronte due amori: il Creatore e la creatura; una gocciolina che vuoi misurarsi con l'oceano.

In un primo istante la goccia vorrebbe racchiudere in sé l'oceano sconfinato, ma nello stesso momento viene a conoscere che è una gocciolina ed allora è vinta e passa tutta in Dio, come una goccia nell'oceano …

Quest'attimo sulle prime è un tormento, ma così dolce che l'anima che lo prova ne è felice.

Attualmente faccio un esame di coscienza particolare per rimanere unita a Cristo Misericordioso.

Questo esercizio mi da una forza misteriosa, il cuore è sempre unito a Colui che desidera e le azioni vengono regolate dalla Misericordia che scaturisce dall'amore.

Passo ogni momento libero ai piedi di Dio nascosto nel tabernacolo.

Egli è il mio Maestro, chiedo tutto a Lui, con Lui parlo di tutto, lì attingo forza e luce, lì imparo tutto, di lì mi vengono i lumi sul modo di comportarmi col prossimo.

Dal momento in cui sono uscita dal noviziato, mi sono chiusa nel tabernacolo col mio Maestro Gesù.

E stato Lui stesso ad attirarmi in questo fuoco di amore vivo, attorno al quale si concentra tutto.

25.9.

Provo dei dolori alle mani, ai piedi e al fianco, nei punti dove Gesù venne trafitto.

Sperimento particolarmente queste sofferenze quando m'incontro con un'anima che non è in stato di grazia.

Allora prego ardentemente affinché la Divina Misericordia prenda possesso di quell'anima.

29.9.

Nel giorno di San Michele Arcangelo vidi questo Condottiero accanto a me, che mi disse queste parole: « Il Signore mi ha raccomandato di avere una cura particolare di te.

Sappi che sei odiata dal male, ma non temere. Chi è come Dio? ».

E scomparve. Io però sento la sua presenza ed il suo aiuto.

2.10.1936. Primo venerdì del mese.

Dopo la S. Comunione improvvisamente vidi Gesù che mi disse queste parole; « Adesso so che non Mi ami per le grazie né per i doni, ma perché la Mia volontà ti è più cara della vita.

Per questo Mi unisco a te così intimamente come con nessun'altra creatura ».

In un momento Gesù scomparve.

La presenza di Dio inondò la mia anima; so di essere sotto lo sguardo di un Sovrano.

M'immersi tutta nella gioia che proviene da Dio.

Per tutto il giorno vissi in quell'immersione in Dio, senza alcun intervallo.

Verso sera all'improvviso entrai in una specie di deliquio ed in una strana forma di agonia.

Il mio amore desiderava essere uguale all'amore di quel Sovrano.

Era attratto verso di Lui così violentemente che senza una specialissima grazia del Signore, sarebbe stato impossibile poter sopportare un così enorme carico di grazia.

Ma vedo chiaramente che è Gesù stesso che mi sostiene, mi fortifica e mi rende idonea a trattare intimamente con Lui.

In questo l'anima è attiva in un modo singolare.

3.10.36.

Oggi durante il rosario ad un tratto ho visto una pisside col SS.mo Sacramento.

La pisside era scoperta e piuttosto abbondantemente piena di ostie.

Dalla pisside uscì una voce: « Queste ostie sono state ricevute da anime convertite dalle tue preghiere e sofferenze ».

E subito avvertii la presenza di Dio in maniera infantile.

Mi sentii stranamente una bambina.

Un giorno sentii che non sarei riuscita a stare alzata fino alle nove, pregai perciò Sr. N. di darmi qualche cosa da mangiare, perché andavo a coricarmi prima, dato che non mi sentivo bene.

Sr. N. mi rispose: « Lei, sorella, non è malata; hanno voluto semplicemente darle un po' di riposo, fingendo che sia malata ».

O mio Gesù, e pensare che la malattia è talmente avanzata, che il medico mi ha isolato dalle consorelle affinché non si comunichi ad altre, ed ecco qui come viene giudicata una persona.

Ma va bene così. Tutto questo è per Te, o mio Gesù.

Non voglio dilungarmi a scrivere di cose esteriori, perché non sono esse che mi motivano a scrivere.

Io desidero prender nota soprattutto delle grazie, che mi concede il Signore, poiché esse non sono soltanto per me, ma per molte anime.

5.10.1936.

