Supplemento alla III parte

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Articolo 3 - Se l'ordine sacro sia un impedimento matrimoniale

Pare che l'ordine sacro non sia un impedimento matrimoniale.

Infatti:

1. Una cosa può essere impedita solo dal suo contrario.

Ma l'ordine non è contrario al matrimonio, essendo entrambi dei sacramenti.

Quindi non può esserne un impedimento.

2. L'ordine è identico per noi e per la Chiesa Orientale.

Ora, presso la Chiesa Orientale l'ordine non impedisce il matrimonio.

Quindi non lo impedisce neppure in quella Occidentale.

3. Il matrimonio sta a significare l'unione di Cristo con la Chiesa [ Ef 5,32 ].

Ma questo simbolismo sarebbe espresso anche meglio nel matrimonio dei ministri di Cristo, cioè degli ordinati.

Quindi l'ordine non impedisce il matrimonio.

4. Tutti gli ordini dispongono a delle funzioni spirituali.

Quindi l'ordine non può impedire il matrimonio se non a motivo della sua spiritualità.

Se dunque lo impedisce un ordine devono impedirlo tutti.

Il che invece è falso.

5. Tutti gli ordinati possono ricevere dei benefici ecclesiastici, e godere ugualmente dei privilegi clericali.

Se quindi, come dicono i giuristi [ Decretales 3,3,7ss ], l'ordine impedisce il matrimonio per il fatto che gli ammogliati non possono usufruire di tali cose, allora qualsiasi ordine dovrebbe impedirlo.

Il che invece è falso, come risulta da una decretale di Alessandro III « sui chierici coniugati » [ ib. 3,3,1 ].

Quindi nessun ordine sacro impedisce il matrimonio.

In contrario:

1. Nei sacri Canoni [ ib. ] si legge: « Se si scopre che alcuni si sono sposati da suddiaconi, o essendo costituiti in ordini anche maggiori, obbligateli ad abbandonare le mogli ».

Ora, ciò non dovrebbe farsi se si trattasse di un vero matrimonio.

2. Chi fa voto di [ perpetua ] castità non può contrarre matrimonio [ aa. 1,2 ].

Ma ci sono degli ordini che implicano il voto di castità, come risulta dal testo delle Sentenze [ 4,37,1 ].

Quindi tali ordini impediscono il matrimonio.

Dimostrazione:

Gli ordini sacri per una certa convenienza implicano di per sé un certo quale impedimento al matrimonio: poiché gli ordinati devono toccare i vasi sacri e amministrare sacramenti, per cui è opportuno che custodiscano la mondezza del corpo mediante la continenza.

Ma che questi ordini impediscano [ effettivamente ] il matrimonio deriva da una legge della Chiesa.

Non è però uguale la legge per i Latini e per i Greci.

Poiché per i Greci l'ordine è un impedimento al matrimonio solo in forza dell'ordine stesso.

Invece per i Latini lo è in forza dell'ordine e del voto di castità annesso agli ordini sacri: il quale voto, anche se non è formulato espressamente, viene considerato come emesso per il fatto che uno riceve gli ordini secondo il rito della Chiesa Occidentale.

Di conseguenza presso i Greci e gli Orientali l'ordine sacro impedisce di contrarre matrimonio, ma non di usare del matrimonio contratto in precedenza: essi possono cioè usare del matrimonio già contratto, sebbene non possano contrarlo dopo.

Invece per la Chiesa Occidentale l'ordine sacro impedisce il matrimonio e il suo uso: a meno che uno non abbia ricevuto gli ordini all'insaputa della moglie o contro la sua volontà, poiché in tal caso l'ordine non può portare pregiudizio alcuno ai suoi diritti.

- Abbiamo poi già rilevato sopra [ q. 37, a. 3 ] la differenza che esiste oggi e che esisteva nella Chiesa primitiva tra ordini sacri [ o maggiori ] e ordini non sacri [ o minori ].

Analisi delle obiezioni:

1. Sebbene l'ordine sacro non sia incompatibile col matrimonio in quanto sacramento, tuttavia presenta una certa inconciliabilità a motivo degli atti matrimoniali, che sono di ostacolo alle funzioni sacre.

2. È evidente che l'argomento poggia su un falso presupposto [ cf. corpo ].

Infatti l'ordine sacro è un impedimento al matrimonio ovunque, sebbene in certi luoghi non implichi il voto.

3. I chierici ordinati simboleggiano Cristo con atti più nobili, come appare chiaramente da quanto detto nel trattato sull'ordine [ q. 37, a. 2 ss. ].

Perciò l'argomento non vale.

4. A coloro che hanno ricevuto gli ordini minori non è interdetto il matrimonio: poiché sebbene questi ordini siano deputati a delle funzioni spirituali, tuttavia non trattano immediatamente le realtà sacre, come gli ordini maggiori.

In ogni modo secondo le leggi della Chiesa Occidentale [ Decretales 3,3, cc. 1,2,3 ] l'uso del matrimonio impedisce di esercitare anche gli ordini minori, per un maggior decoro degli uffici ecclesiastici.

Poiché dunque i chierici in forza del beneficio ecclesiastico sono tenuti a esercitare il loro ufficio, e a motivo di tale esercizio godono anche dei privilegi clericali, presso i Latini questi vantaggi vengono sottratti ai chierici sposati [ cf. ob. 5 ].

5. È così risolta anche l'ultima obiezioni.

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