Oggi ho ricevuto una lettera da Don Sopocko, dalla quale ho appreso che ha intenzione di far stampare una immaginetta di Cristo Misericordioso e mi chiede di inviargli una certa preghiera,58 che vuoi mettere nel retro dell'immaginetta se ottiene l'autorizzazione dell'Arcivescovo.

Oh! di quanta gioia si riempie il mio cuore per il fatto che Iddio ha permesso che vedessi l'opera della Sua Misericordia.

Oh! grande è quest'opera dell'Altissimo; io sono soltanto il Suo strumento.

Oh! quanto ardentemente desidero vedere la festa della Divina Misericordia, che Iddio chiede insistentemente per mio mezzo, ma se questa è la volontà di Dio; e se essa verrà celebrata solennemente solo dopo la mia morte, io mi rallegro per questo fin d'ora e la celebro già interiormente col permesso del confessore.

+ Oggi ho visto Padre Andrasz in ginocchio, immerso in preghiera, e ad un tratto si è presentato Gesù accanto a lui ed ha steso entrambe le mani sulla sua testa e mi ha detto: « Egli ti condurrà, non temere ».

11 ottobre.

Questa sera mentre scrivevo sulla grande Misericordia divina e sul grande profitto che ne ricavano le anime, si precipitò nella cella satana con gran malvagità e furore.

Prese il paravento e cominciò a farlo a pezzi per annientarlo.

In un primo momento mi spaventai un po', ma subito con un piccolo crocifisso feci il segno della santa croce.

Immediatamente la bestia si calmò e scomparve.

Oggi non ho visto quella figura mostruosa, ma solo la sua malvagità; è tremenda la rabbia perversa di satana.

Il paravento tuttavia non era stato né rotto né danneggiato.

Continuai pertanto a scrivere in tutta tranquillità.

So bene che, senza il permesso di Dio, quel miserabile non può toccarmi.

Allora perché agisce così?

Comincia ad assalirmi apertamente con tanta rabbia e tanto odio; ma non turba la mia pace nemmeno per un momento.

Questo mio equilibrio provoca la sua rabbia malvagia.

+ Oggi il Signore mi ha detto: « Va' dalla Superiora e dille che desidero che tutte le suore e le ragazze recitino la coroncina che ti ho insegnato.

Devono recitarla per nove giorni e in cappella, al fine di placare lo sdegno del Padre Mio ed impetrare la divina Misericordia per la Polonia ».

Risposi al Signore che l'avrei detto alla Superiora, ma dovevo prima mettermi d'accordo con Padre Andrasz e decisi quindi che, appena il Padre fosse venuto, mi sarei accordata con lui.

Quando venne il Padre, le circostanze si svolsero in modo che non potei vederlo; tuttavia non avrei dovuto badare ad alcuna circostanza, ma andare da lui e definire la questione.

Pensai: « Lo farò la prossima volta che verrà il Padre ».

E questo non piacque affatto a Dio.

In un attimo la presenza di Dio mi abbandonò, questa grande presenza di Dio che è in me anche in maniera sensibile.

In questo momento però mi ha abbandonato completamente, ed una specie di tenebra ha preso possesso della mia anima, al punto che non so se sono in stato di grazia o meno.

In conseguenza di ciò per quattro giorni non mi sono accostata alla santa Comunione.

Dopo quattro giorni m'incontrai col Padre e gli raccontai tutto.

Il Padre mi consolò: « Non ha perso la grazia di Dio, ma nello stesso tempo sia fedele a Dio ».

Nel momento in cui mi allontanai dal confessionale, m'investì nuovamente la presenza di Dio come prima.

Compresi che la grazia di Dio bisogna prenderla come Dio la manda e nel modo che Egli vuole e bisogna prenderla nella forma sotto la quale Dio ce la manda.

O Gesù mio, in questo momento faccio un proposito deciso e perenne basandomi sulla tua grazia e Misericordia, di essere fedele anche alla più piccola delle Tue grazie.

Per tutta la notte mi sono preparata per ricevere la santa Comunione, dato che non ho potuto dormire a causa delle sofferenze fisiche.

La mia anima si è immersa nell'amore e nella contrizione.

Dopo la S. Comunione ho udito queste parole: « Vedi quello che sei in te stessa, ma non spaventarti per questo; se ti svelassi tutta la miseria che sei, moriresti per lo spavento; sappi tuttavia quello che sei.

Proprio perché sei una miseria così grande, ti ho svelato tutto il mare della Mia Misericordia.

Cerco e desidero anime come la tua, ma ce ne sono poche.

La tua grande fiducia verso di Me mi costringe a concederti continuamente grazie.

Hai dei grandi ed inesprimibili diritti sul Mio Cuore, poiché sei una figlia di piena fiducia.

Non potresti sopportare l'enormità dell'amore che ho per te, se te lo svelassi qui in terra in tutta la sua pienezza.

Spesso sollevo per te un lembo del velo, ma sappi che questo è soltanto una Mia grazia eccezionale.

Il Mio amore e la Mia Misericordia non conoscono limiti ».

Oggi ho udito queste parole: « Sappi, bambina Mia, che per riguardo a te concedo grazie a tutto il territorio circostante, ma tu devi ringraziarMi per loro, poiché essi non Mi ringraziano per i benefici che concedo loro.

In base alla tua riconoscenza, continuerò a benedirli ».

O Gesù mio, Tu sai quanto è pesante la vita di comunità, quante incomprensioni, quanti malintesi, nonostante talvolta vi sia la più sincera volontà da ambo le parti, ma questo è un tuo mistero, o Signore, che noi conosceremo nell'eternità.

I nostri giudizi tuttavia dovrebbero essere sempre miti.

Avere un direttore spirituale è una grande grazia, una grazia di Dio enormemente grande.

Sento che ora da sola non saprei affrontare la vita spirituale.

Grande è la potenza del sacerdote; ringrazio Iddio incessantemente per avermi dato un direttore spirituale.

+ Oggi ho udito queste parole: « Vedi quanto sei debole? E quando potrò contare su di te? ».

Risposi: « Gesù, Tu resta sempre con me, dato che io sono la Tua piccola bimba; Gesù, Tu lo sai quello che fanno i bambini ».

+ Oggi ho udito queste parole: « Le grazie che ti concedo non sono soltanto per te, ma anche per un gran numero di anime …

E nel tuo cuore c'è la Mia stabile dimora; nonostante la miseria che sei.

Mi unisco a te, ti tolgo la tua miseria e ti do la Mia Misericordia.

In ogni anima compio l'opera della Misericordia e più è grande il peccatore, tanto maggiori sono i diritti che ha alla Mia Misericordia.

Chi confida nella Mia Misericordia non perirà, poiché tutti i suoi problemi sono Miei ed i nemici s'infrangeranno ai piedi del Mio sgabello ».

Il giorno prima degli esercizi spirituali cominciai a pregare affinché Gesù mi concedesse almeno un po' di salute, per poter partecipare agli esercizi; poiché mi sento così male che forse saranno gli ultimi per me.

Però appena cominciai a pregare, provai subito una strana insoddisfazione, perciò interruppi la preghiera di supplica e cominciai a ringraziare il Signore per tutto quello che mi manda, sottomettendomi completamente alla Sua santa volontà.

Allora sentii nell'anima una profonda pace.

+ La fedele sottomissione sempre e ovunque alla volontà di Dio, in tutti i casi e le circostanze della vita, rende a Dio una grande gloria.

Tale sottomissione alla volontà di Dio, ai Suoi occhi ha un valore maggiore di lunghi digiuni e mortificazioni e delle più rigide penitenze.

Oh, guanto grande è la ricompensa per un solo atto di amorevole sottomissione alla volontà di Dio!

Mentre scrivo queste cose, la mia anima rimane estasiata, pensando a quanto Iddio l'ama e a quanta pace gode l'anima già su questa terra.

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55 Superiora a quel tempo era M. Irene Krzyzanowska ( Diano, Q. I, nota 73 )
56 La novizia era probabilmente Sr. Fabiola, affetta da tisi e per tale motivo ricoverata a quel tempo in infermeria. Sr. Fabiola Pawluk, nata nel 1912 è morta a Czestochowa nel 1947 (A. CSBVMM - C)
57 La festa della Divina Misericordia, come riferisce Santa Faustina secondo il desiderio del Signore, dovrebbe essere celebrata la prima domenica dopo Pasqua (cfr. Diario, Q.I, pp. 18, 37, 124, 130, 174 a metà; Q. H, pp. 40,139, 162 verso la fine )
58 Don M. Sopocko con lettera ;del 5 ottobre 1936 pregava Santa Faustina di inviargli il testo della coronaria e della novena alla Divina Misericordia (cfr. L. MS. n. 75)